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Vaccini e pazienti fragili, il San Luigi vara il decalogo della protezione

All’ospedale di Orbassano la vaccinazione diventa parte strutturale dell’assistenza, a partire dai pazienti oncologici

Vaccini e pazienti fragili

Vaccini e pazienti fragili, il San Luigi vara il decalogo della protezione (foto di repertorio)

La vaccinazione non come atto accessorio, ma come parte integrante della cura.
L’ospedale San Luigi di Orbassano ha varato un decalogo per la protezione dei pazienti fragili, con l’obiettivo di inserire stabilmente la valutazione vaccinale all’interno dei percorsi clinici, a partire da quelli dedicati ai pazienti oncologici.

Un cambio di approccio: la prevenzione vaccinale entra ufficialmente nella presa in carico ospedaliera come elemento strutturale e non più come indicazione secondaria.

Il documento operativo prevede l’integrazione sistematica della valutazione dello stato vaccinale nei percorsi assistenziali, l’inserimento delle raccomandazioni nelle lettere di dimissione, il rafforzamento del raccordo con il territorio e i medici di medicina generale, oltre alla formazione continua dei professionisti sanitari.

Non solo. Il decalogo introduce anche un sistema di monitoraggio dei processi assistenziali, per verificare l’effettiva applicazione delle indicazioni e garantire continuità nella protezione dei soggetti più vulnerabili.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare la tutela dei pazienti con fragilità clinica, per i quali infezioni prevenibili possono tradursi in complicanze gravi o interruzioni dei trattamenti.

Nei pazienti oncologici, ad esempio, la protezione vaccinale è cruciale perché i trattamenti possono ridurre temporaneamente le difese immunitarie, aumentando il rischio di infezioni.

Il San Luigi punta quindi a trasformare la vaccinazione in una componente strutturale della responsabilità clinica e istituzionale verso i pazienti fragili.

Il modello adottato si inserisce in una visione più ampia di sanità integrata, dove prevenzione e cura non sono compartimenti separati ma parti di un unico percorso terapeutico.

Un’iniziativa che potrebbe diventare riferimento anche per altre realtà ospedaliere regionali.

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