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Il Canavesano imbruttito
18 Marzo 2026 - 15:07
Giorgia Meloni
Così a prima vista non sembra che la coalizione U.S.A.-Israele stia viaggiando a vele spiegate verso la vittoria, sin da subito, ripetutamente annunciata da Trump. Già dopo il primo giorno di attacchi all’Iran, ripreso da “Open”, “la Repubblica”, “Il Sole 24 ORE” e da tutti i media “coperti” e “allineati” del “libero” e “pluralistico” Occidente, l’ondivago Presidente americano aveva proclamato: “Abbiamo già vinto la guerra contro l’Iran in un’ora, ma ora finiamo il lavoro”. Dunque aspettiamo, però, senza mai dimenticarci di lanciare anatemi contro la Russia, forse, a questo punto, davvero colpevole. Colpevole, visto che la cosa è stata accettata in silenzio da tanti e addirittura applaudita da tantissimi, di non aver fatto in Ucraina quello che gli israeliani hanno fatto e continuano a fare in Palestina.
Aspettiamo da brave scimmiette plaudenti che i nostri “amici” a stelle e strisce con i loro degni compari israeliani finiscano il lavoro, intanto ci dilettiamo nel pagare gasolio e benzina oltre 2 euro al litro e ci massacriamo i coglioni con i dibattiti sul Referendum Costituzionale programmato per il 22 e 23 marzo del quale, a sentire i cittadini, che dovranno esprimersi nientemeno che sulla riforma della magistratura, pochissimi mostrano di averci capito qualcosa.

Aspettiamo fiduciosi che i “liberatori” di professione arrivino presto a liberare anche l’Iran così come fecero con la Libia, l’Afghanistan e l’Iraq, intanto continuiamo a pagare sempre di più il solito pane, il solito latte, la solita pasta, la solita carne e il solito tutto.
Aspettiamo, si “vocifera” che dalle Big Pharma presto verrà annunciato anche il vaccino contro le guerre e già immagino che ci siano milioni di italiani speranzosi, pronti, in attesa di tutti i booster necessari a scongiurare futuri conflitti armati, a mettersi in fila per la prima salvifica dose vaccinale.
Aspettiamo, immersi nella più completa assenza di sicurezza, fra una truffa e un borseggio, fra una rapina e un furto in casa con mail e telefonini presi d’assalto da chi si spaccia per operatori di banche e di Poste Italiane; da chi minaccia denunce e atti giudiziari spacciandosi per rappresentanti delle forze dell’ordine o della Procura; da chi chiede notizie di esami clinici spacciandosi per operatori sanitari e da chi offre importanti occasioni d’impiego spacciandosi per dirigenti regionali; aspettiamo, è una cosa che ci viene bene, intanto pare che gli iraniani siano più indigesti dei civili palestinesi ed anche gli israeliani pare se ne siano accorti, loro specialisti assoluti, senza rivali al mondo nello sparare a bambini, donne, medici, infermieri, volontari delle organizzazioni umanitarie, giornalisti e gente disarmata in genere, sembra che abbiano toppato nella sbandierata conoscenza delle caratteristiche del sistema di difesa iraniano.
Aspettiamo, intanto non possiamo farci niente, non possiamo neanche smettere di finanziare i nostri nuovi e interessati amici ucraini, è l’Europa che ce lo chiede, non si vorrà mica essere scortesi? Noi siamo bravi, buoni, altruisti, magari un po’ rincoglioniti, ma non siamo né scortesi, né egoisti, c’è da pagare bollette del gas, dell’acqua e della luce completamente impazzite e noi lo facciamo! C’è da stringere la cinghia, da rinunciare a cure, medicine o esami clinici e noi rinunciamo! C’è da pagare, sino ad ora, il 10% in più per la benzina e il diesel e noi paghiamo!
Intanto i nostri “fraterni” amici ucraini hanno colpito con i droni una nave russa, vicino alle nostre coste, che trasportava 900 tonnellate di gasolio, speriamo non si riversino nel Mediterraneo perché, se così sarà, ci toccherà anche la chiusura di stabilimenti balneari e la bonifica delle acque, ma da bravi “arditi” chiuderemo e bonificheremo!
Aspettiamo, è la cosa che ci riesce meglio, l’abbiamo sempre fatto e mi pare che, seppur fortemente indigesti, stiamo raccogliendo a piene mani i frutti del nostro “sapiente” aspettare. Intanto abbiamo registrato le parole del nostro “formidabile” Ministro degli Esteri, il “meraviglioso” Tajani, che ha raccomandato a tutti gli italiani bloccati nelle aree di guerra o limitrofe di “non affacciarsi alle finestre e non scendere in strada in caso di attacchi con droni”, non solo, come ultima perla di saggezza il Ministro del “Diritto internazionale che vale solo fino a un certo punto” aveva anche specificato, se già per strada, di rifugiarsi nei garage. Intanto la guerra sarà pure stata vinta dopo la prima ora di bombardamenti, nessuno ha intenzione di contraddire Trump, è troppo pericoloso, ma i dati ufficiali ci raccontano che nei primi tre giorni di combattimenti gli Stati Uniti hanno consumato la produzione bellica di cinque anni con le scorte di missili Patriot che si sono ridotte al 25% del loro fabbisogno a livello globale e che, seppur la potenza militare messa in campo da Israele e Stati Uniti non ha precedenti nel nuovo millennio, pare che la guerra non sia stata ancora propriamente vinta, ma forse, come detto dal Tycoon americano, stanno solo finendo il “lavoro”.
