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Candia sotto la tempesta: il canottaggio resiste e conquista medaglie tra vento e pioggia

Meeting del Nord dimezzato dal maltempo, ma le società non si fermano: successi e segnali importanti per i giovani atleti

Candia sotto la tempesta

Candia sotto la tempesta: il canottaggio resiste e conquista medaglie tra vento e pioggia

Pioggia battente, vento tagliente e temperature al limite. Il lago di Candia Canavese, nel weekend del 14 e 15 marzo, si è trasformato in un campo di gara ostile, quasi proibitivo. Eppure, tra onde increspate e condizioni al limite della sicurezza, il canottaggio giovanile ha dato una prova di carattere, regalando risultati, emozioni e segnali incoraggianti per il futuro.

Il Primo Meeting Nazionale Nord, appuntamento chiave per le categorie giovanili e non solo, è stato inevitabilmente condizionato dal maltempo: dopo 57 regate disputate nella giornata di sabato, i giudici hanno deciso prima di sospendere il programma e poi di annullare completamente la domenica. Una scelta obbligata, dettata dalla sicurezza, ma che ha lasciato inevitabilmente un senso di incompiuto tra atleti e tecnici.

Nonostante questo, quanto visto in acqua è bastato per tracciare le prime indicazioni stagionali.

Tra le società protagoniste, la Canottieri Luino ha saputo farsi valere in condizioni difficili, portando a casa un bottino fatto di una medaglia d’oro, una d’argento e una di bronzo, oltre a diversi piazzamenti di rilievo. Un risultato che assume ancora più valore se letto alla luce del contesto.

La vittoria più netta è arrivata dal doppio Cadetti maschile, dove Carmine Melone, in equipaggio con Guido Tonna della Canottieri Milano, ha dominato la gara con autorità. Un successo costruito fin dalle prime battute, senza lasciare spazio agli avversari.

Più combattuta, invece, la prova del doppio formato da Tommaso Seminatore e Leonardo Mechelli, capaci di strappare un prezioso argento all’ultima palata, al termine di una gara serrata che ha premiato determinazione e resistenza.

Completa il podio la medaglia di bronzo conquistata da Diego Bassi D’Alessio nel 7,20 Cadetti maschile, a conferma della solidità del gruppo.

Accanto ai podi, arrivano anche risultati che raccontano una crescita complessiva. Il quattro di coppia Cadetti femminile, composto da Nicol Boni, Vanessa Bianchi, Alessandra Camboni e Laila Funaro, ha sfiorato il podio chiudendo al quarto posto, mentre altri equipaggi si sono stabilmente inseriti nelle prime posizioni, dimostrando competitività e margini di miglioramento.

Non sono mancate le difficoltà, come nel caso del quattro di coppia Allievi C maschile, protagonista di una gara combattuta fino agli ultimi metri e penalizzato da un contatto con un altro equipaggio che ha compromesso la lotta per il secondo posto. Episodi che fanno parte del percorso di crescita, soprattutto in categorie giovani.

Nel complesso, la trasferta di Candia rappresenta per Luino un passaggio importante: non solo per le medaglie, ma per la capacità di adattarsi a condizioni estreme e continuare a competere.

Parallelamente, anche la Canottieri Varese ha raccolto risultati significativi, confermando la qualità del proprio settore giovanile. Sotto la guida di Guido Ferrario, il gruppo ha conquistato diversi successi, tra cui quelli nel singolo Cadetti, nel due senza Cadette, nel doppio Allieve C e nel quattro di coppia Allievi C maschile.

Prestazioni che raccontano un lavoro solido e continuo, costruito nel tempo e capace di emergere anche in condizioni complicate.

Tra le protagoniste, spicca la prova di Oliwia Colombo, che nel doppio Allieve C ha saputo gestire una gara resa ancora più difficile dal freddo e dalla pioggia. Una prestazione costruita sulla concentrazione e sulla capacità di mantenere il ritmo, senza cedere alla pressione delle avversarie.

Anche tra i ragazzi emergono storie di crescita, come quella di Andrea Tenconi, parte dell’equipaggio vincente nel quattro di coppia. Un risultato che arriva dopo allenamenti intensi e che testimonia quanto il lavoro quotidiano possa tradursi in risultati concreti.

Accanto a queste realtà, anche San Cristoforo e CUS Milano hanno lasciato il segno, portando a casa vittorie e piazzamenti in diverse categorie, dai Cadetti ai Master fino al settore universitario.

Nel singolo Cadetti maschile, ad esempio, il successo di Filippo Bravi e il secondo posto di Jacopo Teobaldo rappresentano un segnale importante, così come le medaglie conquistate nel settore Master e universitario.

Ma al di là dei risultati, ciò che resta di questo weekend è soprattutto l’immagine di una comunità sportiva che non si è fermata di fronte alle difficoltà. Sulle rive del lago, tra ombrelli e giacche impermeabili, si è respirato un clima fatto di passione e resistenza.

La decisione di interrompere il programma ha lasciato inevitabilmente spazio alla delusione, soprattutto tra i più giovani, che avevano preparato l’appuntamento con grande impegno. Ma allo stesso tempo ha evidenziato quanto questo sport sia capace di insegnare anche al di fuori della competizione.

Saper accettare uno stop, gestire l’imprevisto, tornare a casa con meno gare del previsto ma con più esperienza: è anche questo il percorso di crescita di un atleta.

Ora lo sguardo si sposta già al prossimo appuntamento, fissato per il 29 marzo all’Idroscalo di Milano con la Coppa Montú. Un contesto diverso, si spera con condizioni meteo più favorevoli, ma con le stesse ambizioni.

Perché se Candia ha mostrato quanto il canottaggio possa essere duro, ha anche confermato una certezza: la nuova generazione c’è, ed è pronta a farsi spazio.

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