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06 Marzo 2026 - 17:58
Carlo Brizzolara giornalista nel 1951, qui ripreso accanto ad una vettura della carovana pubblicitaria al seguito del 34° Giro d’Italia.
A distanza di anni e ricordando il passato devo riconoscere che la mia giovinezza, e non solo, è stata segnata dall’incontro con Carlo Brizzolara.
Negli anni Cinquanta, all’inizio della mia carriera sportiva, l’ingegnere, o meglio Brizz, come tutti lo chiamavano al Canoa Club, era conosciuto come appassionato sportivo: si era avvicinato alla canoa perché era sport d’acqua, per lui nuovo ed avventuroso. Durante l’estate, soprattutto il sabato e la domenica, avevo la fortuna di essere invitato a discendere con lui alcuni facili torrenti in Valle d’Aosta, oppure fiumi come la Dora Baltea e il Ticino.
La sua nuova Fiat 1100, con un porta-canoa costruito ad hoc e posizionato sul tetto, poteva ospitare due imbarcazioni, la sua e la mia. Diceva che io avevo talento e voleva venire con me affinché io potessi insegnargli le tecniche di manovra in canoa. Tanta era la sua passione per questo sport che oltre a ricoprire cariche importanti nel club venne eletto anche consigliere della Federazione Italiana Canottaggio, della quale la Canoa Fluviale faceva parte.
Brizz però si spinse oltre e, vedendo che la canoa veniva considerata poco o niente dalle altre specialità, che erano il canottaggio e la canoa olimpica, si batté finché riuscì a far separare i canoisti dal canottaggio, costituendo la nuova Commissione Italiana Canoa, divenuta poi in seguito l’attuale Federazione Italiana Canoa e Kayak.

Da Temporale Rosy, libro di Carlo Brizzolara, il regista Mario Monicelli si ispirò per un film di successo che in Francia prese il titolo di Rosy la Bourrasque. Nel cast figuravano grandi attori, tra i quali Gérard Depardieu e Faith Minton.

Carlo Brizzolara con la sua nuova FIAT 1100 e le prime canoe italiane in vetroresina costruite a Torino dalla ditta Cigala & Bertinetti. Nella fotografia è ripreso con il figlio Francesco, per molti anni direttore della «Sentinella del Canavese».