Nei fatti l’Iran sta subendo perdite enormi e attacchi fuori da ogni giustificazione e legalità, già il nel primo giorno di guerra la sua struttura di vertice era stata decapitata, cosa che avrebbe dovuto far implodere il Paese, almeno secondo gli “esperti” militari della Casa Bianca, quelli “esperti” nel DNA, quelli “esperti” di tutto, che poi mostrano di non conoscere né alleati, né nemici, infatti, così non è stato. L’Iran ha mostrato grande coesione, capacità di resistere e di controbattere, ha mostrato a chi blatera di sovranismo cosa è capace di fare uno Stato sovrano abitato da un popolo e non da ciarlatani con la scritta vendesi nel cuore.
Noi comunque aspettiamo, si parla poco, quasi niente dei “file Epstein” sebbene molti osservatori internazionali descrivano Trump, proprio per questi, come uomo sotto ricatto del Mossad, costretto, lui che ambiva al Nobel per la Pace, ad una guerra che ha tutta l’aria di trasformarsi nel remake del Vietnam. Intanto Israele bombarda tutti e tutto, Libano, Cisgiordania, Iraq, addirittura Arabia Saudita e sempre, ovviamente, i territori palestinesi, il tutto mentre pare che nessuna sanzione verrà presa dall’Unione Europea contro Stati Uniti e Israele perché questa volta il cattivo è l’aggredito, cosa inconfutabile, stabilita all’unisono dal “civile”, “tollerante”, “libero” e “democratico” Occidente.
Aspettiamo “confortati” dalle parole della nostra Giorgia, la Meloni che il mondo ci invidia, che ha sottolineato: “In tre anni con il mio governo abbiamo ricostruito l’immagine della Nazione. Noi eravamo la pecora nera d’Europa, mentre ora siamo la Nazione che indica la rotta a tutte le altre” e come dargli torto, a seguire la rotta indicata dall’Italia, quella della miseria, della disoccupazione, dei miliardi sperperati per l’Ucraina e per l’appiattimento incondizionato verso le scelte politiche e militari di Israele e degli Stati Uniti d’America ci si sono fiondati proprio tutti ad eccezione della Spagna di Pedro Sanchez. Intanto, seppur non ritenuta notizia degna di essere divulgata dai “padroni” dell’informazione ufficiale, bisogna stare molto attenti alle missioni sotto falsa bandiera perché a Cuba, in Iraq e in Arabia Saudita, le autorità governative locali hanno arrestato agenti del Mossad che stavano preparando attentati da attribuire all’Iran.
Aspettiamo, la rotta l’abbiamo indicata a tutti, poi, lo scorso 4 marzo il nostro Senato ha addirittura approvato con i voti di “destra” e “sinistra” il DDL per il contrasto all’antisemitismo con l’obiettivo palese non tanto di colpire l’antisemitismo ma piuttosto di usarlo come alibi per colpire chiunque osi criticare le politiche imperialiste e stragiste di Israele.
Aspettiamo e mentre la rotta indicata dall’Italia meloniana ci sta facendo precipitare a “rotta di collo” verso la distruzione totale della nostra economia, non richiesto e attualmente fuori contesto, l’estone Kaja Kallas, Alta rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Unione Europea ci ricordato che“La Russia non è una superpotenza, ma un Paese allo sbando con un’economia a pezzi”, tanto a pezzi che, segnando la prima istanza di assistenza internazionale, ha già inviato 13 tonnellate di aiuti medici all’Iran; tanto in crisi che anche nel 2025 ha registrato un P.I.L. in crescita; tanto in crisi che, mentre a noi tocca pagare la benzina e il gasolio oltre i 2 euro al litro e mentre in Ucraina, anche grazie ai nostri aiuti, per un litro di carburante si spende un euro o poco più, in Russia diesel e benzina si pagano poco più di 40 centesimi al litro.
Comunque aspettiamo, intanto, se gli americani ne avessero bisogno, abbiamo concesso loro l’utilizzo delle nostre basi militari, abbiamo condannato la reazione dell’Iran e ci siamo tuffati nella campagna referendaria. Maestri dell’occhio non vede e cuore non duole, abbiamo sottolineato come l’Italia, il caso Ucraina è l’eccezione che conferma la regola, condanna sempre l’aggredito, da noi, se ci cercano guai con la giustizia bisogna avere la sfrontatezza di difendersi da ladri, rapinatori e stupratori, gente che nel nostro Paese ha sempre validi motivi per delinquere, infatti, non a caso siamo entusiasti membri della banda N.A.T.O., “fratelli di sangue” di Stati Uniti e Israele, che da sempre sono impegnati a portare pace, democrazia e prosperità nel mondo, spesso, quasi sempre ricorrendo allo stupro armato e seriale di “Paesi canaglia”, guarda caso sempre ricchi di petrolio e materie prime, quindi, Paesi rei di aver provocato il “pacifico” Occidente ostentando cattivi e lascivi “costumi”. Paesi che la salvifica violenza occidentale se la tirano addosso, che se la vanno a cercare, con tutto quel petrolio, quell’uranio, quei diamanti, cose che non si possono esibire con disinvoltura provocatoria, non a caso vengono violentati e non a caso, se non si dichiarano entusiasti della violenza subita, vengono rasi al suolo e sterminati.
Ma attenzione, mentre noi aspettiamo parlandoci addosso del nulla, altri sembrano osservare con attenzione ciò che sta accadendo e spesso chi aspetta troppo e non fa nulla per impedire di essere risucchiato in una spirale di folle violenza, non fa proprio una bella fine.
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