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20 Febbraio 2026 - 04:00
Strada Provinciale 590: nasce il Comitato spontaneo dei cittadini e parte la raccolta firme per la messa in sicurezza dopo la tragedia di Mark
La morte di Mark Mariut, 14 anni, travolto il 16 gennaio sulla Strada Provinciale 590, in località l’Abate, non è rimasta solo un fatto di cronaca. A San Sebastiano da Po si è trasformata in una mobilitazione concreta. Prima una lettera agli enti competenti. Poi il confronto istituzionale. Ora un passo ulteriore: nasce il Comitato spontaneo cittadini per la sicurezza stradale e parte una raccolta firme ufficiale.
A promuoverla è Pantelimon Romeo, referente del Comitato, con un obiettivo preciso: chiedere formalmente la messa in sicurezza della SP590 al Presidente della Regione Piemonte, alla Città Metropolitana di Torino, alla Prefettura, all’Assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture e al Comune di San Sebastiano da Po.
La 590 non è una strada secondaria. È un’arteria di collegamento tra Chivasso, Cavagnolo, la collina e Torino. Ogni giorno la percorrono migliaia di veicoli. Ma lungo quel tratto non passano solo auto: passano studenti, lavoratori, anziani, famiglie.
Nel tratto che attraversa il centro abitato le criticità sono note da anni: assenza di marciapiedi o percorsi pedonali protetti, fermate del trasporto pubblico prive di adeguate protezioni, attraversamenti insufficienti o poco visibili, velocità sostenuta dei veicoli, illuminazione carente in alcuni punti.
Mark stava andando a scuola. Camminava lungo un tratto che non offre protezioni strutturali per chi si muove a piedi. La sua morte ha riportato al centro un problema che i cittadini avevano già segnalato.

Mark Mariut ha perso la vita sulla SP 590 il 16 gennaio scorso. Aveva 14 anni
Dopo l’incidente, Sergio Sapetti, docente e referente del Controllo del Vicinato Lauriano-Piazzo, con il supporto legale dell’avvocato Emmanuele Serlenga, aveva inviato una richiesta formale agli enti competenti: marciapiedi sicuri, potenziamento dell’illuminazione, semafori pedonali a chiamata, sistemi di controllo della velocità media.
Il sindaco Giuseppe Bava ha dichiarato di condividere le proposte, ma ha ricordato un nodo strutturale: la SP590 non è una strada comunale. Le competenze sono sovracomunali e le procedure tecniche impongono standard elevati. Con costi che possono moltiplicarsi. Un esempio: un progetto per 150 metri di marciapiede, inizialmente stimato in 90 mila euro, è salito a 350 mila dopo adeguamenti normativi. E non è mai stato realizzato.
Il problema, quindi, non è stabilire se intervenire. È capire chi deve farlo, con quali risorse e in quali tempi.
È in questo spazio che nasce il Comitato spontaneo. Non per alimentare polemiche, ma per trasformare una richiesta diffusa in un atto formale. La raccolta firme sarà presentata ufficialmente agli organi competenti e conterrà richieste puntuali: marciapiedi o percorsi protetti nei tratti più frequentati, messa in sicurezza delle fermate del bus, limiti di velocità adeguati al contesto urbano, sistemi di moderazione del traffico, segnaletica luminosa e attraversamenti protetti, convocazione di un tavolo tecnico tra tutti gli enti coinvolti. E soprattutto tempi certi.
La SP590 attraversa un centro abitato. Non è solo asfalto. È uno spazio di vita quotidiana. Negli ultimi mesi sono state segnalate manovre pericolose, sorpassi in punti senza visibilità, uso del cellulare alla guida, mancato rispetto delle distanze. Il rispetto delle regole è indispensabile. Ma non può sostituire interventi strutturali.
La nascita del Comitato segna un passaggio preciso: dalle segnalazioni alla richiesta scritta, dall’indignazione alla responsabilità condivisa. La tragedia di Mark ha colpito non solo San Sebastiano da Po, ma l’intero territorio. La mobilitazione che ne è nata guarda avanti. Alla prevenzione.
La domanda ora è semplice e concreta: chi trasformerà questa volontà in opere reali?
Tra riconoscere un problema e risolverlo c’è la parte più difficile: trovare fondi, coordinare competenze, programmare lavori. Questa volta, però, i cittadini hanno scelto di non limitarsi a osservare. Hanno deciso di firmare.
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