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Made in Italy “di carta”? Ozegna sfida il codice doganale e chiede verità sull’origine dei prodotti

Dal Consiglio comunale un segnale politico forte: “Più trasparenza per difendere il vero Made in Italy”

Made in Italy “di carta”?

Made in Italy “di carta”? Ozegna sfida il codice doganale e chiede verità sull’origine dei prodotti

Non è solo una questione tecnica. È una battaglia sull’identità del cibo, sulla trasparenza delle etichette, sulla tutela di chi produce e di chi consuma. Sabato 28 febbraio, nella seduta del Consiglio comunale, Ozegna ha scelto di schierarsi. L’amministrazione guidata dal sindaco Federico Pozzo ha votato favorevolmente la mozione proposta da Coldiretti per chiedere l’eliminazione del codice doganale che oggi consente di attribuire l’origine di un prodotto in base all’ultimo trattamento sostanziale effettuato.

Un meccanismo che, secondo i promotori, rischia di creare confusione sull’effettiva provenienza degli alimenti. In altre parole: un prodotto trasformato in Italia può essere etichettato come italiano anche se le materie prime arrivano dall’estero. Una norma che negli anni ha alimentato polemiche, soprattutto nel settore agroalimentare, dove il valore del Made in Italy è strettamente legato alla provenienza delle materie prime.

Il voto di Ozegna arriva in un momento in cui il tema dell’origine in etichetta è tornato al centro del dibattito nazionale ed europeo. Coldiretti spinge da tempo per una revisione delle regole doganali, sostenendo che l’attuale sistema penalizzi i produttori italiani e possa indurre in errore i consumatori. Il Consiglio comunale del piccolo centro canavesano ha raccolto l’appello, approvando formalmente la mozione.

Il sindaco Federico Pozzo parla di una scelta chiara. Sottolinea la necessità di maggiore chiarezza sull’origine dei prodotti, la tutela della salute dei cittadini e la difesa del lavoro agricolo. Ricorda che l’agricoltura rappresenta un pilastro dell’identità e dell’economia locale e che proteggere il Made in Italy significa salvaguardare qualità, sicurezza alimentare e benessere collettivo.

Non solo un atto simbolico. Il voto assume anche una valenza politica più ampia grazie alla presenza in aula del consigliere regionale Sergio Bartoli, che siede anche nel Consiglio comunale di Ozegna. Bartoli ha votato a favore e ha annunciato l’intenzione di portare la proposta ai tavoli di lavoro regionali, affinché possa essere sostenuta e promossa anche a livello piemontese. Un passaggio che potrebbe trasformare una mozione comunale in un’iniziativa di respiro più ampio.

Ozegna si colloca così tra i primi Comuni piemontesi ad aver approvato formalmente un documento in questa direzione. Un segnale che intercetta le preoccupazioni del mondo agricolo locale, in un territorio dove le filiere agroalimentari rappresentano un elemento strategico.

Il nodo è tecnico ma dalle ricadute concrete. Il codice doganale europeo stabilisce che l’origine di un prodotto possa essere determinata dall’ultimo trattamento sostanziale subito. Nel settore alimentare questo può tradursi in una trasformazione o lavorazione effettuata in Italia su materie prime importate. Per Coldiretti e per gli amministratori che hanno sostenuto la mozione, il risultato è una possibile opacità informativa: il consumatore potrebbe credere di acquistare un prodotto interamente italiano quando, in realtà, solo una fase della lavorazione è avvenuta nel Paese.

La questione tocca due fronti sensibili. Da un lato la tutela dei consumatori, che chiedono trasparenza e tracciabilità. Dall’altro la difesa degli agricoltori italiani, che si trovano a competere con produzioni estere spesso realizzate con costi inferiori e standard differenti. In gioco c’è anche il valore economico del marchio Italia, costruito su qualità, tradizione e sicurezza alimentare.

Il voto del Consiglio comunale di Ozegna non modifica direttamente la normativa europea, ma contribuisce ad alimentare un fronte istituzionale che punta a sollecitare interventi più incisivi. È un atto politico che parla al territorio ma guarda oltre, inserendosi in un confronto più ampio sulla sovranità alimentare e sulle regole del commercio internazionale.

Con questa decisione, l’amministrazione ribadisce la propria vicinanza al mondo agricolo e alle eccellenze locali. Un settore che, in un contesto economico complesso, resta centrale per l’equilibrio sociale ed economico di molte comunità piemontesi.

Il messaggio che parte da Ozegna è chiaro: l’origine non è un dettaglio. È una scelta di campo.

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