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Da Pont-Saint-Martin a Ivrea: il cammino che accende i riflettori sulla prevenzione renale

Al via la prima tappa di “Insieme sulla Via Francigena”: 21 chilometri tra borghi e storia per promuovere prevenzione, diagnosi precoce e cultura della donazione

Dalla Pont-Saint-Martin a Ivrea: il cammino che accende i riflettori sulla prevenzione renale

Dalla Pont-Saint-Martin a Ivrea: il cammino che accende i riflettori sulla prevenzione renale

Domenica 22 marzo prenderà il via da Pont-Saint-Martin la prima tappa di “Insieme sulla Via Francigena”, un progetto che unisce cammino, testimonianza e sensibilizzazione per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione delle malattie renali. L’iniziativa è promossa da ANED, l’Associazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto, insieme alla Città della Salute e della Scienza di Torino, con l’obiettivo di informare i cittadini e favorire diagnosi precoci prima che le patologie diventino croniche.

Il percorso inaugurale, lungo 21 chilometri, porterà decine di partecipanti dal ponte romano di Pont-Saint-Martin fino a Ivrea, attraversando Carema, Settimo Vittone, Montestrutto e Montalto Dora. A camminare saranno pazienti nefropatici, persone in dialisi, trapiantati di rene, operatori sanitari e cittadini, in un viaggio che attraversa luoghi ricchi di storia, spiritualità e tradizione vitivinicola.

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Secondo il presidente di ANED, Giuseppe Vanacore, l’iniziativa nasce in un momento delicato, segnato dal calo delle dichiarazioni di volontà sulla donazione degli organi. Un fenomeno che rischia di compromettere il futuro dei trapianti e che rende ancora più urgente investire sia nella prevenzione sia nella diagnosi precoce. Oggi, infatti, il 77% delle persone scopre di avere una disfunzione renale quando è ormai troppo tardi per intervenire se non con la dialisi. Per questo, spiega Vanacore, serve più informazione e il cammino lungo la Francigena vuole essere anche un messaggio concreto di consapevolezza.

Sulla stessa linea il direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida, che sottolinea il valore di un evento capace di unire sport, solidarietà e scienza, parlando a tutta la comunità con un linguaggio inclusivo. Un’iniziativa che punta a coinvolgere non solo i pazienti e le loro famiglie, ma tutti i cittadini, richiamando l’attenzione sul diritto alla salute e sull’importanza dell’accesso alle cure.

Per Luigi Biancone, direttore della Nefrologia, Dialisi e Trapianto della Città della Salute e della Scienza di Torino, questo è anche un momento significativo per i progressi della medicina. Negli ultimi anni, infatti, sono stati introdotti nuovi farmaci in grado di rallentare il peggioramento delle malattie renali e migliorare la gestione della dialisi e del trapianto, aprendo nuove prospettive nella cura.

“Insieme sulla Via Francigena” è un progetto che unisce simbolo e concretezza, con dodici tappe previste dalla Valle d’Aosta fino a Roma, dove l’arrivo è fissato per il 7 giugno in Campidoglio. L’iniziativa è stata ideata dagli infermieri dei centri di emodialisi CTO e Farinelli di Torino, sotto la direzione del professor Luigi Biancone, in collaborazione con ANED.

Le malattie renali croniche restano però una sfida crescente. Tra le cause principali ci sono diabete, ipertensione, glomerulonefriti e patologie autoimmuni. Anche per questo la prevenzione, insieme a stili di vita sani e controlli regolari, diventa fondamentale. Quando la funzione renale viene meno, le uniche possibilità restano la dialisi o il trapianto, che rappresenta l’opzione terapeutica migliore quando possibile.

Intanto i dati sulla donazione degli organi continuano a preoccupare. Dal 2012 a oggi sono state raccolte in Italia poco meno di 24 milioni di dichiarazioni, ma il 34% dei cittadini ha espresso opposizione alla donazione. Nei primi due mesi del 2026 le opposizioni sono salite al 40,9%. Parallelamente, le liste d’attesa si allungano: sono oltre 7.500 le persone in attesa di un rene, con tempi medi superiori ai tre anni. Anche il numero dei trapianti è in calo, passato dai 2.031 del 2024 ai 1.850 del 2025.

In Piemonte le opposizioni si attestano al 34,6%, con 274 trapianti effettuati nel 2025 e 398 persone in lista d’attesa, mentre in Valle d’Aosta il dato delle opposizioni è del 23,9%. Numeri che confermano quanto sia urgente promuovere una cultura della prevenzione e della donazione, a partire proprio da iniziative come il cammino lungo la Via Francigena.

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