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Sanità in Piemonte: manovra da 203 milioni per coprire il disavanzo. Scontro in Regione tra Giunta e opposizione

Il disegno di legge illustrato dagli assessori Tronzano e Riboldi in Commissione prevede la copertura del buco 2025 e interventi su fragilità e hospice. La capogruppo M5s Disabato attacca: “Si tappano le falle, ma non si investe sui servizi”.

Sanità in Piemonte: manovra da 203 milioni per coprire il disavanzo. Scontro in Regione tra Giunta e opposizione

Andrea Tronzano e Sarah Disabato

Una manovra da oltre 203 milioni di euro per coprire il disavanzo sanitario del Piemonte e, secondo la Giunta, rafforzare alcuni servizi assistenziali. Ma dall’opposizione arriva una lettura completamente diversa: per il Movimento 5 Stelle si tratta invece della certificazione del “profondo rosso” dei conti della sanità regionale. Il disegno di legge regionale n. 132 del 3 marzo 2026, intitolato “Interventi urgenti in materia sanitaria”, è stato presentato oggi in Commissione congiunta Prima e Quarta del Consiglio regionale dagli assessori al Bilancio Andrea Tronzano e alla Sanità Federico Riboldi, durante la seduta presieduta da Roberto Ravello.

Il provvedimento nasce per coprire il disavanzo sanitario relativo al quarto trimestre del 2025 e per finanziare alcuni interventi che, secondo l’esecutivo regionale, dovrebbero rafforzare la presa in carico delle persone fragili e potenziare l’assistenza nelle strutture hospice. Durante l’illustrazione del testo, la Giunta ha sottolineato come il sistema sanitario piemontese continui a mantenere nel complesso un equilibrio di bilancio grazie all’integrazione annuale di risorse regionali al Fondo sanitario nazionale. Un meccanismo che, nelle intenzioni dell’amministrazione, consente di ampliare l’offerta dei servizi rispetto a quelli coperti esclusivamente dalle risorse statali.

Secondo quanto spiegato dagli assessori, proprio questo intervento della Regione permette di garantire prestazioni aggiuntive rispetto ai livelli essenziali di assistenza. Tra queste figurano servizi come il pronto soccorso di montagna, i presidi di prima emergenza attivi ventiquattro ore su ventiquattro e altre prestazioni considerate extra Lea. Il disallineamento tra le risorse provenienti dal fondo nazionale e la spesa sanitaria complessiva viene quindi colmato trasferendo al perimetro sanitario quote della compartecipazione Irpef non sanitaria.

Il nodo principale resta comunque quello dei conti. L’articolo 1 del disegno di legge stabilisce infatti la copertura del disavanzo sanitario risultante dal conto economico consolidato al quarto trimestre 2025, pari a 203.029.713,71 euro. La copertura finanziaria viene costruita attraverso diverse voci: circa 11,8 milioni derivano dall’iscrizione di extragettito Irpef, oltre 96,6 milioni da rientri provenienti da amministrazioni pubbliche, mentre circa 76,1 milioni vengono reperiti attraverso riduzioni di spesa su capitoli della missione 50, programma 02 del bilancio regionale. A queste si aggiungono ulteriori 18,3 milioni provenienti da altre riduzioni di spesa.

Nel complesso, la misura comporterà oneri per circa 203 milioni di euro nel 2026 e oltre 71 milioni nel 2027. Sul provvedimento sono stati indicati come relatori di minoranza Sarah Disabato (M5s), Alice Ravinale (Avs) e Fabio Isnardi (Pd), mentre per la maggioranza il compito è stato affidato a Silvia Raiteri (Fdi) e Davide Buzzi Langhi (Fi). Durante la discussione in Commissione sono intervenuti per richieste di chiarimento gli stessi Isnardi e Ravinale, insieme a Pasquale Coluccio (M5s) ed Emanuela Verzella (Pd).

La manovra ha immediatamente acceso lo scontro politico. La capogruppo del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato ha criticato duramente il provvedimento, definendolo il segno di una gestione sanitaria fallimentare.

“Con la variazione di bilancio da 203 milioni sulla sanità, la Giunta Cirio certifica il proprio fallimento nella gestione sanitaria e mette nero su bianco i numeri del profondo rosso dei conti”, ha dichiarato.

Secondo Disabato, la manovra servirebbe quasi esclusivamente a coprire il disavanzo e a sostenere la spesa ordinaria del sistema sanitario, senza prevedere interventi strutturali sui servizi.

“Quasi tutto l’importo serve a ripianare il disavanzo e a tenere in piedi l’ordinario. Non ci sono risorse vere per rafforzare i servizi socio-sanitari”, ha affermato la capogruppo pentastellata.

L'assessore regionale Federico Riboldi

Nel dettaglio, il Movimento 5 Stelle contesta anche la struttura delle coperture finanziarie previste dal disegno di legge.

“Circa 12 milioni arrivano dagli introiti dell’Irpef 2025, 96 milioni sono somme restituite da amministrazioni pubbliche – una voce generica sulla quale chiederemo maggiori dettagli – mentre 75 milioni vengono recuperati posticipando la quota capitale dei mutui al 2026 e altri 18 milioni derivano da riduzioni di altri capitoli di spesa”, ha spiegato Disabato.

Per l’opposizione si tratta dunque di un’operazione contabile più che di una strategia di rilancio della sanità regionale. “Stiamo tappando una falla, non stiamo investendo su personale, territorio, prevenzione, assistenza domiciliare o sulle liste d’attesa”, ha aggiunto la capogruppo del M5s, sostenendo che le difficoltà del sistema continueranno a pesare sui cittadini. “Le persone continueranno a fare i conti con pronto soccorso sotto pressione, liste d’attesa e chiusure di presidi territoriali fondamentali”.

Disabato ha poi sollevato anche un tema di trasparenza sui conti sanitari regionali, citando il caso del bilancio consuntivo 2024 della Città della Salute di Torino.

“Permangono dubbi sulla trasparenza dei conti: continua a mancare la firma del direttore generale del settore Sanità sul bilancio consuntivo 2024 di Città della Salute. All’interrogazione discussa la scorsa settimana non sono arrivate risposte soddisfacenti”, ha dichiarato.

“Senza numeri certificati e senza trasparenza si continua a navigare a vista, scaricando i problemi sui cittadini”.

Parallelamente al confronto sul disegno di legge sanitario, la Prima Commissione del Consiglio regionale ha anche avviato un nuovo strumento di analisi finanziaria. Nella stessa seduta è stato infatti costituito un gruppo di lavoro informale dedicato all’analisi dei flussi di cassa della Regione Piemonte. Il tavolo resterà operativo fino al 30 giugno e sarà coordinato dal presidente della Commissione Roberto Ravello, con Domenico Ravetti (Pd) nel ruolo di vice coordinatore. Ai lavori parteciperà anche l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano e il primo incontro del gruppo è previsto tra circa due settimane.

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