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Antibiotici, in Piemonte consumi in calo ma l’Europa corre di più

I dati presentati in Commissione Sanità: forte riduzione in ambito veterinario, attenzione alta su antibioticoresistenza e infezioni ospedaliere

Antibiotici

Antibiotici, in Piemonte consumi in calo ma l’Europa corre di più (foto di repertorio)

Il consumo di antibiotici in Piemonte è in calo. Ma non basta ancora.

I dati illustrati oggi in Commissione Sanità del Consiglio regionale mostrano una tendenza positiva negli ultimi anni, in linea con il quadro nazionale, ma evidenziano anche un ritardo rispetto alla media europea.

Nel biennio 2022-2023, l’uso di antibiotici in ambito umano ha registrato una diminuzione del 10% per i fluorochinoloni e del 3% per l’amoxicillina con acido clavulanico, due delle molecole più prescritte. Una riduzione significativa, ma non ancora sufficiente a colmare la distanza con altri Paesi europei dove le politiche di contenimento sono partite prima e con maggiore incisività.

Molto più marcato il risultato raggiunto nel settore medico-veterinario. In questo ambito la riduzione dell’utilizzo di antibiotici ha toccato punte fino al 70%, grazie a un sistema di supervisione strutturato che, insieme alle strategie adottate da altre Regioni, ha contribuito a far diventare l’Italia un modello di riferimento a livello europeo.

I dati sono stati presentati da Bartolomeo Griglio, dirigente del settore regionale Prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare, dalla professoressa Carla Zotti dell’Università di Torino e da Lorenza Ferrara, dirigente biologo dell’Asl di Asti. L’informativa ha riguardato l’organizzazione e le attività di sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza e il contrasto all’antibioticoresistenza.

Il quadro delle infezioni ospedaliere resta un punto centrale. In Piemonte, su circa 400mila ricoveri, sono 32mila i pazienti che vanno incontro a infezioni correlate all’assistenza. Il dato è sostanzialmente in linea con quello nazionale.

Leggermente migliore la situazione nelle Rsa piemontesi, dove il tasso si attesta all’1,4%, contro una media nazionale del 2,6%.

Il percorso di contenimento dell’antibioticoresistenza in Piemonte è iniziato nel 2018, con un approccio multidisciplinare ispirato al modello One Health, che integra salute umana, animale e ambientale. La strategia punta sulla prevenzione, sulla formazione degli operatori, sull’aumento dei controlli e sul rafforzamento del personale dedicato alle misure igienico-sanitarie all’interno delle aziende sanitarie.

La riduzione del consumo di antibiotici rappresenta un passaggio cruciale per limitare lo sviluppo di batteri resistenti ai farmaci. Un fenomeno che, secondo le stime internazionali, è tra le principali minacce sanitarie dei prossimi decenni.

Il calo registrato in Piemonte segna un passo avanti. Ma il confronto europeo impone un’accelerazione.

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