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18 Febbraio 2026 - 18:53
Il cane entra in corsia: a Ciriè la Pet Therapy diventa parte della cura
Una carezza che diventa parte della terapia. È stato inaugurato oggi, al Day Hospital Oncoematologico dell’Ospedale di Ciriè, il progetto di Pet Therapy che introduce in corsia gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), integrandoli alle cure convenzionali. Un’iniziativa che parte da Ciriè come sede pilota, con l’obiettivo dichiarato di estendersi progressivamente alle altre strutture di Oncologia ed Ematologia dell’ASL TO4.
Non si tratta di un’attività collaterale o ricreativa, ma di un tassello inserito in un percorso clinico ben definito. In ambito oncologico ed ematologico, dove le terapie possono essere lunghe, invasive e psicologicamente logoranti, il benessere emotivo incide in modo significativo sulla capacità di affrontare la malattia. Il contatto con cani appositamente addestrati contribuisce a ridurre stress e ansia, attenua la percezione del dolore, contrasta il senso di isolamento e favorisce la comunicazione tra le persone in cura e il personale sanitario. Un beneficio che non sostituisce le terapie, ma le accompagna, rafforzando la resilienza e la qualità della vita.





Il progetto è reso possibile grazie all’AVO – Associazione Volontari Ospedalieri, che si è aggiudicata un bando promosso dal gruppo ENI, garantendo così la copertura economica per un intero anno di attività. Un sostegno che consente di strutturare l’iniziativa in modo continuativo e professionale.
«L’inaugurazione di oggi – dichiara il dottor Luigi Vercellino, Direttore Generale dell’ASL TO4 – rappresenta un passo fondamentale nel percorso di umanizzazione delle cure, che la nostra Azienda persegue con determinazione. Non curiamo solo la malattia, ma ci prendiamo cura della persona nella sua interezza. Grazie alla preziosa collaborazione con AVO e al sostegno di ENI, offriamo ai nostri pazienti uno strumento di sollievo scientificamente validato, che trasforma l’ambiente ospedaliero in un luogo di relazione e di conforto».
Il progetto prende forma concreta già da domani, 19 febbraio, con un appuntamento settimanale: ogni giovedì, dalle 10 alle 11.30, le persone in terapia attiva che avranno espresso il consenso potranno partecipare agli incontri. Per garantire sicurezza e qualità dell’intervento, ogni sessione sarà riservata a un massimo di dieci partecipanti.
La metodologia, ribattezzata “Il giovedì del benessere”, segue rigorosamente le linee guida nazionali sugli Interventi Assistiti con gli Animali. Le attività saranno condotte da due professionisti in possesso di attestato di idoneità rilasciato dal Centro di Referenza Nazionale, affiancati da un’équipe composta da un coadiutore del cane, uno psicologo e un infermiere di reparto.
I cani coinvolti sono certificati secondo la normativa vigente e vantano una consolidata esperienza in ambito sanitario, comprese realtà complesse come comunità psichiatriche e hospice. Il loro temperamento e il percorso formativo li rendono idonei ai contesti ospedalieri, dove è fondamentale coniugare empatia, controllo e sicurezza. Durante ogni seduta, il coadiutore monitorerà costantemente lo stato di salute e il benessere dell’animale, nel rispetto dei criteri stabiliti dal medico veterinario. Lo psicologo responsabile dell’attività, già parte del servizio di Psicologia dell’ASL TO4 e specializzato in cure attive e palliative, guiderà l’intervento sotto il profilo clinico-relazionale, mentre l’infermiere garantirà il raccordo con l’assistenza sanitaria.
«L’evidenza clinica – sottolinea il dottor Giorgio Vellani, Direttore dell’Oncologia dell’ASL TO4 – ci dice che la riduzione dello stress e il miglioramento del tono dell’umore hanno un impatto positivo sulla compliance del paziente ai trattamenti oncologici. Il cane funge da catalizzatore emozionale: aiuta a distogliere l’attenzione dal dolore e dalla paura, facilitando un’alleanza terapeutica più solida tra personale sanitario, persona assistita e cure».
Un aspetto particolarmente rilevante anche in ematologia, dove i percorsi terapeutici possono essere lunghi e gravosi. «Per le persone con problemi ematologici – evidenzia la dottoressa Cristina Foli, Responsabile dell’Ematologia dell’ASL TO4 – la dimensione sociale e affettiva rappresenta una medicina aggiuntiva. Questo progetto permette di “scardinare” la routine medicalizzata del Day Hospital, portando stimoli sensoriali e vitalità che sono essenziali per mantenere alta la qualità della vita durante il percorso di cura».
L’ingresso di un cane in reparto non è solo un gesto simbolico. È un segnale culturale: l’ospedale che si apre a nuove forme di supporto, la medicina che riconosce il valore della relazione, la cura che si fa più completa. Da Ciriè parte così una sperimentazione che guarda oltre la terapia farmacologica, puntando a costruire un ambiente capace di accogliere non solo la malattia, ma la persona nella sua interezza.
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