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09 Marzo 2026 - 21:26
Ivrea, studenti dell’Olivetti denunciano “propaganda politica” durante un incontro sul referendum
Propaganda per il "No" al Referendum all'Istituto Olivetti di Ivrea? La vicenda della lettera anonima attribuita ad alcuni studenti continua a far discutere. Dopo il comunicato diffuso nei giorni scorsi dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Ivrea e le successive verifiche riportate sul nostro giornale, con le dichiarazioni della dirigente scolastica Maria Rosaria Roberti e del docente Edoardo Fiore, interviene ora con una replica il coordinatore cittadino del partito.
Fabrizio Lotito ha inviato alla redazione un testo in cui torna sulla vicenda e risponde ad alcune delle considerazioni emerse nel dibattito di queste ore.
Liborio La Mattina
Riceviamo e pubblichiamo.
In riferimento agli articoli pubblicati sul suo giornale riguardo la lettera anonima di alcuni studenti dell’Istituto Olivetti, se il Direttore – almeno in questo caso – mi consente di replicare a quanto dichiarato dalla dirigente scolastica, dichiarazioni riportate tra virgolette nel suo articolo, la quale afferma di non aver ricevuto alcuna segnalazione in merito, ritengo doveroso formulare alcune precisazioni.
È comprensibile che la dirigente sostenga di non aver ricevuto segnalazioni formali: sarebbe infatti difficile immaginare il contrario, poiché ciò equivarrebbe quasi a riconoscere l’esistenza di un problema. Tuttavia questo non significa automaticamente che il problema non esista. Al contrario, ritengo assolutamente plausibile quanto riportato nella lettera pervenutaci.
È infatti piuttosto diffusa, tra molti studenti e famiglie, la percezione che l’ambiente scolastico sia spesso caratterizzato da un orientamento culturale e politico piuttosto uniforme, generalmente collocato nell’area della sinistra. Una percezione di questo tipo, indipendentemente da quanto corrisponda alla realtà dei fatti, può inevitabilmente scoraggiare segnalazioni o prese di posizione da parte di studenti che abbiano idee diverse e che chiedano semplicemente una scuola realmente pluralista.
In un contesto simile non è difficile comprendere come alcuni ragazzi possano temere – come nel caso di specie – che esprimere opinioni non allineate o sollevare determinate questioni possa rivelarsi per loro controproducente. Ed è proprio questo l’aspetto più preoccupante: la scuola dovrebbe rappresentare il luogo per eccellenza del confronto libero, aperto e democratico tra idee differenti, non uno spazio nel quale qualcuno possa sentirsi a disagio nel manifestare il proprio pensiero.
Di situazioni analoghe mi era già capitato di venire a conoscenza anche in passato, come padre di due ragazzi che hanno frequentato le scuole a Ivrea e che successivamente hanno proseguito il loro percorso universitario a Torino. In entrambi i contesti mi è stato più volte riferito che non sempre era semplice affrontare con serenità e autentico pluralismo discussioni su temi di natura politica o culturale.
Del resto è sotto gli occhi di tutti che, non di rado, alcuni docenti partecipino a manifestazioni o iniziative pubbliche chiaramente riconducibili a una specifica area politica. Si tratta naturalmente di una libertà pienamente legittima nella sfera personale. Tuttavia è altrettanto evidente che una simile esposizione possa contribuire ad alimentare, tra gli studenti, la percezione di un ambiente non del tutto neutrale.
Proprio per questo motivo, di fronte a segnalazioni come quella citata nel suo articolo, forse più che metterne immediatamente in dubbio la fondatezza sarebbe opportuno interrogarsi sulle ragioni che possono portare alcuni studenti a non esporsi apertamente. Se anche solo una parte di questi timori fosse fondata, si tratterebbe di un problema serio che la scuola non dovrebbe sottovalutare né ignorare.
P.S. È sufficiente leggere alcuni dei commenti comparsi sotto i suoi articoli per comprendere quanto il tema sia sensibile. Tra questi vi è anche l’intervento di una docente, la professoressa Barbiera, che, da informazioni reperite nella giornata odierna, risulterebbe essere coinvolta nell’organizzazione dell’evento nonché madre del relatore, Dott. Edoardo Fiore. Inoltre, è facilmente verificabile, anche attraverso i contenuti pubblici del suo profilo social Facebook, come le sue posizioni personali siano chiaramente riconducibili a una precisa area culturale e politica: un elemento in più che contribuisce a comprendere perché alcuni studenti possano preferire non esporsi pubblicamente o evitare di formalizzare determinate segnalazioni.
Il coordinatore cittadino di FdI – Ivrea
Fabrizio Lotito


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