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La scuola deve insegnare la Costituzione: Beiletti scrive a Fratelli d’Italia

Dopo la polemica nata dalla lettera anonima di alcuni studenti e le verifiche riportate dal giornale, il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Ivrea replica alle dichiarazioni della dirigente scolastica e torna sul tema del clima culturale nelle scuole.

Ivrea, studenti dell’Olivetti denunciano “propaganda politica” durante un incontro sul referendum

Mario Beiletti e Fabrizio Lotito

Tutto comincia con una lettera anonima attribuita a un gruppo di studenti dell’Olivetti, recapitata al coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia. Nel testo si denuncia che un incontro svolto il 18 febbraio, dal titolo “Costituzione, tipologie di referendum e processo penale”, si sarebbe trasformato – secondo gli autori – in due ore di propaganda politica a favore del “No” al referendum.

La segnalazione parla di assenza di contraddittorio e di studenti che non avrebbero avuto modo di esprimere opinioni diverse. Da qui la richiesta di una conferenza sul "sì"

La lettera, pur senza firma, è stata rilanciata dal coordinamento locale di Fratelli d’Italia. A quel punto la vicenda è entrata rapidamente nel circuito pubblico.

Nel fine settimana La Voce ha pubblicato la lettera, aprendo il dibattito. Poi sono arrivate le verifiche.

L’incontro del 18 febbraio c’è stato davvero ed era rivolto alle classi quarte e quinte nell’ambito delle attività di educazione civica. Ma, al momento, non risultano segnalazioni formali da parte degli studenti né dei rappresentanti di istituto.

La dirigente scolastica Maria Rosaria Roberti ha chiarito di non aver ricevuto alcuna segnalazione e ha sottolineato come l’incontro si sia svolto nel pieno rispetto delle finalità dell’insegnamento dell’educazione civica.

Anche il relatore, Edoardo Fiore, ha respinto l’accusa di propaganda politica, spiegando che la lezione aveva un intento puramente formativo e che circa quaranta minuti sono stati dedicati al confronto con gli studenti.

Resta quindi sul tavolo la lettera anonima, da cui tutto è partito.
Una segnalazione senza firma, rilanciata politicamente, che nel giro di poche ore è diventata un caso cittadino.

Su questa vicenda è poi intervenuto il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Fabrizio Lotito, sostenendo che la percezione di un orientamento culturale prevalentemente di sinistra nel mondo scolastico possa scoraggiare alcuni studenti dall’esprimere apertamente opinioni diverse.

E a questo punto entra in scena Mario Beiletti, storico presidente dell’ANPI di Ivrea e Basso Canavese. Figura conosciuta in città per i suoi interventi spesso ironici, ma mai superficiali, Beiletti ha deciso di intervenire con una lunga lettera indirizzata proprio a Lotito.

Un testo che prende spunto dalla polemica per allargare il discorso al ruolo della scuola, alla trasmissione dei valori costituzionali e alla memoria storica.

La pubblichiamo integralmente e la chiudiamo qui.

La scuola deve insegnare la Costituzione: Beiletti replica a Fratelli d’Italia

Leggo della lettera che alcuni studenti dell’ “Olivetti” avrebbero scritto per denunciare un clima, nelle scuole, di propaganda politica della sinistra, che pervaderebbe buona parte dell’insegnamento in modo più o meno “sotterraneo” ma onnipresente.

Per prima cosa mi sia concesso di dubitare almeno un poco della faccenda. Sarà poi vero, oppure è una comunicazione finta, tanto per colpire gli insegnanti e gridare al vittimismo? Perché, si sa, che il governo in carica fa spesso del vittimismo la sua cifra. Ciò, credo, per spostare l’attenzione sulle gravi insufficienze del suo operato. Ma qui mi fermo perché vorrei evitare che la mia modestissima opinione confluisse nel calderone delle tante parole dette o scritte sull’argomento.

Torniamo dunque al punto: ammesso che la protesta di alcuni studenti sia stata effettivamente inviata da studenti, e non da alcuni genitori e/o appartenenti all’area di destra, tanto per screditare un po’ la scuola (a parlar male si fa peccato ma ogni tanto ci c’azzecca), ammesso quindi che il tutto nasca da una “fake”, a cosa si riduce la protesta?

