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23 Febbraio 2026 - 14:45
Domenica 22 febbraio il Carnevalone di Chivasso ha acceso la città con un’esplosione di colori, musica e partecipazione. Sotto un cielo limpido e con il sole che ha baciato ogni angolo del centro storico, la manifestazione ha trasformato le vie cittadine in un grande teatro a cielo aperto. È stata una giornata capace di unire tradizione, comunità ed emozione pura.
Fin dalle prime ore del pomeriggio le strade si sono riempite di persone. Migliaia di cittadini e visitatori hanno invaso il centro storico, creando una cornice straordinaria soprattutto nel tratto più suggestivo tra il Duomo e l’ex cinema Politeama.
Lungo il percorso, un vero tripudio di colori e fantasia ha catturato l’attenzione di tutti. Maschere di ogni genere hanno attraversato le vie del centro: principesse, supereroi, pirati, clown e personaggi fantasy e tradizionali si sono alternati in un susseguirsi continuo di sorpresa e meraviglia. Ogni dettaglio dei costumi, ogni gesto e ogni sguardo raccontavano la passione e la cura dietro questa grande festa.
La musica, elemento fondamentale e anima pulsante dell’evento, ha scandito il ritmo della sfilata. Le bande musicali hanno riempito l’aria con le loro marce festose, mentre le colonne sonore provenienti dai carri hanno coinvolto e trascinato il pubblico. Le note hanno accompagnato i passi, fatto vibrare le strade e trasformato l’intera città in un’unica grande pista da ballo a cielo aperto.
L’entusiasmo era palpabile: risate, coriandoli lanciati in aria e mani che battevano a tempo hanno creato un’atmosfera di energia condivisa. Per un giorno Chivasso si è lasciata travolgere dalla spensieratezza e dalla voglia di stare insieme.
Con una sfilata partita alle 14:30 e conclusa intorno alle 19, la città è rimasta immersa per ore in un turbinio continuo di creatività, colori ed emozioni. 
I protagonisti della tradizione
Il cuore dell’evento è stato la grande sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati, protagonisti assoluti della manifestazione. Accanto a loro, le figure simbolo della tradizione chivassese: La Bela Tolera – Elegante e regale, rappresenta l’anima storica della festa e incarna la continuità della tradizione. L’Abbà – Custode simbolico delle chiavi del Carnevale, figura che richiama le radici antiche della manifestazione e il suo profondo significato identitario.
I carri allegorici hanno dominato la scena con strutture imponenti e scenografie curate nei minimi dettagli. Provenienti da tutto il circondario, hanno portato creatività, fantasia e lavoro artigianale costruito nel tempo. Visti da vicino colpiscono per la complessità; osservati dall’alto rivelano una coreografia straordinaria in movimento.
Il merito organizzativo va alla Pro Loco L’Agricola, che anche in questa edizione ha garantito coordinamento, impegno e qualità. La loro firma sul Carnevalone rappresenta continuità e crescita, dimostrando come l’evento riesca ogni anno ad attrarre pubblico da tutto il territorio e oltre.
La magia vista dall’alto
Quest’anno ho avuto l’opportunità di vivere un’esperienza diversa e privilegiata: salire su un carro, “La Corte di Castelrosso”, e osservare la sfilata da una prospettiva unica. Guardare la folla dall’alto cambia completamente la percezione della festa. Si vede l’onda di persone muoversi insieme, si percepisce l’energia che attraversa la piazza, si osservano i volti dei bambini in attesa dei coriandoli e gli applausi spontanei che accompagnano il passaggio dei carri.
Da quella posizione si comprende davvero quanto lavoro, coordinamento e passione ci siano dietro ogni singolo carro e ogni partecipazione. È una visione che emoziona: il sole che illumina le strutture, la musica che riempie l’aria e una città intera unita attorno alla sua tradizione.
Una tradizione con radici profonde
Il Carnevalone di Chivasso non è soltanto una festa moderna, ma una manifestazione con una storia antica. Le sue origini risalgono a secoli fa, quando la figura dell’Abbà rappresentava un ruolo simbolico nella comunità. Nel tempo la tradizione si è evoluta, mantenendo però intatto il legame con l’identità locale e con il territorio. Oggi il Carnevalone è uno degli appuntamenti più importanti del panorama carnevalesco piemontese. Ha attraversato generazioni, cambiando forme ma conservando la sua anima: quella di una festa popolare capace di unire, emozionare e coinvolgere.
L’edizione 2026 conferma che la manifestazione non è solo memoria del passato, ma progetto vivo per il futuro. Tra partecipazione, organizzazione e coinvolgimento della comunità, il Carnevalone continua a dimostrare di essere molto più di una semplice sfilata: è appartenenza, identità e orgoglio collettivo.
Quando il sole accompagna i carri, la musica riempie le strade e i colori esplodono tra la folla, si comprende perché questa tradizione resta impressa nel cuore di chi la vive.

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