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Nuovo senso unico in via 4 Novembre a Chivasso: residenti furiosi con l’amministrazione Castello

Il provvedimento riguarda via 4 Novembre e nasce come sperimentazione, ma il Comitato Nord Ferrovia denuncia che quasi tutti i residenti erano contrari. E il Comune lo sapeva...

Nuovo senso unico in via 4 Novembre a Chivasso: residenti furiosi con l’amministrazione Castello

Nuovo senso unico in via 4 Novembre a Chivasso: residenti furiosi con l’amministrazione Castello

Un cartello, due strisce sull’asfalto e una decisione presa dall’alto. Da oggi via 4 Novembre, a Chivasso, diventa a senso unico. Una scelta che l’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Castello presenta come sperimentale, ma che per i residenti del quartiere Nord Ferrovia è l’ennesima decisione calata dall’alto e destinata a complicare la vita quotidiana.

A denunciare la situazione è il Comitato Nord Ferrovia, che oggi ha pubblicato un duro post sui social accompagnato da fotografie della nuova segnaletica comparsa lungo la strada. Il punto, spiegano, non è solo la modifica alla viabilità. È il metodo.

Secondo il comitato, infatti, i cittadini erano stati coinvolti proprio per sondare il terreno tra i residenti. «Ci avevano chiesto di sondare tra chi abita qui, garantendo che l’eventuale periodo di prova sarebbe arrivato in concomitanza con l’apertura degli ascensori della passerella», scrivono. Ascensori che, aggiungono con evidente ironia, «non si vede neanche l’ombra».

Il risultato di quel sondaggio, sempre secondo il comitato, sarebbe stato netto: quasi tutti contrari. Nonostante questo, il provvedimento è partito lo stesso.

Il tratto interessato è quello di via 4 Novembre, una strada che per molti chivassesi è associata soprattutto alla presenza della ex scuola Marsan, edificio da anni abbandonato e noto anche per la presenza di amianto. Una zona che da tempo i residenti indicano come simbolo delle promesse rimaste a metà nel quartiere a nord della ferrovia.

Il tratto di via 4 Novembre interessato dai lavori

E così quella che per l’amministrazione può sembrare una modifica tecnica diventa per chi vive lì una questione concreta: percorsi più lunghi, giri obbligati e un traffico ridistribuito in modo poco chiaro.

Nei commenti sotto il post del comitato la rabbia è palpabile. Alessandro ricorda che il sondaggio tra i residenti era stato fatto proprio su richiesta del Comune: «Gli si dice che nessuno è d’accordo e lo fanno lo stesso», scrive.

C’è chi collega la decisione ad altri interventi sulla mobilità della zona. Enzo parla apertamente di una linea che includerebbe anche la chiusura del passaggio a raso quando entreranno in funzione gli ascensori della passerella. Una scelta che, a suo dire, nasce dalla stessa logica.

Nel dibattito interviene anche la consigliera comunale Claudia Buo, che punta il dito contro quello che definisce un problema di fondo: «È evidente che chi prende queste decisioni non ha una reale conoscenza della città che amministra», scrive. Secondo lei l’amministrazione non comprenderebbe le esigenze quotidiane dei cittadini.

Tra i residenti c’è anche chi la prende con sarcasmo. Giuseppe paragona la scelta a una soluzione facile rispetto ai problemi più complessi del quartiere: l’amianto dell’asilo Marsan, gli ascensori della passerella mai arrivati, la viabilità del passaggio a livello di via Blatta.

E poi c’è la questione pratica. Antonio riassume il sentimento di molti: con il nuovo senso unico chi abita nella zona dovrà fare giri più lunghi per rientrare a casa, passando da altre strade del quartiere.

Insomma, una decisione apparentemente piccola, quasi burocratica. Ma che nel Nord Ferrovia riapre una frattura ormai nota: quella tra le scelte dell’amministrazione e la percezione dei residenti di non essere ascoltati.

Il Comitato Nord Ferrovia lo scrive senza giri di parole: «Contrasteremo questa assurda novità imposta dalla nostra Amministrazione in ogni modo e in tutte le sedi».

E così una semplice modifica alla segnaletica rischia di diventare l’ennesimo terreno di scontro tra cittadini e Palazzo Santa Chiara.

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