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Dopo l’iniziativa sulla Palestina, attacco al Comune di Chivasso: “Nessun impegno concreto per Betlemme”

La serata organizzata da Statale 590 diventa terreno di scontro politico sul gemellaggio

Dopo l’iniziativa sulla Palestina, attacco al Comune di Chivasso: “Nessun impegno concreto per Betlemme”

Dopo l’iniziativa sulla Palestina, attacco al Comune di Chivasso: “Nessun impegno concreto per Betlemme”

La Palestina, la repressione, il conflitto sociale. Di questo si è discusso a Chivasso, nell’iniziativa promossa dal collettivo Statale 590 con la partecipazione della giornalista e scrittrice Angela Lano. Una sala piena, un dibattito che – spiegano gli organizzatori – ha intrecciato “letterature, repressione e resistenze”.

Nel comunicato diffuso dopo l’incontro, Potere al Popolo rivendica il senso politico della serata e parla della necessità di ricostruire un conflitto sociale “partendo dal basso, da studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori e dalle piazze”. Il riferimento è esplicito alla Palestina e alla resistenza del suo popolo, indicata come esempio di dignità di fronte a quello che nel testo viene definito “genocidio” e “più disumana repressione”, attribuiti allo Stato di Israele con la complicità dei governi occidentali.

Ma il punto, per il movimento, non è solo internazionale. È anche interno. Nel comunicato si sostiene che la stretta repressiva attuata dal governo attraverso “decreti sicurezza, fogli di via e obblighi di firma notificati a militanti e minorenni dei collettivi studenteschi”, così come le “accuse di terrorismo a intellettuali e personalità” schierate con il popolo palestinese, abbiano la funzione di contenere un conflitto sociale e di classe in crescita. A sostegno di questa lettura vengono richiamate “le milioni di persone” scese in piazza nelle mobilitazioni autunnali per la Palestina.

Il quadro tracciato è più ampio: salari in contrazione, aumento del costo della vita, sanità e scuola pubblica descritte come sistematicamente definanziate, liste d’attesa che si allungano, scuole che cadono a pezzi, diritto alla casa e all’istruzione messo in discussione, trasporti pubblici sempre più costosi e inefficienti. Un insieme di elementi che, nel testo, vengono letti come “un preciso attacco alle classi popolari”.

Pubblico e relatori dell'incontro della scorsa settimana a Chivasso

Da qui l’annuncio della mobilitazione nazionale prevista a Roma il 14 marzo, per un “NO sociale” contro quello che viene definito “il governo delle disuguaglianze sociali, della guerra e dell’autoritarismo”.

Il passaggio finale, però, riporta la discussione a Chivasso. Al termine dell’iniziativa è stato organizzato un rinfresco a offerta libera per sostenere il progetto “Oltre le parole”, destinato all’ampliamento del campo profughi di Al-Azzeh a Betlemme, città simbolicamente gemellata con Chivasso dal 1966 e istituzionalmente dal 2016.

Ed è qui che si accende la polemica politica. Nel comunicato si parla di “un progetto di solidarietà concreta” che l’amministrazione comunale di centro-sinistra, sollecitata da una petizione popolare presentata lo scorso maggio in consiglio, “non è stata in grado di accogliere, o meglio si è rifiutata di sostenere bocciandola all’unanimità”. Al suo posto sarebbe stato approvato “un ordine del giorno di sola facciata, privo di elementi concreti”, che – aggiungono – “ancora attendiamo venga messo in atto da Castello, Debernardi e premiata ditta PD, sinistra ecologista”.

Solidarietà dichiarata o solidarietà praticata. È questa la linea di frattura che Potere al Popolo prova a tracciare. E la domanda resta aperta: il gemellaggio con Betlemme è memoria simbolica o impegno concreto?

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