L’autore di queste pagine durante la maratona del Taro con la telecamera della RAI sul petto e la batteria posta all’interno della canoa, circa 15 kg di peso da portare fra le onde nelle rapide di Ostia Parmense per le riprese della Domenica Sportiva. La canoa in vetroresina è un prototipo costruito ad Ivrea da Giulio Walzolgher, che fu anche fondatore del club eporediese.
Gli studi e il lavoro in Olivetti.
Carlo Brizzolara nacque a Noceto di Parma nel 1911. Negli studi seguì le orme paterne e si laureò in Ingegneria a Bologna, così come i suoi due fratelli Marco e Angiola Maria. La mamma Plautilla Carrara, grande amante di cultura, morì prematuramente lasciando in eredità ai figli, e soprattutto a Carlo, una grande passione per la letteratura.
La formazione culturale di Carlo passò anche attraverso la frequentazione e il confronto, sin dai tempi del liceo classico Romagnosi di Parma, con intellettuali del calibro di Attilio Bertolucci e Pietro Bianchi. Con loro partecipò poi ad un gruppo letterario di aspiranti scrittori parmigiani, che accoglieva al suo interno Giovanni Guareschi, Cesare Zavattini e Leo Longanesi.
Nel 1935 partì come volontario per la guerra di Abissinia e allo scoppio della Seconda guerra mondiale si arruolò come volontario nei paracadutisti della Folgore. Cadde prigioniero degli inglesi nella battaglia di El Alamein e venne internato in campi egiziani dal 1942 al 1946; lì, con alcuni compagni, organizzò attività culturali e sportive per ufficiali e soldati, realizzando un teatro di burattini di tradizione emiliana.
Uomo dinamico a cui non dispiaceva l’avventura; al suo rientro in patria fu assunto dalla Fiat a Torino, poi Adriano Olivetti lo chiamò ad Ivrea per svolgere compiti di pubblicità nel settore tecnico commerciale e nel 1947 fu il redattore della prima «Rivista Olivetti», tradotta in francese, spagnolo ed inglese.
Appassionato scrittore, collaborò con articoli, interviste e racconti su riviste e periodici come Omnibus, Successo, La Gazzetta di Parma, Tuttosport.
Negli anni passati in Olivetti istituì, diresse e sviluppò il Servizio Sicurezza e Igiene sul Lavoro, un fiore all’occhiello dello stabilimento eporediese ed all’avanguardia in quegli anni. Fu anche vicepresidente del Gruppo Sportivo Olivetti nel quale si prodigò per lo sviluppo della sezione Nuoto-Canoa, organizzando corsi di nuoto e salvamento presso la piscina di Biella, con relativi spostamenti effettuati da pullman aziendali. Bisogna ricordare che a quel tempo ad Ivrea non c’era ancora la piscina comunale e gli eporediesi non nuotavano durante l’inverno. Questi pullman furono usati non solo per il trasporto giornaliero degli operai in fabbrica, ma il sabato e la domenica venivano adibiti per trasferte e gite aziendali.
Ricordo che Brizzolara organizzò un pullman aziendale per i soci della Sezione Nuoto e Canoa al seguito dei canoisti eporediesi nella maratona internazionale sul fiume Taro, che partiva da Borgo Val di Taro e terminava a Fornovo di Parma. La stessa gara venne ripresa dalla televisione e trasmessa nella serata stessa dalla Domenica Sportiva, facendo conoscere maggiormente il nostro sport. Per gli sportivi eporediesi fu anche motivo di orgoglio in quanto fui io il vincitore di quella e, in seguito, di altre nove edizioni.
Autori di libri.
Carlo Brizzolara va anche ricordato perché è stato autore di libri e racconti per adulti e ragazzi, molti dei quali tradotti in diverse lingue; a questo proposito è giusto ricordare Il pennacchio (Vallecchi, 1965), Titina F5. Diario di una piccola cilindrata(Einaudi, 1971), La vita è sport (Einaudi, 1971), Companìa zappatori (La Sesia edizioni, 1995), pubblicato postumo dal figlio Francesco, Temporale Rosy (Einaudi, 1971); da quest’ultimo libro il regista Mario Monicelli nel 1979 ha realizzato il film Rosy la Bourrasque.
È anche suo merito aver compreso che per far conoscere il nostro sport in Italia, sarebbe stato necessario documentare le conoscenze sportive che avevamo maturato negli anni ad Ivrea, trasferendole in un libro su cui tutti avrebbero potuto leggerle ed appropriarsene. Fu così che mi spinse a scrivere per spiegare la tecnica, e dopo molto lavoro ed infinite verifiche su quello che scrivevo, lui faceva la «prova dello stupido»: se era in grado di capire e mettere in pratica quello che avevo scritto, allora quei contenuti venivano avallati e riportati nel libro.
Questo uscì con il titolo La canoa d’acqua viva, un tascabile edito da Mondadori nel 1976 e del quale furono stampate 15.000 copie. Grazie a questo primo libro e a un secondo edito nel 1976 da Mursia, Manuale pratico di canoa sportiva, molti si avvicinarono a questo sport e l’odierno sviluppo della canoa ne è la conferma. Molti titoli mondiali e 3 medaglie olimpiche conquistate fanno sì che questo sport sia uno fra quelli nazionali più considerati.
Rileggendo quanto scritto ci si rende conto del contributo disinteressato e appassionato di Brizzolara, che lottando spesso contro corrente, anche nell’ambiente sportivo, è riuscito, assieme ad altri eporediesi, di ieri e di oggi, a promuovere la crescita dello sport della canoa, creando i presupposti ad Ivrea per una pratica sportiva di alto livello.
Carlo Brizzolara morì ad Ivrea nel 1986 e per sua volontà venne sepolto nella tomba di famiglia a Noceto, suo paese natale. In ricordo, la città d’Ivrea gli ha dedicato una via nella zona industriale di corso Vercelli.
L’Ivrea Canoa Club.
Presso la nostra sede e nel canale vengono organizzate manifestazioni internazionali ed allenamenti specifici per atleti di ogni livello. Vanno ricordate manifestazioni importanti come i Campionati Mondiali di discesa libera che si svolsero nel 2008, le molte gare nazionali, i Campionati Italiani ed ultimamente gare di Ranking Internazionale. In questo 2016, anno delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, avremo per la prima volta una gara di Coppa del Mondo, alla quale parteciperanno circa 300 atleti di una quarantina di nazioni con riprese televisive in diretta. Nel 2017 la finale della Coppa del Mondo e nel 2018 i Campionati Mondiali Junior ed Under 23.
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