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02 Marzo 2026 - 09:48
Musica elettronica per bambini: successo del progetto al Liceo di Rivarolo
Il sax elettronico entra nelle aule del Liceo Musicale di Rivarolo e cambia le regole del gioco. Non è un vezzo tecnologico, né un esperimento per pochi: è un progetto che parla ai bambini e li mette davanti a uno strumento capace di trasformare il respiro in suono digitale.
Sabato 28 febbraio, nella sede di via Sant’Anna 1, si è chiusa la settimana di presentazione di “Giocare con il sax – percorso creativo di musica elettronica”, l’iniziativa firmata da Luca Erio e promossa dall’Associazione Liceo Musicale di Rivarolo. Una ventina di bambini, divisi in piccoli gruppi, hanno sperimentato un modo diverso di avvicinarsi alla musica: meno spartito, più esplorazione.
L’idea è chiara: usare il nuovissimo sax elettronico come ponte tra tradizione e innovazione. Non una lezione frontale, ma un laboratorio dove si prova, si sbaglia, si inventa. Imparare a giocare con il respiro, scoprire i diversi suoni che può produrre lo strumento, inventare musiche e suonare insieme: questo il cuore del percorso. E l’entusiasmo dei più piccoli ha confermato che la strada è quella giusta.
Dietro il progetto c’è la storia di Luca Erio, musicista castellamontese cresciuto tra bande e conservatorio. Il sax lo incontra a dodici anni, poi gli studi al Liceo Musicale di Rivarolo, il percorso jazz con il Maestro Carlo Actis Dato, il diploma al Conservatorio “Vivaldi” di Alessandria. Accanto alla formazione accademica, anche esperienze dal forte valore sociale: nel 2016 l’incisione del cd Amico mai, nel 2017 le esibizioni al teatro del carcere di Opera e al Salone della Cultura di Milano, dentro un progetto che metteva in dialogo scuola e detenzione. La musica come relazione, prima ancora che come tecnica.
Oggi Erio è docente di sax jazz e di assieme pop/rock proprio a Rivarolo, subentrato alla classe del suo stesso maestro. Un passaggio di testimone che non è solo simbolico: significa continuità, ma anche visione.
Il successo dell’iniziativa ha già aperto un nuovo fronte. Si sta lavorando a un percorso dedicato a ragazzi e adulti attraverso il Launchpad, con un approccio centrato su strumenti informatici e produzione diretta di suoni ed effetti. Non servirà una preparazione accademica. Servirà curiosità.
In un territorio dove spesso si parla di giovani solo quando c’è un problema da affrontare, qui si è scelto di investire su un’opportunità concreta. Nessuna promessa miracolistica, nessuna etichetta altisonante. Solo uno strumento, delle mani che imparano a usarlo e un’idea semplice: la musica non è un museo. È un laboratorio aperto.
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