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Disturbi alimentari in crescita: l’appello del Piemonte

Il richiamo del presidente del Consiglio regionale Davide Nicco

Disturbi alimentari in crescita

Disturbi alimentari in crescita: l’appello del Piemonte (foto di repertorio)

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentano una delle fragilità più diffuse tra i giovani, soprattutto negli anni successivi alla pandemia. In vista della Giornata nazionale del fiocchetto lilla, che si celebra il 17 marzo, arriva l’appello del presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco a non abbassare l’attenzione su un fenomeno in crescita.

Secondo le stime, in Italia sono oltre 3 milioni le persone coinvolte da disturbi del comportamento alimentare, mentre in Piemonte circa 28mila pazienti sono seguiti dai servizi sanitari. Numeri che, sottolinea Nicco, rendono necessario continuare a investire in prevenzione, cura e supporto alle famiglie.

«I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentano una delle fragilità più profonde del nostro tempo, soprattutto negli anni del post pandemia, e colpiscono sempre più spesso i giovani», ricorda il presidente del Consiglio regionale.

Proprio per affrontare questa emergenza sanitaria e sociale, la Regione Piemonte ha approvato nel 2022 una legge regionale dedicata al contrasto dei disturbi alimentari. La normativa prevede uno stanziamento di 300mila euro all’anno dal 2026 al 2028 per rafforzare la rete dei servizi sanitari e sostenere le attività delle associazioni impegnate sul territorio.

Le risorse serviranno a potenziare i percorsi di cura, promuovere la prevenzione e offrire maggiore supporto alle famiglie che si trovano ad affrontare queste patologie.

Il fiocchetto lilla, simbolo della giornata nazionale dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi alimentari, ricorda infatti quanto queste malattie colpiscano spesso persone molto giovani, con conseguenze profonde sul piano fisico e psicologico.

«Dietro ogni numero c’è una persona, spesso molto giovane – conclude Nicco –. Per questo il nostro impegno deve continuare con più prevenzione, più ascolto e una rete di cura sempre più forte accanto a chi affronta tali patologie».

La giornata del 17 marzo sarà quindi anche un momento per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un fenomeno che riguarda sempre più adolescenti e giovani adulti e che richiede interventi sanitari, educativi e sociali coordinati.

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