Il cuore è immenso. L’orgoglio pure. Ma non basta. La Juventus batte 3-2 il Galatasaray dopo 120 minuti di battaglia, rimonta tre gol, gioca un tempo intero in inferiorità numerica e sfiora un’impresa che avrebbe avuto dell’epico. Poi, ai supplementari, la doccia gelata: sono i turchi ad andare agli ottavi di Champions League.
Doveva ribaltare il 2-5 di Istanbul. Doveva fare qualcosa che sembrava impossibile. E per novanta minuti la squadra di Spalletti lo fa davvero. Lo Stadium spinge, trascina, sogna. I bianconeri chiudono i tempi regolamentari sul 3-0, riportando la qualificazione in perfetto equilibrio.
La partita si accende al 36’: Torreira abbatte Thuram, l’arbitro Pinheiro concede il rigore. Dal dischetto Locatelli non sbaglia e infiamma Torino. Il Galatasaray prova a spezzare il ritmo, ma la Juve resta feroce.
A inizio ripresa l’episodio che sembra spegnere tutto: Kelly interviene su Yilmaz, seconda ammonizione trasformata in rosso dopo revisione al Var. Dal 4’ del secondo tempo è 10 contro 11. Eppure la Juventus non si arrende. Anzi.
Arriva il 2-0 con il tap-in di Gatti. Poi l’assalto diventa totale. Thuram sfiora il colpo, Yildiz colpisce il palo interno in spaccata. È un assedio. Il 3-0 arriva con una punizione di Zhegrova, la sponda di Koopmeiners e la testa di McKennie. Lo Stadium esplode. Tutto è di nuovo possibile.
Nei minuti di recupero le occasioni non mancano. Si va ai supplementari con la sensazione che l’impresa sia lì, a un passo. Ma il calcio sa essere crudele.
Al 104’ Osimhen non perdona: il suo gol riporta avanti il Galatasaray nel computo complessivo e taglia le gambe ai bianconeri. La Juve prova ancora a reagire, ma nel finale del secondo tempo supplementare arriva anche il colpo del definitivo 3-2, con Yilmaz.
Finisce così. Juventus-Galatasaray 3-2 dopo i supplementari (1-0, 3-0, 3-1), ma sono i turchi ad andare agli ottavi. I bianconeri escono ai play-off come l’anno scorso, tra gli applausi dei 41.421 spettatori.
Le formazioni raccontano di una Juve che ci ha provato con tutto: Perin; Kalulu (4’ sts Openda), Gatti, Kelly, McKennie; Thuram (33’ st Adzic), Locatelli (4’ sts Kostic), Koopmeiners; Conceicao (22’ st Zhegrova), David (22’ Boga), Yildiz (13’ pts Miretti). Allenatore Spalletti.
Per il Galatasaray: Cakir; Sallai (14’ st Boey), Sanchez, Bardakci, Jakobs (42’ st Elmali); Lemina (42’ st Icardi), Torreira (13’ pts Singo); Yilmaz, Sara (26’ st Gundogan), Lang (14’ st Sané); Osimhen. Allenatore Buruk.
Ammoniti Osimhen, Kelly, Yildiz, Sallai, Sara, Cakir e dalla panchina Pinsoglio per proteste. Espulso Kelly al 4’ del secondo tempo.
È un’eliminazione che brucia. Ma è anche una notte che racconta una Juventus viva, orgogliosa, capace di rialzarsi dopo il disastro dell’andata. Domenica, in campionato, ci sarà la Roma nella Capitale: uno spareggio per la prossima Champions. La ferita europea è aperta, ma la corsa non è finita.