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L'avvocato risponde
28 Febbraio 2026 - 10:10
Riciclaggio: cosa rischia chi mette in vendita beni rubati?
Buongiorno avvocato.
A carico del mio fidanzato risulta esistere un procedimento penale pendente in Procura per aver messo in vendita due biciclette regalategli da un suo amico e che sapeva che quest’ultimo le aveva rubate. Cosa rischia?
Sandra, Settimo Torinese
Gentile lettrice,
l’atto di disposizione del bene proveniente da attività illecita, come nel caso di specie la messa in vendita delle biciclette oggetto di furto, allo scopo di ostacolarne l’identificazione, integra gli estremi del reato di riciclaggio per il quale il nostro codice penale, all’art. 648 bis, riserva una pena detentiva ricompresa tra i quattro ed i dodici anni, congiuntamente a quella pecuniaria.

Tuttavia, nel caso in cui il furto delle biciclette non sia stato perpetrato dall’amico in circostanze tali da legittimare la contestazione di furto come “aggravato”, l’eventuale sanzione che l’autorità giudiziaria riterrà di applicare al Suo fidanzato potrebbe rinvenire una attenuazione in ragione del riconoscimento della attenuante che il nostro codice prevede laddove i beni, utilizzati per porre in essere la condotta integrante gli estremi del reato di riciclaggio, provengano da un illecito penale per il quale non sia prevista una pena detentiva superiore ai cinque anni, come nel caso di furto non “aggravato”.
Tra l’altro, è da evidenziarsi che in caso di condanna per il reato di riciclaggio il nostro ordinamento penale prevede quale conseguenza l’applicabilità di un’altra misura di natura punitiva, ossia della confisca dei beni che costituiscono il profitto che il colpevole ha ottenuto dal reato.
Tuttavia, una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 5 febbraio di quest’anno ha precisato che, laddove il condannato abbia provveduto al risarcimento integrale in favore della persona offesa, la confisca non può essere disposta dal giudice.
Qui la corrispondenza dell'avvocato Stefano Bonaudo CLICCA
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