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04 Marzo 2026 - 22:07
Romano Canavese, cade l’amministrazione ma Ferrero rilancia: «Mi ricandido sindaco»
A Romano Canavese la partita politica è tutt’altro che chiusa. Anzi, si riapre. E lo fa con un annuncio che cambia già il clima della prossima campagna elettorale: il sindaco uscente Oscarino Ferrero ha deciso di ricandidarsi.
Lo ha scritto nero su bianco in una lettera ai cittadini diffusa oggi, 4 marzo, dopo il terremoto politico provocato dalle dimissioni in blocco della minoranza e di un consigliere di maggioranza che hanno fatto cadere l’amministrazione comunale. Un passaggio che ha portato alla decadenza del Consiglio comunale e alla fine anticipata del mandato.
Ferrero non si nasconde e, anzi, rilancia. «Nel rispetto della fiducia che due anni fa mi avete accordato – scrive – ritengo doveroso informarvi fin da ora della mia intenzione di ricandidarmi alla carica di Sindaco». Un messaggio chiaro: la sfida politica non finisce qui.
Nel suo comunicato il sindaco uscente prende atto della situazione. Le dimissioni presentate il 3 marzo 2026 da Stefano Avanzi, Emanuela Rosa Casotti e Andrea Peruzzi della lista "Il paese da vivere" e da Riccardo Porrini di Civicamente con la gente per la gente hanno fatto venir meno i numeri necessari per proseguire il mandato. Il risultato è inevitabile: l’amministrazione è decaduta.
Nei prossimi giorni arriverà il passaggio istituzionale che sancirà formalmente la fine della legislatura. Secondo le informazioni dell’ultima ora, tra venerdì e sabato dovrebbe insediarsi il commissario prefettizio, che guiderà il Comune nella gestione ordinaria fino alle elezioni. La macchina amministrativa continuerà a funzionare con il supporto dei dipendenti comunali, ma la guida politica del paese sarà sospesa fino al voto.
La prospettiva è ormai definita: Romano Canavese tornerà alle urne il 24 maggio, nella prima finestra elettorale utile. Il commissariamento sarà quindi una fase breve ma inevitabile, conseguenza diretta della rottura politica maturata negli ultimi mesi e culminata con il gesto estremo dei consiglieri dimissionari che hanno deciso di «staccare la spina» all’amministrazione. Una scelta rivendicata come «ponderata e sofferta», motivata da mesi di tensioni, accuse politiche e scontri interni che hanno segnato la vita amministrativa del paese.
Nel suo messaggio Ferrero difende l’esperienza amministrativa e guarda già avanti. Parla della necessità di presentarsi con «una squadra realmente coesa», capace di affrontare un intero mandato amministrativo con stabilità e continuità. Un riferimento non casuale, considerando che proprio le fratture interne e i rimpasti di giunta degli ultimi mesi sono stati tra i punti più contestati dall’opposizione.
Il sindaco uscente non entra nel merito delle accuse politiche sollevate dai dimissionari, ma rivendica la volontà di portare avanti il programma elettorale che, due anni fa, gli aveva consegnato la guida del paese. In altre parole: la crisi non lo spinge a fare un passo indietro, ma a ripresentarsi davanti agli elettori.
Con l’annuncio della ricandidatura Ferrero compie la prima mossa della nuova partita politica. Il commissariamento non è ancora iniziato, ma la campagna elettorale è di fatto già partita. Le dimissioni dell’opposizione hanno chiuso anticipatamente una legislatura tormentata; ora si apre una fase in cui gli stessi protagonisti dovranno tornare davanti agli elettori per chiedere fiducia – o per cercare di cambiarne gli equilibri.
Il 24 maggio i cittadini di Romano Canavese non voteranno soltanto per scegliere un sindaco e un Consiglio comunale. Voteranno anche per dare un giudizio su questi due anni di amministrazione, sulle tensioni politiche che hanno portato alla caduta della giunta e sulle responsabilità di una crisi che ha cambiato il corso della legislatura. Una cosa è certa: la sfida è appena cominciata.
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