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09 Marzo 2026 - 12:42
Il foto, Ferdinando Candusso, referente di Forza Nuova
Urla nel cuore del centro storico, serrande colpite con violenza, transenne lanciate contro vetrine e passanti. Scene che tra sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo hanno agitato il fine settimana di Ciriè, riportando al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza e del disagio giovanile.
Prima le tensioni del sabato sera in via Vittorio Emanuele II, poi quanto accaduto il giorno successivo davanti alla stazione ferroviaria: due episodi ravvicinati che hanno lasciato dietro di sé preoccupazione tra residenti, commercianti e passanti.
Secondo le ricostruzioni circolate nei giorni successivi ai fatti, sabato sera un gruppo numeroso di ragazzi – una quarantina – avrebbe dato vita a una vera e propria scorribanda nel centro storico. Serrande dei negozi colpite, urla e bestemmie, transenne lanciate contro vetrine e passanti. Scene che hanno spinto diversi cittadini a chiamare i carabinieri, intervenuti dopo le segnalazioni dei residenti.
La situazione non si sarebbe però fermata lì. Il pomeriggio successivo, domenica, episodi analoghi sarebbero stati segnalati nella zona della stazione. Qui alcuni gruppi di giovani avrebbero lanciato bottiglie e ghiaia contro le auto in transito, creando momenti di tensione e costringendo diversi passanti ad allontanarsi in fretta.
Nei giorni scorsi sul caso era già intervenuto Matteo Emanuele Maino, referente piemontese di +Europa, che aveva parlato apertamente di un fenomeno che rischia di radicarsi in città. Ora, sugli stessi episodi, arriva anche la presa di posizione di Ferdinando Candusso, referente di Forza Nuova per le Valli di Lanzo, che utilizza toni duri per descrivere il clima che, a suo dire, si starebbe respirando a Ciriè.

«A Ciriè cresce un disagio che ormai è sotto gli occhi di tutti, tranne che dell’amministrazione comunale», afferma Candusso.
Secondo il referente del movimento, gli episodi del fine settimana sarebbero solo l’ultimo segnale di un problema più ampio che riguarda la vita quotidiana della città.
«Ogni giorno si assistono a risse tra ragazzini anche in pieno giorno, a un consumo sempre più diffuso di alcol tra giovanissimi e a gruppi che vagano senza meta per la città. Parchi giochi per bambini trasformati in luoghi di bivacco, panchine e gradini dei palazzi occupati da comitive che passano le giornate senza alcun punto di riferimento».
Un quadro che Candusso descrive come ormai evidente a molti cittadini.
«A questo si aggiungono continui episodi di vandalismo contro beni pubblici e proprietà private: panchine danneggiate, muri imbrattati, strutture dei parchi rovinate e atti di inciviltà che colpiscono direttamente i cittadini».
Nel suo intervento il referente di Forza Nuova introduce anche un altro elemento, ormai entrato nel lessico delle cronache urbane degli ultimi anni.
«In questo clima si inseriscono anche le azioni dei cosiddetti maranza, gruppi che cercano lo scontro, provocano e trasformano piazze e giardini in scenari di tensione».
Secondo Candusso il nodo della questione non sarebbe soltanto quello dell’ordine pubblico, ma più in generale della mancanza di prospettive per i giovani.
«Il problema è evidente: a Ciriè ai giovani non viene offerto nulla. Mancano spazi, mancano iniziative e manca una vera politica capace di affrontare il disagio giovanile e difendere il decoro della città».
Da qui l’attacco diretto all’amministrazione comunale.
«Di fronte a tutto questo, il silenzio dell’amministrazione comunale è assordante. Chi governa la città continua a far finta che il problema non esista, lasciando cittadini e quartieri completamente soli».
Il giudizio finale è altrettanto netto.
«Una città non si governa con l’indifferenza. E Ciriè merita molto di più di un’amministrazione assente».
Le parole di Candusso si inseriscono così in un dibattito che negli ultimi giorni ha assunto sempre più spazio nella vita pubblica ciriacese. Da una parte il racconto dei cittadini e degli esercenti del centro storico, che parlano di fine settimana sempre più agitati; dall’altra le prese di posizione politiche che chiedono interventi concreti.
Resta ora da capire se gli episodi segnalati tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo rappresentino singoli momenti di tensione giovanile o il segnale di un fenomeno più strutturato che richiederà una risposta coordinata tra amministrazione comunale, forze dell’ordine, scuole e servizi sociali.
Di certo, nelle ultime settimane, il tema è tornato con forza al centro del confronto pubblico cittadino. E Ciriè, città di poco più di ventimila abitanti nel cuore delle Valli di Lanzo, si trova a fare i conti con una domanda che sempre più residenti e commercianti si stanno ponendo: quanto è cambiato il clima nelle sue piazze e nelle sue strade?
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