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Scuole sporche, Valditara richiama gli studenti: “Lasciate le aule pulite”

Circolare del ministro e 30 milioni per il rispetto degli spazi comuni. Intanto FdI rilancia il “ginnasio”, ma la Cgil attacca: “I problemi sono altri”

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Lasciare le aule pulite al termine delle lezioni, curare il giardino della scuola, riordinare arredi e materiale didattico personale o condiviso, sistemare laboratori, attrezzi e palestra e far trovare i bagni nelle stesse condizioni dell’inizio della giornata. È l’invito contenuto nella circolare diffusa in queste ore dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che sollecita dirigenti e personale scolastico a sensibilizzare gli alunni e a stabilire pratiche quotidiane negli istituti, in coerenza con le nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica e con lo Statuto degli studenti.

In linea con questa impostazione, il ministro ha firmato un decreto che stanzia 30 milioni di euro per la realizzazione di progetti didattici destinati a promuovere la cura e il rispetto dei parchi e dei beni scolastici da parte degli studenti. «Gli spazi pubblici, una volta riqualificati, potranno essere trasformati in veri e propri ambienti didattici all'aperto», ha dichiarato Giuseppe Valditara, aggiungendo: «responsabilizzare gli studenti sull'uso corretto di beni pubblici è importante per sviluppare una cultura del rispetto verso beni che sono della comunità. Vivere e studiare in ambienti didattici puliti e ordinati, prendersi cura del patrimonio della scuola è un importante esercizio di convivenza civile».

GIUSEPPE VALDITARA, MINISTRO ISTRUZIONE

Secondo un’indagine condotta dal portale Skuola.net su un campione di 1.500 studenti delle scuole medie e superiori, una circolare come quella appena diffusa era necessaria. Il banco, ammettono molti ragazzi, è spesso considerato una sorta di “diario”: tra gli intervistati quasi 9 su 10 (l’88%) non negano che nella propria classe sia diffusa l’abitudine di scrivere, disegnare o prendere appunti sulla superficie dei banchi. Nel 25% dei casi le scritte restano “a vita”, accumulandosi anno dopo anno. L’85% degli studenti dichiara inoltre di trovare sui banchi “eredità” lasciate dai colleghi del passato, come gomme da masticare o altri residui.

Il vero nodo restano però i servizi igienici. Per circa 6 studenti su 10 (il 59%) lo stato dei bagni è drammatico: il 45% segnala guasti frequenti e sporcizia diffusa, mentre il 14% li definisce spesso e volentieri del tutto “impraticabili”.

Intanto, da questa settimana inizierà in Commissione Istruzione alla Camera l’iter di una proposta di legge di Fratelli d’Italia per reintrodurre per legge la denominazione di “ginnasio” per il primo biennio del liceo classico. L’idea, ben vista dal governo, incontra il favore dei sindacati Uil scuola e Anief, ma viene criticata dalla Flc Cgil. «La scuola - ragiona la numero uno del sindacato, Gianna Fracassi - ha problemi più importanti dei nomi, innanzitutto il salario di chi ci lavora», ha affermato Gianna Fracassi.

GIANNA FRACASSI, CGIL

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