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Costume e società
24 Febbraio 2026 - 15:00
Addio a Eric Dane di “Grey’s Anatomy”, anche Simona Ventura lo ricorda: “L'ho conosciuto nel 2006”
«Ho conosciuto Eric Dane nel 2006 d’estate in Sardegna. Era con la moglie Rebecca Gayheart, una coppia bellissima. Insieme a Gisella Marengo erano estasiati dalla bellezza di questa terra. Mi dispiace molto».
Con queste parole, pubblicate su Instagram, Simona Ventura ha ricordato Eric Dane, l’attore statunitense scomparso il 19 febbraio a 53 anni dopo una lunga battaglia contro la Sla. Un ricordo personale, legato a un’estate italiana e a una Sardegna che, a quanto racconta la conduttrice, aveva profondamente colpito l’attore americano.
Ma chi era Eric Dane? Nato a San Francisco nel 1972, Dane si era fatto conoscere inizialmente attraverso ruoli minori in serie televisive di successo come Streghe e CSI. Il grande salto arrivò nel 2006 con l’ingresso nel cast di “Grey’s Anatomy”, dove interpretò il chirurgo plastico Mark Sloan, soprannominato “McSteamy”. Un personaggio affascinante, ironico, inizialmente controverso, che nel tempo divenne uno dei volti più amati della serie.
La sua presenza contribuì in modo decisivo al successo globale del medical drama firmato Shonda Rhimes. Sloan non era solo il medico brillante e sicuro di sé: il personaggio si evolse, mostrando fragilità e profondità emotiva, elementi che resero Dane una presenza centrale nella narrazione fino alla sua uscita di scena nel 2012.
Dopo l’esperienza in Grey’s Anatomy, l’attore continuò la carriera tra cinema e televisione. Negli ultimi anni era tornato alla ribalta grazie al ruolo di Cal Jacobs nella serie HBO “Euphoria”, dove interpretava il padre problematico di uno dei protagonisti. Un personaggio complesso, distante anni luce dal chirurgo affascinante che lo aveva reso celebre, ma capace di confermare la sua versatilità.
Sul piano personale, Dane era stato a lungo legato all’attrice Rebecca Gayheart, con cui si era sposato nel 2004 e da cui aveva avuto due figlie. La coppia era spesso sotto i riflettori della stampa americana, ma negli ultimi anni l’attore aveva scelto una maggiore riservatezza, soprattutto dopo la diagnosi della malattia.
La Sla, sclerosi laterale amiotrofica, lo aveva costretto a ridurre progressivamente le apparizioni pubbliche. Nonostante questo, Dane aveva continuato a lavorare finché possibile, mantenendo un rapporto forte con il pubblico che lo aveva seguito per quasi vent’anni.
Il ricordo di Simona Ventura riporta l’immagine di un uomo colpito dalla bellezza dell’Italia, lontano dai set e dai red carpet. Una fotografia privata che si aggiunge a quella pubblica dell’attore di successo.
Eric Dane lascia un’eredità televisiva importante, soprattutto per una generazione che lo ha conosciuto nei corridoi del Seattle Grace Hospital. Un volto che ha segnato un’epoca delle serie tv e che oggi viene ricordato non solo per il talento, ma anche per l’umanità con cui ha affrontato la parte più difficile della sua vita.
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