Al fatto che qualcuno all’interno della scuola propenda per il NO al Referendum? Sono a conoscenza di altrettante proposte per il SI in classe o in conferenze nelle quali sono addirittura dei sindaci a farsi portatori del SI, anche se dovrebbero rappresentare tutti…

Ma qui mi pare si condanni invece quella che viene definita una sorta di insistenza degli insegnanti a parlare e a trasmettere alcuni valori mettendo in imbarazzo quegli studenti che sono di opinione contraria.

In sostanza, al fatto che a scuola si trasmettano prioritariamente i valori della Costituzione? E certo che si fa (o si dovrebbe fare!). Che la Costituzione sia nata dalla Resistenza al nazifascismo? È innegabile!

Piuttosto, sono storie e valori che tendono a perdersi col tempo, ma restano sempre lì, innegabili e sacri.

I ragazzi devono sapere da cosa e da chi è nata la libertà di cui oggi, inconsapevolmente, godono.

Di cosa ci si lamenta? Che in Italia – e non solo in Italia – ci sia stata, e ancora resista, una egemonia culturale della sinistra? E vivvaddio, che altro doveva esserci? Si tratta di valori, espressi da scrittori, registi, artisti, ma anche semplici Cittadini senzienti, che parlano di diritti civili, lavoro, libertà, democrazia, giustizia e solidarietà.

Sono quei valori che hanno trainato tante lotte, passate e attuali, nel Paese. Dai diritti delle Donne a quelli dei malati, da una Scuola pubblica al lavoro.

E di cosa volete che si parli nelle Scuole? Anzi, se ne parla persin troppo poco.

Che cos’ha da contrapporre il governo in carica? Il negazionismo totale sui campi di concentramento, il “Mussolini ha fatto anche cose buone”, la favoletta degli “Italiani brava gente” dopo che hanno massacrato, prima da soli e poi alleandosi coi nazisti, popolazioni dall’Africa ai Balcani?

Il governo in carica, i cui valori discendono – come dubitarne? – dal ventennio fascista e nazista, vorrebbe cambiare la storiografia, snaturare la Storia, ma per fare tale operazione – cancellare una giusta e sana egemonia culturale basata sui fatti – con una propria narrazione dovrebbe, perlomeno, avere a sua disposizione figure “alte”, preparate, che si prestino a mentire.

Ma non ne ha.

Ripiega sulle televisioni, cancellando programmi sgraditi, sostituendoli con altri che perdono share e poi chiudono; si perde in polemiche su un comico a Sanremo mentre attorno infuriano le guerre. No, proprio non ha di che sostituire questa cosiddetta “egemonia culturale della sinistra”, né bastano le nostalgie della seconda carica dello Stato che accarezza il busto del duce.

E allora parliamoci chiaro: quello che la maggior parte degli scrittori, registi e artisti fa e trasmette non è egemonia culturale da combattere, ma è viceversa la nostra Storia, forse ancora non trasmessa del tutto.

È l’unica nostra storia, sono le nostre radici, sono la forza vitale di una Costituzione scritta col sangue di tanti Italiani, e scritta dai nostri migliori uomini del primo dopoguerra: i “Padri costituenti”.

Torniamo quindi all’inizio di questa polemica: il signor Lotato se ne faccia una ragione, la Scuola dovrebbe parlare ancor più e meglio della nostra Storia, dei diritti civili, del bene comune.

Il contraddittorio, signor Litoto, le assicuro che avviene sempre, solo che è insostenibile dare la stessa valenza a chi mandò a morire milioni di persone nelle camere a gas, a chi promulgò le infami leggi razziali, a chi infiammò il mondo con una guerra mondiale, piuttosto che a chi si ribellò a tutto ciò e morì per cambiarlo.

La Storia è un giudice implacabile, e ha emesso da tempo la sentenza: da una parte stava il Male assoluto, dall’altra la Libertà, pur con tutti i suoi chiaroscuri.

Questo continueremo a raccontare nelle Scuole, signor Lutato, e ascolti una mia previsione: tutto ha una fine, e la avrà anche l’attuale governo, e tornerà il tempo in cui la destra vergognosa tornerà a nascondersi, come ha già fatto più volte.

E nel frattempo si narrerà ancora di quei giovani che lottando conquistarono la Libertà. Erano i Partigiani, e la loro Memoria non si offuscherà mai.

La saluto cordialmente, signor Letete

Mario Beiletti
Presidente ANPI Ivrea e Basso Canavese

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