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04 Marzo 2026 - 18:56
Rifiuti abbandonati, il sindaco Francisca avverte i "porcellini": «Chi non ha capito, capirà»
Borgofranco d’Ivrea il problema dell’abbandono dei rifiuti torna al centro dell’attenzione. Sacchi lasciati a terra accanto ai cassonetti, rifiuti depositati fuori dai contenitori e perfino materiali ingombranti abbandonati nelle aree di raccolta. Situazioni che si ripetono e che hanno spinto l’amministrazione comunale a intervenire con parole nette.
A far sentire la propria voce è il sindaco Fausto Francisca, che non usa mezzi termini per richiamare al rispetto delle regole.
«Chi non ha capito, capirà. E come capirà», scrive il primo cittadino, lanciando un messaggio chiaro a chi continua a ignorare le norme sulla gestione dei rifiuti.
Il problema, spiegano dal Comune, non riguarda solo il decoro urbano ma anche il rispetto della legge. Spesso infatti i sacchi dell’immondizia vengono lasciati accanto ai cassonetti interrati invece di essere conferiti correttamente all’interno.
«Il rifiuto, anche se insaccato, deve essere riposto nel contenitore apposito aprendo la bocca del cassone e depositandolo all’interno», ricorda Fausto Francisca.
Non si tratta di una questione di spazio. I cassoni interrati installati sul territorio comunale hanno infatti una capienza di circa quattro metri cubi, mentre i cassonetti tradizionali possono contenere oltre un metro cubo di rifiuti.
Lasciare sacchi o materiali accanto ai contenitori, anche se si tratta di aree comunemente definite “ecologiche”, non è quindi tollerato.
«È abbandono di rifiuti chi lascia il sacco o deposita materiali nei pressi delle aree di conferimento», sottolinea il sindaco.
Ed è proprio su questo punto che l’amministrazione vuole essere particolarmente chiara. L’abbandono dei rifiuti non è soltanto un comportamento incivile: è un reato.
La normativa italiana, contenuta nel Decreto Legislativo 152 del 2006 e ulteriormente inasprita nel 2023, prevede sanzioni severe per chi abbandona rifiuti su suolo, sottosuolo o nelle acque.
«L’abbandono di rifiuti è un reato penale, una contravvenzione che riguarda tutti i cittadini e non più soltanto le imprese», spiega Fausto Francisca.
Le sanzioni possono essere pesanti. Per i privati l’ammenda può andare da 1.000 a 10.000 euro. Per i titolari di aziende o i responsabili di enti, invece, si può arrivare all’arresto e a multe fino a 26.000 euro, con pene raddoppiate nel caso di rifiuti pericolosi.
E non finisce qui. Anche il semplice gesto di gettare rifiuti dal finestrino dell’auto può avere conseguenze.
Chi abbandona piccoli oggetti come mozziconi di sigaretta o fazzoletti rischia una sanzione fino a 118 euro, mentre per rifiuti più voluminosi la multa può arrivare a 1.500 euro. Le nuove norme prevedono inoltre la sospensione della patente da quattro a sei mesi.
Per contrastare il fenomeno, il Comune punta sulla tecnologia. «L’abbandono può essere accertato tramite fototrappole e sistemi di videosorveglianza», ricorda il primo cittadino.
In questo modo non è più necessario sorprendere il responsabile sul fatto: le immagini registrate possono essere utilizzate per identificare chi ha commesso l’illecito.
Oltre alla sanzione economica, scatta l’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi.
«Chi abbandona i rifiuti è tenuto a bonificare l’area, secondo il principio “chi inquina paga”», evidenzia Fausto Francisca.
Un richiamo che riguarda anche situazioni spesso sottovalutate, come l’abbandono di calcinacci o materiali di cantiere, che rappresenta comunque un illecito sia su suolo pubblico sia su proprietà privata.
Il messaggio dell’amministrazione è quindi chiaro: il rispetto delle regole non è facoltativo.
E per chi pensa di poter continuare a ignorarle, la risposta del Comune è altrettanto netta.
«Chi non ottempera a queste norme del vivere civile e vuole continuare nella sfida alle istituzioni verrà perseguito», conclude Fausto Francisca.
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