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Cronaca

Rogo in cella a Biella: detenuto incendia il materasso, quattro agenti intossicati

Rogo nella sezione chiusa del carcere di Biella: un poliziotto penitenziario in codice rosso per insufficienza respiratoria. Il reparto evacuato. I sindacati denunciano l’emergenza sicurezza nelle carceri piemontesi

Rogo in cella a Biella: detenuto incendia il materasso, quattro agenti intossicati

Rogo in cella a Biella: detenuto incendia il materasso, quattro agenti intossicati

Una giornata difficile per le carceri piemontesi, segnata da episodi che riaccendono l’allarme sulle condizioni delle strutture e sulla sicurezza del personale penitenziario. Tra venerdì 13 e sabato 14 marzo si sono verificati due episodi significativi negli istituti di Biella e Torino, denunciati dai sindacati di categoria.

Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16, all’interno del vecchio padiglione della casa circondariale di Biella un detenuto straniero ha appiccato il fuoco al materasso della propria cella nella sezione chiusa denominata “Articolo 32”, adiacente all’isolamento. L’uomo si sarebbe barricato nel bagno della cella mentre le fiamme iniziavano a propagarsi.

L’agente di servizio, accortosi dell’incendio, è intervenuto immediatamente per mettere in salvo il detenuto, con il supporto dei colleghi che hanno poi provveduto a domare il rogo e a evacuare l’intero reparto. Tutti i detenuti sono stati trasferiti nei cortili passeggio per evitare l’inalazione dei fumi tossici.

Il bilancio è pesante: quattro poliziotti penitenziari sono rimasti intossicati durante le operazioni di soccorso. Uno di loro è stato trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale di Biella per una grave insufficienza respiratoria provocata dall’inalazione di fumo, mentre altri tre agenti hanno ricevuto cure mediche e sono stati dimessi con prognosi di alcuni giorni. Dopo l’episodio, la direzione dell’istituto ha disposto l’immediata rimozione degli accendini dalla sezione interessata.

Il sindacato Sinappe ha lodato l’intervento del personale. Il segretario nazionale Raffaele Tuttolomondo ha chiesto che “venga riconosciuta una solenne ricompensa a tutto il personale intervenuto in questa gestione critica”.

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Nella stessa giornata di oggi, sabato 14 marzo, un altro episodio ha interessato il carcere di Torino. Nel padiglione B dell’istituto, da tempo oggetto di segnalazioni da parte dell’OSAPP (Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria), si è staccata una parte consistente di intonaco della struttura. Fortunatamente non si registrano feriti.

Secondo il sindacato, la situazione del padiglione – descritto come un vero e proprio “girone dantesco” – sarebbe da tempo critica, con condizioni strutturali deteriorate e difficoltà nella gestione della popolazione detenuta, in particolare al terzo piano.

“Siamo stanchi di denunciare le continue e gravissime criticità – ha dichiarato Leo Beneduci, segretario generale OSAPP –. Il carcere di Torino è diventato un colabrodo fuori controllo, dove i diritti del personale sono compressi”.

Il sindacato punta il dito anche sulle condizioni della casa circondariale di Biella, definita una struttura “allo sfascio”, dove fino a pochi giorni fa – secondo quanto riferito – i detenuti avrebbero avuto un controllo quasi totale delle sezioni, muovendosi autonomamente tra le celle.

Alla luce degli episodi registrati tra Biella e Torino, l’OSAPP chiede verifiche urgenti sulle condizioni degli istituti penitenziari piemontesi e interventi strutturali immediati per garantire sicurezza al personale e ai detenuti.

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