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Pet therapy, il Consiglio comunale ha detto sì: approvata all’unanimità la mozione della Lega

Via libera alla sperimentazione degli interventi assistiti con animali, con priorità al domicilio. Maggioranza e opposizione hanno condiviso l’obiettivo: ora la sfida è trovare risorse e coinvolgere Asl e Terzo settore

Pet therapy, il Consiglio comunale ha detto sì: approvata all’unanimità la mozione della Lega

La pet therapy ha messo tutti d’accordo. L'altra sera in Consiglio comunale a Settimo Torinese la mozione presentata dal gruppo Lega Salvini Piemonte sulla sperimentazione di interventi assistiti con animali, con priorità agli interventi domiciliari, è stata approvata all’unanimità. Un voto trasversale che ha trasformato quella che poteva sembrare una proposta di parte in un impegno condiviso dall’intera aula.

Il testo è arrivato in discussione in una versione aggiornata.

«Non è una proposta ideologica né una misura onerosa da attivare immediatamente, ma la richiesta di valutare una sperimentazione che possa migliorare la qualità della vita delle persone più fragili», ha subito messo le mani avanti Manolo Maugeri.

Al centro del ragionamento, gli interventi assistiti con animali riconosciuti a livello nazionale e disciplinati dalle linee guida dell’accordo Stato-Regioni del 25 marzo 2015. Non attività improvvisate, ma percorsi strutturati che prevedono équipe multidisciplinari, operatori formati e attenzione al benessere animale. In aula è stato richiamato anche il supporto della letteratura scientifica, che ha evidenziato benefici nella riduzione di ansia, stress e depressione, nel miglioramento delle capacità relazionali e cognitive e nel contrasto alla solitudine.

pet therapy

Il contesto da cui è partita la mozione è quello di un territorio che invecchia e che vede aumentare le situazioni di fragilità sociale e sanitaria. Anziani soli, persone non autosufficienti, cittadini con disabilità, minori con fragilità relazionali, pazienti affetti da patologie neurodegenerative. «Questo comporta una crescente domanda di interventi domiciliari di prossimità», è stato sottolineato. Da qui la scelta di indicare una priorità precisa: valutare una sperimentazione che punti soprattutto sugli interventi a domicilio.

Il dispositivo è stato ritoccato con un emendamento tecnico, frutto del confronto con il vicesindaco Giancarlo Brino e con i gruppi consiliari di maggioranza. È stato precisato che l’eventuale attivazione potrà avvenire anche attraverso bandi regionali, promuovendo convenzioni o percorsi di coprogettazione con enti del Terzo settore, cooperative sociali e associazioni in possesso dei requisiti previsti dalle linee guida nazionali. Fondamentale il coinvolgimento dei servizi sociali comunali e dei servizi sanitari territoriali nell’individuazione dei beneficiari e nella definizione di progetti personalizzati. È stato invece eliminato il paragrafo relativo all’individuazione di fonti di finanziamento compatibili con gli equilibri di bilancio. La mozione ha inoltre impegnato la giunta a relazionare in commissione sugli sviluppi e a promuovere iniziative di sensibilizzazione sul valore terapeutico e sociale del rapporto uomo-animale.

Dal banco della giunta è arrivato un sostegno netto. Il vicesindaco ha ringraziato la Lega per l’approccio condiviso e ha dichiarato di voler tradurre la mozione «in fatti». Ha ricordato che sul territorio esistono già esperienze di pet therapy, in particolare nell’ambito dell’autismo, grazie alla cooperativa Valdocco, che da anni attiva anche percorsi di ippoterapia compatibilmente con le risorse contrattuali. La novità, però, sarebbe strutturare una sperimentazione che coinvolga soprattutto le persone nel proprio domicilio.

Non sono mancate le cautele. «Non è semplice», ha ammesso il vicesindaco, indicando due criticità: le competenze e le risorse. Al momento non esistono fondi dedicati a questa sperimentazione e sarà necessario intercettare bandi regionali. Centrale il ruolo dell’Asl, che copre fino al 70 per cento delle rette per gli assistiti: senza una compartecipazione sanitaria, il Comune non può sostenere da solo il peso delle fragilità.

Il quadro sociale resta impegnativo. Sul territorio quasi 70 famiglie attendono una risposta di collocamento nell’ambito dell’autismo. Una pressione che assorbe già molte energie. Si è parlato anche della qualità della vita nelle Rsa, del tempo che passa per gli anziani ospiti e delle iniziative messe in campo per spezzare la routine, dal coinvolgimento delle scuole alla banda cittadina. In questo scenario la pet therapy è stata indicata come uno strumento ulteriore, capace di incidere sulla dimensione emotiva e relazionale.

La consigliera Adelma Carmela Tucci ha definito la pet therapy una delle frontiere più avanzate tra le terapie non farmacologiche. Nei pazienti affetti da Alzheimer, ha spiegato, il legame con l’animale può offrire un canale di comunicazione privilegiato, contribuendo a placare stati di agitazione e a ridurre i livelli di stress. Benefici che si riflettono anche sulla micromotricità e sulla sfera fisica.

Alla fine il voto unanime ha suggellato un dibattito che ha visto maggioranza e opposizione convergere su un obiettivo comune. La mozione rappresenta ora un atto di indirizzo che impegna l’amministrazione a verificare la fattibilità della sperimentazione, a costruire una rete tra Comune, Asl e Terzo settore e a cercare le risorse necessarie. Un primo passo politico, in attesa di capire se e come la pet therapy potrà entrare stabilmente nelle politiche sociali di Settimo.

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