Cerca

Attualità

Gatti cinesi in consiglio comunale a Cossano

Maggioranza che vota a comando: bilancio approvato senza lettura, tagli alla mensa per pagare consulenze e appello alla partecipazione civica

Gatti cinesi in consiglio comunale a Cossano

Gatti cinesi in consiglio comunale a Cossano

Riceviamo e volentieri pubblichiamo lo sfogo di Simona Vogliano, consigliera comunale a Cossano Canavese

Liborio La Mattina

***

Avete presente quei gattini dorati che si trovano spesso nei ristoranti cinesi o nei negozietti, quelli che muovono meccanicamente la zampina su e giù, all’infinito, senza mai fermarsi e senza un vero perché? Ecco, ieri sera, guardando i banchi della maggioranza durante il Consiglio Comunale di Cossano Canavese, l’immagine che mi è venuta in mente è stata esattamente quella.

Una fila di zampine alzate a comando. Un assenso meccanico, silenzioso, svuotato di ogni reale consapevolezza.

La scena a cui abbiamo assistito è stata di una desolazione politica e umana disarmante. Una maggioranza che vota atti che non conosce, che approva variazioni di bilancio da decine di migliaia di euro senza aver letto una riga dei documenti. Di fronte alla domanda diretta: “Voterai che sei favorevole, ok, ma sai a che cosa?”, il silenzio imbarazzato è stato assordante. “Ma che cos’è, un interrogazione?” Solo un consigliere, a cui va riconosciuta una rara onestà intellettuale, ha avuto il coraggio di ammettere candidamente di non aver visto le carte. Gli altri? Zampina alzata, e via.

Io in quella maggioranza ci sono stata, durante lo scorso mandato. E so bene cosa significa sedere a quei banchi. Ma so anche cosa significa il rispetto per le istituzioni e per i cittadini che ci hanno eletto. Proprio per quel rispetto, per l’impossibilità di accettare un ruolo ridotto a mero passacarte, ho rassegnato le dimissioni. Perché il ruolo di Consigliere Comunale non è scaldare una sedia per incassare un gettone di presenza. È studiare, capire, proporre, e soprattutto vigilare su come vengono spesi i soldi della comunità.

Ieri sera, invece, abbiamo toccato il fondo del grottesco. Il capogruppo di maggioranza, in un impeto di arroganza politica che maschera solo una profonda debolezza argomentativa, è arrivato a chiederci di ritirare la nostra mozione con una motivazione surreale: “Perché avete perso le elezioni”.

Come se perdere le elezioni significasse perdere il diritto di parola. Come se l’opposizione dovesse limitarsi a fare da tappezzeria. Come se il controllo democratico fosse un fastidio di cui sbarazzarsi in fretta. No, caro capogruppo. Noi le elezioni non le abbiamo vinte, è vero, ma rappresentiamo una parte importante di Cossano. E finché siederemo in quel Consiglio, noi i documenti li leggeremo, le domande le faremo, e le contraddizioni le porteremo alla luce. Come abbiamo fatto ieri, svelando che dietro una “urgente” variazione di bilancio si nascondevano tagli alla mensa scolastica per pagare consulenze.

La nota più bella e incoraggiante della serata, però, è arrivata dal pubblico. Finalmente, dopo tanto tempo, alcuni cittadini cossanesi hanno deciso di presenziare al Consiglio. Hanno visto con i loro occhi cosa succede. Hanno visto chi studia le carte e chi alza la zampina. Hanno visto la maleducazione di chi volta le spalle a chi parla.

La democrazia non si esaurisce nel segreto dell’urna ogni cinque anni. Vive nella partecipazione, nel controllo, nella presenza. Per questo il nostro appello è rivolto a tutti voi: speriamo che sempre più cossanesi partecipino ai prossimi Consigli Comunali.

Venite a vedere con i vostri occhi. Venite a vedere chi lotta per il bene di Cossano e chi, invece, si limita a difendere il proprio sterile, piccolo orto. Vi aspettiamo.

P.s. no, non abbiamo ritirato nessuna mozione.
Perché continueranno a restare registrati nei verbali i voti che le hanno bocciate.
Chissà se i gattini cinesi ci hanno riflettuto mai…

Simona Vogliano

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori