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18 Febbraio 2026 - 19:05
Metro 1 verso Collegno e Rivoli: stazioni quasi pronte ma treni insufficienti. Il 2027 resta appeso ai finanziamenti
“L’apertura al pubblico del prolungamento della linea metropolitana 1, verso Collegno e Rivoli, è prevista alle attuali condizioni per la fine del 2027”. La data resta quella, nero su bianco, ma attorno a quel “alle attuali condizioni” si gioca una partita tutt’altro che chiusa.
È quanto emerso nel corso del sopralluogo della II Commissione Trasporti del Consiglio regionale del Piemonte ai cantieri della Linea 1, presieduta da Mauro Fava. Una visita istituzionale, richiesta dal Movimento 5 Stelle, che ha portato i consiglieri fin dentro la futura stazione di Collegno Centro, seconda fermata del prolungamento Ovest su corso Francia, dopo Certosa e prima di Leumann e Cascine Vica.
Il cantiere è aperto, una quarantina di operai sono al lavoro. I rappresentanti di InfraTo e della ditta appaltatrice hanno illustrato lo stato dell’arte: l’opera è completata tra il 75 e l’80%. Le stazioni di Collegno Certosa e Collegno Centro, partite nel 2018, risultano in fase avanzata; Leumann e Cascine Vica attendono ancora alcuni completamenti. Numeri che raccontano un’infrastruttura ormai visibile, concreta, ma non ancora al traguardo.
Il nodo, però, resta quello dell’appalto. La Italiana Costruzioni Infrastrutture Spa (ICI), capofila delle opere civili per il prolungamento fino a Rivoli, ha presentato richiesta di concordato preventivo. Entro fine febbraio il Tribunale del Lavoro dovrà pronunciarsi sulla proposta. Se il concordato verrà accettato, l’ipotesi è di attivare le nuove fermate entro fine 2027, con un ritardo di tre anni rispetto alle previsioni iniziali. Se invece la procedura dovesse avere esito negativo, si dovrà procedere con un nuovo bando, con tempistiche inevitabilmente più lunghe.
Un eventuale slittamento inciderebbe anche sugli esercizi commerciali e artigianali delle aree interessate dai cantieri, già alle prese con anni di lavori. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato che proporrà alla Giunta Cirio nuovi ristori per le attività coinvolte.
Nel frattempo, sul piano operativo, qualcosa si muove. Il nuovo deposito di Collegno è stato completato e sono già arrivati quattro nuovi treni, acquistati grazie ai ribassi di gara. Si aggiungeranno ai 29 convogli attualmente in servizio. L’appalto prevede inoltre la possibilità di acquisire altri 12 treni opzionali, ma qui il discorso cambia: servono risorse aggiuntive.
Il costo di ciascun convoglio si aggira attorno ai 10 milioni di euro. Per l’acquisto dei dodici treni mancanti si parla di almeno 148 milioni di euro, cifra che – con il caro materiali – potrebbe superare i 200 milioni. Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al momento, non sarebbe arrivato alcun finanziamento. Un passaggio che rischia di diventare determinante: senza quei convogli, l’estensione della tratta da Bengasi a Cascine Vica comporterà inevitabilmente un aumento dei tempi di percorrenza e una maggiore usura dei mezzi.


Parallelamente procede l’aggiornamento tecnologico della linea. È in corso la migrazione dal sistema di segnalamento analogico al nuovo sistema digitale CBTC (Communication Based Train Control), già in fase di installazione anche sulla tratta oggi in esercizio. Il sistema wireless, dal valore complessivo di 175 milioni di euro, fornirà le istruzioni di marcia ai convogli e dovrebbe consentire una gestione più efficiente delle frequenze.
Il sistema Val attualmente in funzione, con porte in banchina, viene indicato come altamente affidabile, con una disponibilità dei treni compresa tra il 98 e il 99%. I convogli viaggiano su gomma, possono affrontare dislivelli fino al 6% e, grazie alle dimensioni ridotte, permettono gallerie e stazioni più compatte rispetto alle metropolitane tradizionali. Le nuove carrozze saranno intercomunicanti e dotate di pannelli a led per l’informazione ai passeggeri.
Le stazioni sono progettate con particolare attenzione all’accessibilità: doppio ascensore per garantire l’attraversamento sicuro di corso Francia, percorsi pensati per persone con ridotta mobilità e ipovedenti. Un’impostazione che punta a rendere l’infrastruttura fruibile da tutte le tipologie di utenza.
Al sopralluogo hanno partecipato, oltre a Mauro Fava, Paola Antonetto, Marina Bordese e Roberto Ravello(Fratelli d’Italia), Gianna Pentenero, Monica Canalis, Nadia Conticelli e Laura Pompeo (Partito Democratico), Sarah Disabato e Alberto Unia (Movimento 5 Stelle).
Al termine della visita, Mauro Fava, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione Trasporti, ha ribadito la necessità di monitorare tempi e risorse. “La previsione di apertura al pubblico per la fine del 2027, alle condizioni attuali, è un obiettivo che dobbiamo continuare a seguire con attenzione e responsabilità”, ha dichiarato, sottolineando che lo stato di avanzamento tra il 75 e l’80% testimonia l’impegno delle maestranze.
Dal Movimento 5 Stelle, che aveva richiesto il sopralluogo, arriva però un richiamo diretto al Governo. Sarah Disabato, capogruppo regionale M5S Piemonte, e Alberto Unia, consigliere regionale M5S Piemonte, parlano di lavori “almeno fino a fine 2027” e puntano il dito sui fondi mancanti. “Resta ancora da sciogliere il nodo dei dodici nuovi treni che bisognerà acquistare per garantire tempi di percorrenza adeguati sulla linea. Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non è arrivato ancora un euro degli almeno 148 milioni necessari”, dichiarano.
I pentastellati chiedono che le risorse vengano sbloccate al più presto per evitare ulteriori ritardi e annunciano un monitoraggio costante dell’andamento dei lavori, con aggiornamenti puntuali affinché – spiegano – i cittadini non debbano subire nuovi disagi.
Il prolungamento verso Collegno e Rivoli resta dunque un’infrastruttura strategica per l’area metropolitana torinese. Ma tra l’esito del concordato della ICI, la copertura finanziaria per i nuovi convogli e la completa attivazione del sistema CBTC, il 2027 appare oggi più come una scadenza condizionata che una data definitiva. La linea avanza, ma la corsa verso Rivoli non dipende soltanto dal cemento già posato: pesa, e non poco, la capacità di garantire stabilità amministrativa e risorse certe fino all’ultimo metro di galleria.
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