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Cantieri a Chivasso: strada chiusa per due mesi. Traffico deviato fino a maggio: ecco cosa sta succedendo

Passano solo residenti e raccolta rifiuti, tutti gli altri devono deviare

Cantieri a Chivasso: strada chiusa per due mesi. Traffico deviato fino a maggio: ecco cosa sta succedendo

Cantieri a Chivasso: strada chiusa per due mesi. Traffico deviato fino a maggio: ecco cosa sta succedendo

Via III Marzo 1966 chiude per due mesi. E non per un giorno o per un’emergenza improvvisa, ma per lavori programmati che cambieranno la quotidianità di una fetta di territorio.

Il Comune di Chivasso ha firmato l’ordinanza che dispone lo stop alla circolazione nel tratto compreso tra la SP81 e via Chiabotti: dalle 8 del 23 marzo fino alle 18 del 23 maggio. Due mesi pieni, senza scorciatoie.

Il motivo è noto, almeno sulla carta: l’estensione della rete fognaria nelle frazioni di Pratoregio, Betlemme e Mosche, intervento affidato da SMAT e realizzato dalla Rattalino Scavi Srl. Un’opera necessaria, certo. Ma che si traduce, per residenti e automobilisti, in un cambio netto delle abitudini quotidiane.

La strada sarà chiusa al traffico. Non del tutto, ma quasi. Potranno passare solo i residenti e i mezzi della raccolta rifiuti, e comunque a passo d’uomo. Il resto dovrà girare altrove.

Sulla carta, l’ordinanza è precisa: segnaletica obbligatoria, movieri durante i lavori, scavi mai contemporanei, ripristino settimanale dell’asfalto. Tutto previsto. Tutto regolato. Tutto scritto.

Eppure la domanda resta la stessa, sempre la stessa: quanto reggerà la viabilità alternativa? Perché chi conosce quella zona sa che non si tratta di un’arteria qualunque, ma di un collegamento usato ogni giorno, spesso senza alternative reali.

L’ordinanza prevede anche l’obbligo di avvisare i residenti con comunicazioni dirette, persino affissioni davanti alle abitazioni. Segno che l’impatto sarà concreto, quotidiano, inevitabile.

Il punto, come spesso accade, non è il “se” fare i lavori. È il “come” e il “quanto peseranno”. Due mesi sono lunghi. E in quei due mesi si misurerà la distanza tra ciò che è scritto in un’ordinanza e ciò che succede davvero sulla strada.

Perché tra cantieri, deviazioni e disagi, la teoria regge sempre. È la pratica che fa la differenza.

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