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Per chi suona la campana
15 Marzo 2026 - 06:30
Il cardinale Matteo Zuppi
Gira in rete un video dove il sindaco di Bologna Matteo Lepore, l'ex premier Romano Prodi e il presidente della Cei Matteo Zuppi festeggiano, in una piazza della città affollata di musulmani, con una lunga preghiera dell'imam, l’iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno quotidiano del Ramadan.
Negli stessi giorni, lo stesso cardinale Zuppi ha lamentato che, su 9000 abitanti, quest'anno nessuno si è iscritto al catechismo in due importanti parrocchie del centro storico. La colpa, per il porporato, sarebbe delle politiche abitativee non di chi col turbante ormai in centro ci abita e vive pubblicamente la fede, come la piazza ha dimostrato.
Troppo semplice però dare la colpa alla società. Di fronte al deserto del catechismo ci si sarebbe aspettati almeno un’autocritica rispetto a una pastorale che si è spesa per definirsi aperta, accogliente e moderna, ma che ha liquidato in fretta le profezie dei cardinali Giacomo Biffi e Carlo Caffarra come vecchia retorica fascista, e chiedersi almeno se non si è forse sbagliato qualcosa nell’annuncio del Vangelo.

Il Cardinale Giacomo Biffi
Invece niente. Sua Eminenza se ne va allegro dai musulmani, senza nemmeno più lontanamente porsi il problema che — oltre alle buone maniere — il suo primo compito sarebbe evangelizzare in primo luogo proprio loro.
Ah, dimenticavamo: questa è per i progressisti la vera bestemmia.
Così come viene respinta dai progressisti l’obiezione più frequente fra i cristiani comuni, e cioè quella della reciprocità. I report di Open Doors del 2026 delineano un quadro chiarissimo: oggi nel mondo più di 338 milioni di cristiani subiscono alti livelli di persecuzione, e se guardiamo alla lista delle nazioni in cui l’intolleranza è classificata come «estrema», ai primissimi posti troviamo Paesi a forte matrice islamica.
Ora non si tratta di fare crociate o respingimenti, ma soltanto non abdicare alla propria identità a favore di un ingenuo buonismo. Il punto però, come sempre almeno per i cristiani, è teologico: la deriva relativista per cui «una religione vale l’altra».
Anche «Avvenire» ha sposato in pieno l’iniziativa di un parroco della provincia di Gorizia che, con la benedizione del vescovo, ha dato agli islamici i locali parrocchiali per la preghiera del venerdì, giustificando il fatto come un gesto di carità, dimenticando però che quella dell’annuncio del Vangelo è la prima autentica carità.
Occorrerebbe inoltre ricordare che per i musulmani il pregare in un luogo lo rende per loro sacro (altra parola che per i progressisti cattolici è blasfema) e in qualche modo loro proprietà.
Molti hanno fatto anche notare che arrivare a dare le chiese cristiane ai fedeli di Allah per la preghiera significa anche mancare di ogni rispetto ai molti cristiani perseguitati proprio nei paesi islamici.
* Frà Martino
Chi è Fra Martino? Un parroco? Un esperto di chiesa? Uno che origlia? Uno che si diverte è basta? Che si tratti di uno pseudonimo è chiaro, così com’è chiaro che ha deciso di fare suonare le campane tutte le domeniche... Ci racconta di vescovi, preti e cardinali fin dentro ai loro più reconditi segreti. E non è una santa messa ma di sicuro una gran bella messa, Amen
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