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Borse di studio ai figli dei dipendenti: Lauriano tra i protagonisti del welfare EssilorLuxottica

Quasi 400 studenti premiati in tutta Italia: l’iniziativa supera i 5 milioni di euro investiti in quindici anni. Tra i beneficiari anche 25 figli di lavoratori dello stabilimento del torinese

Borse di studio ai figli dei dipendenti: Lauriano tra i protagonisti del welfare EssilorLuxottica

Borse di studio ai figli dei dipendenti: Lauriano tra i protagonisti del welfare EssilorLuxottica

Quasi 400 studenti premiati in tutta Italia, oltre 5 milioni di euro investiti in quindici anni, 4.440 ragazze e ragazzi sostenuti nel loro percorso di studi. I numeri raccontano da soli la portata di un’iniziativa che, dentro il modello di welfare costruito negli anni da EssilorLuxottica, è diventata ormai una tradizione: le borse di studio per i figli dei dipendenti.

La quindicesima edizione si è celebrata con cinque eventi organizzati contemporaneamente nelle principali sedi italiane del gruppo: Agordo, Lauriano, Rovereto, Città Sant’Angelo e Milano. Un momento pensato per premiare gli studenti che si sono distinti nel loro percorso scolastico e universitario, dalle scuole medie fino ai master.

Quest’anno i riconoscimenti sono andati a quasi quattrocento figlie e figli dei lavoratori dell’azienda. Il dato che colpisce è quello della partecipazione femminile: il 67% delle borse di studio è stato assegnato a studentesse, contro il 33% ai colleghi maschi. Un segnale che fotografa bene la composizione della nuova generazione di studenti premiati.

Nel dettaglio, l’edizione 2025 ha previsto 61 borse di studio per la terza media, 156 per le scuole superiori, 57 per la maturità, 47 per gli anni intermedi universitari, 52 per lauree triennali, magistrali o a ciclo unico e 4 per master universitari. Numeri che raccontano un progetto ormai strutturale per l’azienda, diventato negli anni uno dei pilastri del sistema di welfare interno.

Non è un caso. Nel gruppo che ha costruito uno dei modelli di welfare aziendale più citati in Italia — premi di produzione tra i più alti del settore, servizi sanitari integrativi, cassa di solidarietà e ora anche la sperimentazione della settimana corta nello stabilimento di Lauriano — l’attenzione alla formazione dei figli dei dipendenti è parte di una strategia più ampia: investire sul capitale umano, dentro e fuori la fabbrica.

Lo stabilimento Luxottica di Lauriano 

Anche lo stabilimento di Lauriano, nel Torinese, ha partecipato alla cerimonia nazionale con la propria quota di studenti premiati. Sono venticinque i ragazzi e le ragazze legati al sito produttivo piemontese che hanno ricevuto la borsa di studio per i risultati ottenuti a scuola o all’università.

I premiati sono Giorgia Calvo, Giulia Caramagna, Martina Colosimo, Agnese Colucci, Francesco Corio, Vittoria D’Alia, Valentina Diliberto, Virginia Disint, Rebecca Furlini, Alberto Giordano, Sofia Mascia, Erika Masetti, Gioele Medea, Sofia Milano, Sara Ortalda, Alessia Pagliarin, Federico Pinto, Umberto Primomo, Nicolae Prodan, Riccardo Russo, Thomas Saviano, Serena Sirugo, Sofia Benedetta Verardi, Diego Vescia e Daria Zatry.

Per molti di loro è un riconoscimento simbolico ma anche concreto: un sostegno economico che accompagna il percorso di studi e che, nelle intenzioni dell’azienda, vuole premiare impegno, merito e continuità nello studio.

La cerimonia ha riunito studenti, famiglie, rappresentanti delle istituzioni e del territorio. Un modo per trasformare quella che potrebbe essere una semplice consegna di premi in un momento di comunità.

Dietro il gesto c’è una filosofia aziendale che il gruppo rivendica da tempo: costruire un welfare che non si limiti ai dipendenti ma coinvolga anche le loro famiglie. Nel caso delle borse di studio, l’obiettivo è chiaro: valorizzare il talento delle nuove generazioni e accompagnarle nel percorso formativo.

Quindici anni dopo la prima edizione, il progetto ha superato la soglia dei cinque milioni di euro investiti e dei quattromila studenti premiati. Un dato che racconta come, dentro il sistema EssilorLuxottica, il welfare non passi solo dai premi in busta paga o dall’organizzazione del lavoro, ma anche da una scommessa più lunga: investire sui figli dei lavoratori e sul loro futuro.

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