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Economia
02 Marzo 2026 - 15:18
Canavese protagonista al Salone del Vino: sold out la masterclass di Coldiretti Torino
Un viaggio tra le colline moreniche e i terrazzamenti ai piedi delle Alpi, alla scoperta di un patrimonio enologico che parla canavesano. È questo lo spirito con cui Coldiretti Torino ha portato al Salone del Vino, in corso alle Ogr, una masterclass interamente dedicata ai vini del territorio, registrando il tutto esaurito.
Trenta posti andati bruciati in poche ore, con una platea composta quasi esclusivamente da giovani: un segnale forte, che racconta di una generazione curiosa, desiderosa di conoscere cosa si nasconde dietro un calice. L’evento, dal titolo “Il grande patrimonio del Canavese: l’Erbaluce, diverse espressioni attraverso i suoi grandi interpreti”, ha messo al centro il vitigno simbolo dell’area, senza però dimenticare le eccellenze rosse del Canavese pedemontano.
A guidare la degustazione è stato il sommelier Alessandro Dantes, anima dell’enoteca Divinorum al Mercato del Corso di Torino, che ha accompagnato il pubblico in un percorso sensoriale tra profumi, struttura e territorio. In assaggio l’Erbaluce di Caluso DOCG Spumante Metodo Classico Brut 2016 di Giacometto Bruno, il Bianco fermo Erbaluce di Caluso DOCG 2023 Bio dell’Azienda Fontecuore e il Caluso Passito DOCG 2015 dei Fratelli Picco: tre volti di un vitigno capace di esprimersi con sorprendente versatilità, tra freschezza, verticalità e intensità aromatica.

Bruno Mecca Cici, Coldiretti
Accanto ai bianchi, spazio anche ai rossi di altura, come il Canavese Nebbiolo DOC Girumeta 2020 dell’Azienda Rostagno, proveniente da vigne coltivate fino a 600 metri di quota. Terreni che – è stato sottolineato durante l’incontro – donano ai vini note minerali particolari, sfumature rare da ritrovare in altre zone del Piemonte, e che raccontano una viticoltura eroica, legata a microclimi e suoli unici.
Al termine della masterclass, calici vuoti e grande soddisfazione: per molti partecipanti è stata una vera scoperta dell’Erbaluce nelle sue tre declinazioni – fermo, spumante e passito – e più in generale di un territorio che sa coniugare tradizione e identità.
Coldiretti Torino, insieme all’enoteca Divinorum del Mercato del Corso, è presente al Salone del Vino anche con un banco informativo, a testimonianza di un impegno che va oltre la promozione commerciale e punta alla formazione del consumatore.
A spiegare la scelta è il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici: «In questo momento storico in cui il vino sta subendo un attacco senza precedenti è importante educare il pubblico a una seria cultura del bere responsabile. Una consapevolezza non solo dei limiti di una bevanda alcolica ma anche dei sapori, dei colori, dei legami con i terreni e i climi dei nostri vigneti secolari. Siamo convinti che i consumi si rilancino solo avvicinando i consumatori, soprattutto i più giovani, alla complessa cultura del vino».
Un messaggio chiaro: la valorizzazione del Canavese passa dalla conoscenza. E dalla capacità di raccontare, calice alla mano, la storia di un territorio che ha ancora molto da dire.
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