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05 Marzo 2026 - 11:43
Velodromo Francone, i 288mila euro perduti accendono lo scontro politico
Il dibattito politico locale si è acceso attorno a una cifra precisa: 288 mila euro. Una somma che avrebbe dovuto finanziare il rifacimento della pista e della cabina elettrica del Velodromo Francone, uno degli impianti sportivi simbolo di San Francesco al Campo, ma che oggi è diventata il centro di una polemica sempre più accesa tra maggioranza e opposizione.
La questione è esplosa durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, convocata per discutere il programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028. Nel documento, infatti, non compare l’intervento previsto per il velodromo, un progetto dal valore complessivo di circa 360 mila euro che prevedeva un contributo regionale di 288 mila euro affiancato da 72 mila euro di fondi comunali.
L’assenza dell’opera ha immediatamente sollevato interrogativi e critiche da parte dell’opposizione. La vicenda è strettamente legata alla decisione dell’amministrazione di ritirare la candidatura del Comune a Capitale Europea del Ciclismo, un progetto che negli scorsi mesi aveva suscitato grande interesse ma che è stato poi accantonato per ragioni economiche e organizzative.
Secondo la minoranza, il passo indietro avrebbe comportato la perdita di un finanziamento importante per l’impianto sportivo. La polemica non riguarda soltanto i fondi sfumati, ma anche i tempi e le modalità con cui l’amministrazione ha deciso di abbandonare il progetto.
Il velodromo Francone rappresenta da anni una struttura significativa per il territorio. Situato in via Ghetto, l’impianto ha ospitato nel tempo numerose manifestazioni sportive e attività di formazione legate al ciclismo su pista, diventando un punto di riferimento per gli appassionati e per le federazioni sportive.
Proprio per questo la prospettiva di un intervento di riqualificazione aveva suscitato aspettative. Il progetto prevedeva la sistemazione della pista e l’adeguamento dell’impianto elettrico, lavori considerati necessari per mantenere la struttura competitiva e in grado di ospitare eventi di livello nazionale.
La decisione di rinunciare alla candidatura europea ha però cambiato lo scenario. L’amministrazione comunale ha spiegato che partecipare al progetto di Capitale Europea del Ciclismo avrebbe comportato costi ben superiori ai finanziamenti promessi per il velodromo.
Per un Comune di dimensioni contenute come San Francesco al Campo, l’impegno economico necessario per sostenere la candidatura sarebbe risultato difficile da gestire. La prospettiva era quella di destinare gran parte delle risorse disponibili a un’unica iniziativa, con il rischio di bloccare altri interventi previsti nel piano delle opere pubbliche.
Da qui la scelta di fare un passo indietro e rinunciare alla candidatura, una decisione che l’amministrazione rivendica come necessaria per garantire un equilibrio nei conti e proseguire con altre opere ritenute prioritarie per la comunità.
Nel programma triennale figurano infatti altri interventi infrastrutturali considerati strategici, tra cui il completamento di via Verdi e l’allargamento di via Costa, opere attese da tempo dalla popolazione e inserite tra gli obiettivi del mandato amministrativo.
La rinuncia al progetto europeo non significa però, secondo la giunta, abbandonare il velodromo. L’amministrazione ha deciso di partecipare a due bandi della Regione Piemonte per cercare di ottenere comunque le risorse necessarie a realizzare gli interventi sull’impianto sportivo.
Questo passaggio rappresenta uno dei punti più controversi della vicenda. La scelta di puntare su nuovi bandi implica infatti la necessità di rielaborare i progetti tecnici, con ulteriori costi per incarichi professionali e tempi più lunghi prima di sapere se i finanziamenti verranno concessi.
La minoranza interpreta questo scenario come un rallentamento nella realizzazione delle opere e come un rischio per il futuro dell’impianto. La maggioranza, al contrario, sostiene che la strategia adottata consentirà di salvaguardare il bilancio comunale e di procedere comunque con la riqualificazione del velodromo.
La discussione in Consiglio comunale ha riportato alla luce anche vecchie divergenze politiche sul destino dell’impianto sportivo. Il velodromo Francone è da tempo uno dei temi più sensibili della politica locale, con posizioni diverse su quanto investire nella struttura e su quale ruolo debba avere nel panorama sportivo del territorio.
Negli anni l’impianto è stato oggetto di interventi e finanziamenti che ne hanno permesso la sopravvivenza e la valorizzazione. Grazie a questi lavori, il velodromo è riuscito a ospitare diverse competizioni ciclistiche e attività di avviamento allo sport.
Il futuro della struttura resta comunque legato alle scelte amministrative e alla capacità di reperire nuove risorse. In questo contesto assume particolare importanza la decisione che il Comune dovrà prendere a breve sul rinnovo della convenzione con l’associazione Velodromo Francone.

L’accordo riguarda la gestione del centro federale di avviamento alla pista, un’attività che negli anni ha contribuito a formare giovani ciclisti e a mantenere vivo l’impianto sportivo.
Il rinnovo della convenzione rappresenta quindi un passaggio decisivo per garantire continuità alle attività sportive e per confermare il ruolo del velodromo nel sistema ciclistico piemontese.
Intanto la polemica politica continua ad animare il dibattito cittadino. La questione dei fondi regionali e delle scelte strategiche sul velodromo è diventata un terreno di confronto tra due visioni diverse della gestione amministrativa.
Da una parte chi ritiene che la rinuncia alla candidatura europea abbia fatto perdere un’occasione di sviluppo e di investimento per il territorio. Dall’altra chi sostiene che la decisione sia stata dettata dalla necessità di evitare un impegno finanziario troppo oneroso per un Comune di piccole dimensioni.
Nel mezzo resta il velodromo Francone, simbolo sportivo del paese e infrastruttura che continua a rappresentare un patrimonio per il territorio.
La partita sui finanziamenti e sulla riqualificazione dell’impianto è tutt’altro che chiusa. Nei prossimi mesi saranno i bandi regionali e le scelte amministrative a determinare se la struttura potrà davvero avviare una nuova fase di rilancio.
Per ora, a San Francesco al Campo, i 288 mila euro che non ci sono più continuano a pesare come un macigno nel dibattito politico locale. Un numero che ha trasformato una seduta consiliare in uno scontro acceso sul futuro delle opere pubbliche e sul destino di uno degli impianti sportivi più rappresentativi del territorio.
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