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Castiglione Torinese dà l’addio a Luigi Morej, colonna storica del Mulino della Rezza

Aveva 78 anni. La comunità si è stretta attorno alla famiglia nella parrocchia dei Santi Claudio e Dalmazzo

Castiglione Torinese dà l’addio a Luigi Morej

Castiglione Torinese dà l’addio a Luigi Morej, colonna storica del Mulino della Rezza

Castiglione Torinese ha salutato sabato pomeriggio Luigi Morej, per tutti Gigi, figura storica della borgata Rezza e riferimento della famiglia del Mulino della Rezza, realtà radicata da generazioni nel tessuto economico e sociale del paese.

Aveva 78 anni. Il funerale è stato celebrato nella chiesa parrocchiale dei Santi Claudio e Dalmazzo, gremita di amici, conoscenti e cittadini che hanno voluto rendere omaggio a una presenza costante della vita castiglionese.

Con la sua scomparsa se ne va una parte della memoria collettiva legata alla storia produttiva e sociale del territorio. Il Mulino della Rezza, attività conosciuta ben oltre i confini comunali, rappresenta uno dei simboli della tradizione locale, e Gigi ne è stato per decenni uno dei volti più riconoscibili.

Morej era un castiglionese doc. Nato e cresciuto alla Rezza, quando la borgata era composta da poche case e la vita si svolgeva nei cortili e lungo le strade sterrate, aveva attraversato le trasformazioni del paese mantenendo un legame profondo con le proprie radici.

I ricordi della sua generazione parlano di partite a pallone improvvisate, di giochi nei cortili, di richiami materni all’ora dei compiti e della cena. Un’infanzia condivisa con altri ragazzi della borgata che nel tempo sarebbero rimasti punti di riferimento della comunità.

Già da giovane, Luigi Morej era coinvolto nell’attività del mulino di famiglia, apprendendo competenze e conoscenze legate a un mestiere antico, fondato sulla costanza, sul lavoro e sulla cura dei rapporti umani.

Negli anni della maturità, il suo percorso si è intrecciato con la vita associativa del paese. La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Castiglione ha rappresentato uno dei luoghi simbolo di questa presenza attiva. Prima frequentatore della storica sala da ballo, poi consigliere, Morej ha partecipato alla vita dell’associazione contribuendo alla sua continuità nel tempo.

Una dimensione comunitaria che non si è mai interrotta. Anche negli anni della pensione, Gigi era una presenza costante sotto i portici del centro, davanti alla parrocchia. Ogni mattina, il rituale della colazione al bar con un gruppo di amici era diventato un appuntamento fisso. Un momento di confronto, di discussione, di scambio di idee.

Calmo, pacato, sempre disponibile all’ascolto, portava nella conversazione l’esperienza maturata in una vita di lavoro e relazioni. Un’abitudine semplice, ma capace di costruire legami quotidiani e consolidare quel senso di appartenenza che caratterizza i piccoli centri.

La comunità castiglionese ha voluto essere presente nel giorno dell’ultimo saluto, stringendosi attorno ai familiari in un momento di dolore che tocca non solo la sfera privata, ma anche quella collettiva.

Con Luigi Morej se ne va una figura familiare, una presenza discreta ma costante, una parte della storia recente di Castiglione Torinese.

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