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Per chi suona la campana

Il tramonto dell’Eminentissimo e l’ombra lefebvriana su Ivrea

La mancata nomina di don Smiderle ad arcivescovo di Sassari segna un nuovo stop per il cardinale Arrigo Miglio. Intanto la Fraternità San Pio X rilancia: verso nuove nomine episcopali e il rischio di una scomunica che riapre una ferita mai chiusa nella Chiesa

Chivasso

Don Davide Smiderle, parroco del Duomo

Finalmente il Santo Padre Leone XIV ha nominato, dopo mesi di sede vacante, il nuovo arcivescovo di Sassari. Che non è, come si ipotizzava, il prevosto di Chivasso, don Davide Smiderle, ma il vescovo di Terni-Narni-Amelia, il sardo monsignor Francesco Antonio Soddu. La notizia segnala una drastica caduta di influenza sulle nomine episcopali della «volpe di San Giorgio», il cardinale Arrigo Miglio, ex vescovo di Iglesias, poi di Ivrea e infine arcivescovo di Cagliari, premiato con la porpora da papa Francesco.

Questo della mancata nomina di don Davide Smiderle è il secondo smacco per l’Eminentissimo, dopo che l’altro suo pupillo, il parroco di San Giorgio don Luca Meinardi, dovette dare le dimissioni da vicario generale di Ivrea il giorno dopo essere stato nominato dal vescovo monsignor Daniele Salera. Chissà che adesso, dopo tanti incarichi e dopo aver esercitato nella Chiesa tanto potere (sua fu la nomina a vescovo di Biella dell’eporediese don Roberto Farinella), Sua Eminenza si plachi e cominci a pensare all’anima sua.

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E così il Superiore della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, dopo aver comunicato alla Santa Sede che il 1° luglio si procederà alla nomina illegittima di nuovi vescovi ed essersi incontrato a Roma con il cardinale Manuel Fernandez, che gli ha proposto di iniziare dei colloqui teologici per arrivare a un’intesa sui «minimi necessari» dottrinali, ha risposto infine di no. In tal modo la scomunica è quasi certa, trattandosi a questo punto di nomine scismatiche. Da più di mezzo secolo, nella diocesi di Ivrea, la Fraternità è insediata con un suo Priorato a Montalenghe, nel vasto edificio di quello che era un tempo un collegio salesiano. In esso risiedono alcuni sacerdoti e alcune suore che danno assistenza spirituale e predicano vari turni di esercizi, mentre i rapporti con la diocesi sono contrassegnati da reciproci non-rapporti. Ogni domenica il grande cortile dell’Istituto si riempie di automobili di fedeli (non pochi diocesani di Ivrea) provenienti da tutto il Piemonte, e anche da fuori regione, per assistere alla Messa di San Pio V nella chiesa del complesso, che è stata recentemente restaurata.

Manuel Fernandez

Il Cardinale Manuel Fernandez

I fedeli che partecipano alle attività del Priorato sono cresciuti negli anni, lentamente ma costantemente, un po’ come la Fraternità, diffusa in tutti i continenti, e che oggi conta 2 vescovi, 733 sacerdoti, 250 suore, 145 fratelli professi e 268 seminaristi. Una presenza certo non maggioritaria ma che per Roma non può non costituire un problema. Papa Francesco, molto aperturista verso i lefebvriani, aveva concesso loro nel 2017 di assistere ai matrimoni e celebrarne la validità; inoltre, sempre lo stesso Francesco, aveva reso — ed è tuttora valida e lecita — l’assoluzione sacramentale amministrata dai sacerdoti della Fraternità.

Tutti gli articoli di Fra' Martino qui

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