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La casa di Hitler diventa una caserma

Da luogo di nascita del dittatore a sede della Polizeiinspektion Braunau: 20 milioni di euro, anni di polemiche e una scelta che divide il Paese tra memoria e normalizzazione

La casa di Hitler diventa una caserma

La casa di Hitler diventa una caserma

All’alba, in Salzburger Vorstadt 15, a Braunau am Inn, il silenzio è stato sostituito dal rumore del cantiere. La casa in cui nel 1889 è nato Adolf Hitler ha cambiato destino: facciata ridisegnata, interni svuotati e ricostruiti, struttura adattata a una nuova funzione. Diventerà una sede della polizia. La scelta non è stata neutrale. Lo Stato austriaco ha deciso di togliere all’edificio il peso simbolico che negli anni ha attirato curiosi, nostalgici e polemiche, e di inserirlo nella routine amministrativa. A pochi metri resta il masso di granito proveniente dal campo di concentramento di Mauthausen, collocato nel 1989, con inciso: “Per la pace, la libertà e la democrazia — mai più fascismo”. Tra l’edificio che cambia funzione e la pietra che ricorda il passato si è sviluppato uno dei dibattiti più complessi dell’Austria contemporanea.

La svolta è arrivata nel 2017. Dopo anni di trattative senza esito con la proprietaria, lo Stato ha espropriato l’immobile. La decisione è stata confermata dalla più alta corte austriaca, che ha riconosciuto l’interesse pubblico all’acquisizione. Da quel momento la casa è passata sotto la competenza del Ministero dell’Interno. Nel 2019 una commissione di esperti ha escluso la trasformazione in museo, ritenendo che una destinazione espositiva avrebbe potuto alimentare il mito. La raccomandazione è stata di scegliere un uso “caritativo o amministrativo”. Nel giugno 2020 il ministero ha presentato il progetto dello studio Marte.Marte, guidato dagli architetti Bernhard Marte e Stefan Marte. L’intervento ha puntato sulla semplificazione formale e sulla rimozione degli elementi aggiunti durante il periodo nazista.

Il costo stimato inizialmente era di 5 milioni di euro, con conclusione prevista entro il 2022. La pandemia, l’aumento dei prezzi dei materiali e modifiche tecniche hanno fatto salire il budget fino a circa 20 milioni di euro. I lavori sono iniziati il 2 ottobre 2023. L’edificio ospiterà la Polizeiinspektion Braunau (stazione di polizia di Braunau), il Bezirkspolizeikommando (comando di polizia distrettuale) e spazi per la formazione degli agenti sui diritti umani. A gennaio 2026 le autorità hanno comunicato che l’esterno era quasi completato, mentre all’interno erano necessarie ultime correzioni. La consegna è stata fissata per la fine del primo trimestre 2026, con avvio operativo previsto nel secondo trimestre dello stesso anno. Il costo complessivo è rimasto nell’ordine dei 20 milioni di euro.

Il governo ha sostenuto che la presenza della polizia rappresenta un segnale preciso. Nel 2020 l’allora ministro dell’Interno Karl Nehammer ha definito la scelta un’“antitesi” rispetto a ciò che il luogo evoca. L’argomento è rimasto centrale anche con il ministro Gerhard Karner, rimasto in carica nel nuovo esecutivo insediatosi nel marzo 2025. Secondo il ministero, trasformare la casa in un ufficio operativo riduce il rischio di pellegrinaggi dell’estrema destra e sottrae l’edificio alla dimensione simbolica. La funzione amministrativa è stata presentata come uno strumento di normalizzazione.

Non tutti hanno condiviso questa impostazione. Nel 2023 un sondaggio ha indicato che una maggioranza di cittadini austriaci preferiva un centro educativo dedicato allo studio del nazismo, dell’antifascismo e della tolleranza. Il regista Günter Schwaiger e lo storico locale Florian Kotanko hanno sostenuto che un uso esclusivamente amministrativo evita un confronto pubblico strutturato con la storia. Alcuni attivisti hanno ricordato anche il ruolo che la polizia ha avuto nel Novecento europeo, sostenendo che la scelta può apparire ambigua se non accompagnata da iniziative aperte alla cittadinanza.

hitler

Il masso di Mauthausen è rimasto davanti alla casa per decisione del consiglio comunale di Braunau am Inn, anche se un primo progetto architettonico ne prevedeva la rimozione. L’epigrafe “mai più fascismo” continua a essere l’unico segno esplicito di memoria visibile nello spazio pubblico. L’edificio, invece, non conterrà un percorso espositivo permanente.

Gli episodi degli ultimi anni hanno dimostrato che il rischio di celebrazioni nostalgiche non è scomparso. Il 20 aprile 2024 quattro cittadini tedeschi sono stati arrestati davanti all’edificio mentre commemoravano il compleanno di Hitler con un saluto nazista fotografato e diffuso. La presenza di una stazione di polizia nello stesso stabile è stata indicata dal governo come elemento deterrente.

Resta il tema dei costi e dei ritardi. Il passaggio da 5 a circa 20 milioni di euro ha sollevato interrogativi sulla gestione del progetto. Il ministero ha spiegato che il recupero di un edificio storico ha richiesto interventi complessi e adeguamenti agli standard attuali. Il trasferimento dagli attuali uffici di Laaber Holzweg avverrà dopo la consegna definitiva.

Quando la sede entrerà in funzione, i cittadini vedranno una facciata sobria e spazi interni destinati a uffici e sale di formazione. Secondo i piani, circa quindici agenti saranno assegnati stabilmente alla struttura, oltre al personale del comando distrettuale. Il progetto punta a inserire l’edificio nella quotidianità urbana, riducendone l’eccezionalità.

Il bilancio resta oggetto di valutazioni diverse. Per il governo, l’uso pubblico e la presenza dello Stato hanno sottratto l’edificio alla logica del simbolo. Per i critici, la rinuncia a un centro educativo aperto al pubblico rappresenta un’occasione mancata. Molto dipenderà dalla qualità della formazione sui diritti umani e dall’eventuale apertura di attività rivolte a scuole e associazioni. La casa di Salzburger Vorstadt 15 non sarà un museo né sarà demolita. È diventata un ufficio di polizia con davanti una pietra che ricorda ciò che è stato. La scelta dell’Austria è stata quella di convivere con la propria storia attraverso un uso civile, affidando alla pratica quotidiana il compito di ridefinire il significato di un luogo che per decenni è stato oggetto di tensioni.

Fonti: Ministero dell’Interno della Repubblica d’Austria, Corte Costituzionale austriaca, Comune di Braunau am Inn, Marte.Marte Architekten, Der Standard, ORF (Österreichischer Rundfunk)

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