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27 Febbraio 2026 - 16:03
Al Sant’Andrea di Vercelli nasce la Semintensiva: più cure, meno attese tra Pronto soccorso e Rianimazione (immagine di repertorio)
All’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli è stata attivata la nuova area di Semintensiva, uno spazio dedicato ai pazienti che si trovano in condizioni delicate: troppo instabili per un reparto ordinario, ma non così critiche da richiedere il ricovero in Rianimazione. Un tassello organizzativo che punta a rafforzare la gestione dell’emergenza-urgenza e a garantire continuità assistenziale nei momenti più complessi.
La nuova area è composta da quattro posti letto, collocati in stretta continuità con il Pronto soccorso e gestiti direttamente dal personale dell’emergenza. L’obiettivo è favorire una collaborazione costante tra le diverse figure professionali coinvolte e consentire un monitoraggio più attento dei pazienti nelle fasi successive all’arrivo in ospedale.
Il direttore generale Marco Ricci ha sottolineato il valore strategico dell’intervento. «La nuova area rappresenta un altro passo avanti e importante sia per i pazienti sia per l'organizzazione ospedaliera», ha commentato, spiegando che la Semintensiva consentirà di garantire cure tempestive e continue nelle situazioni critiche. Ricci ha evidenziato come il personale sanitario potrà seguire il paziente fin dall’ingresso in Pronto soccorso fino alla stabilizzazione, migliorando così il percorso clinico. Ha inoltre aggiunto che l’attivazione della nuova area permetterà alla Rianimazione di concentrarsi sui casi più gravi, aumentando la disponibilità di posti letto intensivi. L’avvio del servizio, ha precisato, è stato reso possibile grazie alle nuove assunzioni.
A entrare nel dettaglio dell’organizzazione è stato il dottor Aldo Tua, direttore della struttura complessa Medicina d’emergenza e urgenza. «La Semintensiva, già operativa da alcuni giorni, è in grado di accogliere pazienti con alterazioni moderate di uno o più organi», ha spiegato, includendo anche coloro che, pur clinicamente stabili, presentano un elevato rischio di peggioramento. Tua ha chiarito che la nuova area è pensata per gestire pazienti che necessitano di un monitoraggio continuo o di supporti farmacologici e meccanici specifici, come la ventilazione non invasiva, il monitoraggio emodinamico o il supporto neurologico.
Con l’attivazione della Semintensiva, il Sant’Andrea introduce dunque un livello intermedio di assistenza che punta a rendere più efficiente la gestione dei flussi tra Pronto soccorso, reparti ordinari e Rianimazione, offrendo una risposta più adeguata alle condizioni cliniche dei pazienti che si collocano in una zona grigia tra stabilità e criticità.

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