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19 Febbraio 2026 - 19:29
Raccolti bottiglie, lattine e rifiuti vari; sacchi pronti per il ritiro.
Nel gruppo social di Verolengo, una cittadina ha condiviso un gesto semplice ma significativo: «Oggi pomeriggio, con un’altra mamma e con l’aiuto di alcune giovani leve, mentre i figli stavano giocando a calcio, abbiamo ripulito il campetto, il campo da basket e la zona adiacente in cui ci si può riposare. Abbiamo posizionato i sacchi vicino ai contenitori a forma di matita, che sono stati completamente riempiti e che sono pronti per il ritiro».
Bottiglie di plastica, lattine e rifiuti vari sono stati raccolti in pochi minuti. I sacchi, posizionati accanto ai contenitori, erano pronti per il ritiro.
Un gesto semplice, senza clamore, ma che non è passato inosservato. Il post ha raccolto numerosi commenti di apprezzamento: «Bellissimo gesto, grazie», scrivono alcuni, mentre altri sottolineano come sia un esempio di educazione e rispetto, pur osservando che «i ragazzi non sempre apprezzano questi spazi come dovrebbero».
Accanto agli elogi, non sono mancati interrogativi: c’è chi si chiede quale sia il ruolo del Comune nella gestione della struttura e cosa venga fatto per la manutenzione. «Bellissimo gesto, grazie alla signora/o… non abito a Verolengo ma gli addetti del Comune al servizio cosa fanno?»
A rispondere è stato l’assessore all’Ambiente, Francesco Artusa: «La gestione e la pulizia dei campi da gioco è in carico agli affidatari della struttura, ma in ogni caso i cantonieri passano tre volte a settimana per svuotare i cestini. Le foto mostrano il risultato dell’utilizzo del sabato e della domenica: purtroppo l’inciviltà e la maleducazione di alcuni ragazzi non ha limiti. Da ammirare invece il gesto di chi ha pulito».
Il dibattito si è poi acceso sul tema dell’educazione e della responsabilità. C’è chi ha ricordato che «il Comune fa la sua parte, i cittadini la loro» e che i giovani vanno seguiti più che accusati: «Bel gesto, grazie… il Comune fa la sua parte, i cittadini la loro. Tanti atti di accusa verso i ragazzi (che andrebbero certamente seguiti) da moralizzatori che in molti casi erano i bulli di ieri».
L’assessore Artusa ha ribadito che il suo intervento voleva chiarire la gestione del servizio e non era un attacco personale: «Quindi, per capirci, in questo post dove io, Mauro Sala e Gaia Frola abbiamo ribadito che gli innumerevoli atti di maleducazione e inciviltà che si ripresentano continuamente ai campi da gioco non sono tollerabili, siamo “moralizzatori che un tempo eravamo certamente dei bulli”?»
Poi la risposta direttamente all’assessore Francesco Artusa con parole molto dirette:«Guardi che sulla terra non ci sei solo lei. Se si sente tirato in causa, forse è perché ha la coscienza sporca. Io mi riferivo a certe persone che magari si indignano e direbbero di prendere a calci questi ragazzini, ma poi sono le stesse che buttano a terra scontrini, gratta e vinci e pacchetti di sigarette».
«Non c’è bisogno di agitarsi, risponde Artusa. La mia era una domanda nata da un commento che poteva essere facilmente frainteso, sia da me sia da altri. Ho fatto riferimento alla poca educazione e alla tanta inciviltà di alcuni ragazzi, questo sì, ma la coscienza ce l’ho pulita. E se penso qualcosa, la dico direttamente all’interessato».
Anche Daniela Caminotto, capo gruppo «Verolengo per tutti», ha sottolineato il valore del gesto: «Questo è uno dei pochissimi spazi che abbiamo per i nostri giovani a Verolengo. I comportamenti sbagliati purtroppo ci saranno sempre, ma a fare davvero la differenza sono le persone che, come in questo caso, senza clamore e senza obbligo, hanno scelto di fare la cosa giusta. Grazie e complimenti per il bellissimo esempio di senso civico».
Al di là delle discussioni e dei botta e risposta, resta un dato concreto: due mamme, insieme ad alcuni ragazzi, hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte. Un gesto semplice che riapre un tema più ampio: la cura degli spazi pubblici non è solo un compito istituzionale, ma anche una responsabilità condivisa.

i campi da gioco

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