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Gassino si prepara per il 21 marzo: Casciano punta su scuole e giovani per la giornata contro le mafie

L’assessora più giovane dei Comuni collinari lavora a un’iniziativa locale prima della manifestazione nazionale di Torino: «Porterò in Giunta l’idea di intitolare un luogo a una vittima di mafia anche a Gassino»

Gassino si prepara per il 21 marzo: Casciano punta su scuole e giovani per la giornata contro le mafie

Gassino si prepara per il 21 marzo: Casciano punta su scuole e giovani per la giornata contro le mafie (Casciano e l'incontro con don Ciotti)

A Gassino Torinese il 21 marzo non sarà una ricorrenza come tante. L’idea è di costruire un percorso che parta dal territorio, coinvolga le scuole e arrivi fino alla manifestazione nazionale che quest’anno tornerà a Torino, a vent’anni dall’ultima edizione nel capoluogo.

A lavorarci è Elena Casciano, assessora alle politiche giovanili, tra le amministratrici più giovani dell’area collinare. È stata lei a rappresentare il Comune all’incontro del 24 febbraio in Città metropolitana con don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ma il punto – oggi – non è tanto l’evento istituzionale quanto ciò che potrà nascere a Gassino nelle prossime settimane.

«L’idea – spiega Casciano è di provare a organizzare qualcosa sul territorio poco prima del 21 marzo. Un momento di sensibilizzazione che possa coinvolgere le scuole e magari anche i Comuni limitrofi». L’intenzione è chiara: creare un’occasione locale che prepari alla partecipazione alla giornata nazionale.

Il 21 marzo è la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Ogni anno centinaia di familiari arrivano da tutta Italia per la lettura pubblica dei nomi. Quest’anno l’appuntamento sarà a Torino, con un corteo al mattino e iniziative nel pomeriggio. Un ritorno simbolico in una città che ha visto nascere Libera e l’impegno di don Ciotti.

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Elena Casciano

Per Gassino, la priorità è il coinvolgimento dei giovani. Casciano sta lavorando insieme al Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze per valutare la partecipazione di un gruppo di studenti alla manifestazione torinese, compatibilmente con le decisioni delle famiglie. Nei primi giorni di marzo un referente di Libera incontrerà le scuole medie del paese per spiegare cos’è l’associazione, che cosa rappresenta il 21 marzo e perché la memoria delle vittime non può essere ridotta a una cerimonia formale.

«Sono molto felice di aver partecipato all’incontro anche in rappresentanza delle mie deleghe alle politiche giovanili», racconta. L’assessora non ha una delega specifica alla legalità, ma sta cercando di tenere insieme istituzioni e mondo giovanile in un percorso che parli di responsabilità civica.

C’è poi un’altra proposta che potrebbe prendere forma nei prossimi mesi. Durante l’incontro con don Ciotti è stata rilanciata l’idea di intitolare luoghi pubblici alle vittime innocenti delle mafie, anche a quelle meno conosciute: «È una proposta che mi sembra molto interessante – afferma Casciano –. Penso che la porterò in giunta a Gassino, così da valutarla quando ci sarà l’occasione». Un segnale concreto, che trasformerebbe la memoria in un segno visibile nello spazio pubblico.

Per ora si tratta di ipotesi, ma il cantiere è aperto: «Non avevamo ancora pensato a nulla di concreto – ammette – però sarebbe bello riuscire a mettere insieme un po’ tutti i Comuni della zona». L’obiettivo è evitare che l’iniziativa resti confinata ai centri più grandi, favorendo una partecipazione diffusa anche nei paesi della collina.

Per Casciano non è stata la prima occasione di confronto con don Ciotti. A settembre era presente a San Mauro Torinese quando al fondatore di Libera è stata conferita la cittadinanza onoraria. Un momento che aveva già acceso l’attenzione sul territorio rispetto ai temi della legalità e della memoria.

Adesso il passo successivo è trasformare quelle parole in iniziative locali. A Gassino il 21 marzo si sta preparando così: partendo dalle scuole, coinvolgendo i ragazzi, valutando un segno permanente nella toponomastica. Non un’adesione formale, ma un percorso che – nelle intenzioni dell’assessora – possa lasciare qualcosa anche dopo la fine della manifestazione nazionale.

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