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24 Febbraio 2026 - 09:35
Smog, scatta la stretta: stop ai diesel anche Euro 5 nei giorni critici a Torino
L’aria non aspetta più. Con l’entrata in vigore dell’Ordinanza 2537/2025, il Comune alza il livello dello scontro contro lo smog e introduce un sistema di limitazioni strutturali e temporanee destinato a cambiare le abitudini di migliaia di automobilisti. Non solo vecchie utilitarie: nei giorni di emergenza potranno fermarsi anche i diesel Euro 5, finora considerati relativamente “sicuri”.
Il provvedimento rientra nel nuovo Piano operativo per il miglioramento della qualità dell’aria, aggiornato in coerenza con le politiche regionali e con l’Accordo di Bacino Padano. L’obiettivo è ridurre in modo stabile le emissioni di polveri sottili e ossidi di azoto, in una delle aree più inquinate d’Europa.
Le limitazioni strutturali, valide tutto l’anno, colpiscono i veicoli benzina Euro 0, 1 e 2, i diesel Euro 0, 1 e 2 e i mezzi GPL e metano Euro 0 e 1: per loro lo stop è totale, 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Nel periodo invernale, dal 15 settembre 2025 al 15 aprile 2026, scattano ulteriori restrizioni anche in condizioni ordinarie (Livello 0, verde). I diesel Euro 3 e 4 non potranno circolare nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 8-19. Fermi sempre, invece, ciclomotori e motocicli Euro 0 e 1.
Ma è con il superamento delle soglie che il sistema diventa più severo. Se per tre giorni consecutivi si prevede una media giornaliera di PM10 oltre i 50 microgrammi per metro cubo, si entra nel Livello 1 (arancio). Se la soglia sale a 75 microgrammi per tre giorni, scatta il Livello 2 (rosso). In entrambi i casi, oltre ai veicoli più vecchi, si fermano anche i diesel Euro 3, 4 e 5, tutti i giorni, compresi sabati e festivi, dalle 8 alle 19.

La scelta di concentrare le misure sui diesel non è casuale. Secondo l’IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, i gas di scarico dei motori diesel sono classificati nel gruppo 1, sostanze cancerogene certe per l’uomo. Anche i veicoli più recenti, pur emettendo meno polveri sottili rispetto al passato, producono quantità significative di ossidi di azoto (NOx), tra i principali responsabili della formazione del particolato secondario.
Un report dell’Agenzia europea dell’ambiente ha inoltre evidenziato come, in condizioni reali di guida, le emissioni di NOx possano risultare molto superiori rispetto ai valori registrati nei test di laboratorio.
Il sistema prevede deroghe e percorsi esentati, consultabili nelle mappe ufficiali, e strumenti di monitoraggio costante: dai dati Arpa Piemonte al “semaforo” regionale fino all’indice previsionale della qualità dell’aria. I cittadini possono verificare la classe ambientale del proprio veicolo attraverso il Portale dell’Automobilista.
La linea è chiara: meno traffico inquinante per ridurre i picchi di polveri sottili che, soprattutto nei mesi freddi, superano ripetutamente i limiti di legge. Una stretta che divide, tra esigenze ambientali e difficoltà economiche per chi non può cambiare auto. Ma il messaggio dell’ordinanza è netto: la lotta allo smog entra in una fase più dura e strutturale.
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