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25 Febbraio 2026 - 15:19
Vanessa Vidano
Dalla segnalazione anonima alle precisazioni pubbliche. In mezzo, un bando, una graduatoria, i fondi alla cultura e una polemica che chiama in causa trasparenza, opportunità politica e conflitti d’interesse.
Nei giorni scorsi avevamo riportato la “lamentela” anonima di un’associazione del territorio attiva in ambito musicale e culturale. Il malcontento riguardava il bando cultura dello scorso settembre: risorse limitate, diverse realtà rimaste escluse “per mancanza di budget” e altre costrette a vedersi ridurre il contributo richiesto.
La Commissione giudicatrice – presieduta dal dirigente Gilberto Guerriero con la collaborazione di Paola Mantovani ed Elena Caterina Forte – si era riunita il 20 e 21 agosto, stilando la graduatoria con una meticolosa attribuzione di punteggi.
In cima, l’Associazione Culturale Il Timbro con 22.500 euro per “Ivrea: Classical Music and More”. A seguire la Banda Musicale Città di Ivrea (3.600 euro), Radio Spazio Ivrea (3.780 euro per “Ivrea è… gentile”), il Forum Democratico del Canavese (3.640 euro), Tecnologia Filosofica APS (quasi 20 mila euro), la cooperativa Zac! (8 mila euro), l’Associazione Lemus (2.400 euro), ICO Impresa Sociale srl (7 mila euro), l’Associazione Città del Sole (3.381 euro), l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte (17.500 euro), Notabene APS (4.795 euro).
In coda l’Associazione Fabrika con il progetto “Pixel”: avrebbe avuto diritto a 9.100 euro, ma a graduatoria esaurita si era dovuta accontentare di 3.603,50 euro. Fuori elenco, pur avendo superato i 40 punti e quindi risultando idonee, Open Art House e la Cittadella della Musica e della Cultura di Ivrea. Idonee sì, finanziate no.
Fin qui, la fotografia di un bando con risorse contingentate. Ma l’anonimo andava oltre, puntando il dito proprio su Fabrika Production e sulla rassegna “Pixel”, collegandole alla figura della consigliera comunale di maggioranza Vanessa Vidano, indicata come “fondatrice” dell’associazione insieme al compagno Fabrizio Zanotti.

Veniva citato un passaggio del bando: “Sono inoltre esclusi dalla partecipazione enti e associazioni che abbiano tra i loro organi statutari Consiglieri e Assessori comunali di Ivrea in carica al momento della presentazione della domanda”. E ancora: “non essere soggetti partecipati o controllati dal Comune di Ivrea che già ricevono dallo stesso un sostegno economico sotto qualsiasi forma per la propria attività progettuale”.
Si sosteneva inoltre che Fabrika avesse ricevuto finanziamenti “fuori bando” nel 2023 e 2024 per un laboratorio di songwriting sulla Pace, mentre ad altre associazioni sarebbe stato negato un analogo supporto. E veniva richiamato un articolo pubblicato su un periodico locale, insinuando che “il bando sicuramente lo vincerà il compagno di vita della presidente della commissione”.
Accuse pesanti. La replica della consigliera Vanessa Vidano è altrettanto articolata.
Primo punto: Fabrika non è stata fondata da lei. L’associazione nasce nel 2009, quando – spiega – viveva in Spagna e non conosceva né l’attuale compagno né l’associazione stessa. Rientra a Ivrea nel 2018 ed entra in Fabrika solo intorno al 2020. La dicitura “creator” presente sul sito si riferisce esclusivamente alla sua attività creativa nella produzione di podcast – "D’Artagnan – Eroi comuni che fanno la storia (finanziato con crowdfunding nell’estate 2023), Ne Valeva la Pena" e l’attuale produzione su "Ferruccio Parri" (sostenuti dalla Fondazione Aldo Aniasi) – e non a un ruolo fondativo.
Secondo punto: il bando parla chiaro sull’incompatibilità. “Infatti mi sono dimessa dal consiglio direttivo di Fabrika nel dicembre 2023”, precisa. Esiste un verbale firmato e controfirmato che lo certifica. Una scelta condivisa in maggioranza e adottata anche da altri consiglieri in situazioni analoghe. Restare semplice socia, sostiene, non configura conflitto d’interessi.
Terzo: Fabrika non è un soggetto partecipato o controllato dal Comune.
“Le partecipate sono SCS, Ivrea Parcheggi e altre realtà. Qui non c’entra nulla”.
Quarto: sui finanziamenti per il laboratorio di songwriting.
"Nel 2023 – chiarisce – non è stato percepito alcun contributo. Nel 2024 il finanziamento è andato al Centro Gandhi, mentre a Fabrika è stato assegnato nel 2025."
Quanto alle altre richieste respinte, Vidano difende l’operato dell’amministrazione: se è già stato sostenuto un laboratorio analogo, è comprensibile che non venga finanziato un secondo progetto identico.
Infine, la questione politica. Vanessa Vidano respinge come “un accostamento senza senso” il richiamo alla commissione cultura.
“Come presidente non ho alcuna voce in capitolo sul bando: non ne conosco i criteri, né i tempi di pubblicazione, né la composizione della commissione giudicatrice, che viene nominata e pubblicata in albo pretorio”.
Il suo ruolo, semmai, è sollecitare l’amministrazione affinché il bando esca in tempi utili per la programmazione delle associazioni. “Normalmente chiedo che venga pubblicato a inizio anno. L’anno scorso è uscito ad agosto e questo ha creato difficoltà. Spero che quest’anno vada meglio”.
Resta, sullo sfondo, il tema politico: in tempi di risorse limitate, ogni euro pesa e ogni graduatoria lascia scontenti.
Vidano rivendica correttezza formale e chiarezza dei ruoli. E stigmatizza l’anonimato: “Basterebbe parlarsi con trasparenza”.
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