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Asl/To4, la vestizione diventa lavoro: accordo da 1,5 milioni per 2.500 dipendenti

Intesa tra azienda e sindacati dopo le prime conciliazioni da 84mila euro. Dieci minuti al giorno riconosciuti in busta paga, arriva anche il buono pasto per il turno notturno

Asl/To4, la vestizione diventa lavoro: accordo da 1,5 milioni per 2.500 dipendenti

Asl/To4, la vestizione diventa lavoro: accordo da 1,5 milioni per 2.500 dipendenti

Dieci minuti al giorno. Apparentemente nulla. In realtà, moltiplicati per anni e per migliaia di lavoratori, fanno la differenza. E pesano sui conti.

All’Asl/To4 il tempo della vestizione e della svestizione diventa ufficialmente orario di lavoro retribuito: l’accordo firmato il 23 dicembre 2025 con le organizzazioni sindacali del comparto coinvolge circa 2.500 dipendenti e comporta una spesa stimata in 1,5 milioni di euro, che potrebbe salire fino a 2 milioni con gli oneri accessori.

Il punto è semplice: infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici di laboratorio e ostetriche devono indossare la divisa all’interno delle strutture, secondo modalità stabilite dall’organizzazione aziendale. Per la giurisprudenza – confermata dalla Corte di Cassazione nel 2025 – quel tempo non è “neutro”, ma parte integrante della prestazione lavorativa. Dieci minuti al giorno che devono essere riconosciuti e pagati.

infermieri

Prima dell’intesa generale, la questione era già finita davanti al giudice del lavoro. In Asl/To4 si sono chiuse 63 conciliazioni per un totale di oltre 84mila euro. Le somme riconosciute ai singoli dipendenti varieranno in base agli anni oggetto di ricorso: per alcuni si arriverà a oltre 2mila euro, per altri a cifre più contenute, comunque non inferiori a circa 680 euro.

L’azienda, in delibera, ha preso atto di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato in casi analoghi, con esiti sfavorevoli per le amministrazioni.

Da qui la scelta di imboccare la strada dell’accordo complessivo. L’alternativa sarebbe stata un contenzioso esteso, dipendente per dipendente, con un impatto economico stimato attorno ai 7 milioni di euro tra differenze retributive, interessi e spese legali. Una prospettiva che avrebbe inciso in modo ben più pesante sulle casse pubbliche.

L’intesa di fine dicembre chiude quindi una fase di tensione e definisce criteri uniformi di applicazione. Il tempo di vestizione e svestizione sarà conteggiato come lavoro ordinario. L’azienda è ora impegnata nei conteggi individuali per quantificare le somme spettanti a ciascun avente diritto e procedere alle erogazioni entro aprile.

Non solo. Nell’accordo è stato inserito anche il riconoscimento del buono pasto per il personale impegnato nel turno notturno, finora escluso dalla contrattazione aziendale. Una novità che amplia la portata dell’intesa e punta a prevenire ulteriori vertenze, in un contesto nazionale dove la questione dei tempi “prodromici” al servizio ha già acceso più di un fronte.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio: negli ultimi anni i tribunali hanno più volte ribadito che il tempo necessario a rendere possibile la prestazione – quando imposto dall’organizzazione – è a tutti gli effetti lavoro. Non un dettaglio burocratico, ma un principio che, applicato su larga scala, si traduce in milioni di euro.

Per l’Asl/To4 l’accordo rappresenta una scelta di gestione: contenere il rischio di un’escalation giudiziaria e dare attuazione a un orientamento ormai chiaro. Per i lavoratori interessati è il riconoscimento economico di un tempo che, fino a ieri, restava fuori dal cartellino ma dentro la giornata di servizio. E che oggi, nero su bianco, entra nell’orario retribuito.

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