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24 Febbraio 2026 - 10:40
Dal carcere un gesto di speranza: raccolta fondi per i bimbi del Regina Margherita
Dalle mura del carcere alle corsie di un ospedale pediatrico. Un ponte silenzioso, ma carico di significato, unisce la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino al reparto di Pediatria dell’ospedale Infantile Regina Margherita. È il risultato di una raccolta fondi nata durante le festività natalizie e culminata ieri con la consegna ufficiale del ricavato, interamente devoluto in beneficenza.
L’iniziativa ha coinvolto il personale dell’istituto penitenziario – operatori, agenti, funzionari – che hanno aderito con partecipazione spontanea a un progetto pensato per sostenere i piccoli pazienti in cura nel reparto diretto dal dottor Marco Spada. Un gesto concreto, maturato in un periodo dell’anno in cui il valore della famiglia e della protezione dei più fragili assume un significato ancora più profondo.
“Garantire ai più piccoli la speranza è compito di noi tutti”, ha sottolineato il comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, Primo Dirigente Luca Morali, richiamando il motto del Corpo, Despondere spem munus nostrum, offrire speranza è il nostro compito. Parole che risuonano con forza in un luogo dove il concetto di recupero e di futuro è parte della missione quotidiana.
Accanto a lui la direttrice dell’istituto, Elena Lombardi Vallauri, che ha voluto ringraziare chi ha contribuito: “Ringrazio tutti coloro che con un piccolo gesto hanno sostenuto l’impegno costante del reparto di Pediatria, volto a migliorare la qualità delle cure per i bambini”.
La consegna del ricavato rappresenta un segnale che va oltre la cifra raccolta. È l’immagine di un’istituzione spesso raccontata solo attraverso le sue criticità che sceglie invece di farsi comunità, di guardare fuori, di partecipare. In un contesto complesso come quello penitenziario, dove ogni giorno si lavora per il recupero sociale di chi ha sbagliato, il sostegno a un reparto pediatrico assume un valore simbolico potente: cura che incontra cura, responsabilità che si traduce in solidarietà.
Un gesto che parla di spirito di Corpo, di senso civico, di attenzione verso chi è più vulnerabile. E che ricorda come anche dietro le sbarre possano nascere iniziative capaci di generare bene. Perché se offrire speranza è un compito, farlo per dei bambini malati significa investire sul futuro, su quella possibilità di tornare a sognare che ogni piccolo paziente merita.

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