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18 Febbraio 2026 - 18:46
Pallavolo unificata, al D’Oria vince l’inclusione
Il rumore dei palloni che rimbalzano sul parquet, le urla d’incoraggiamento che riempiono la palestra, gli abbracci dopo ogni punto. Giovedì 12 febbraio, all’istituto D’Oria di Ciriè, il quadrangolare di pallavolo unificata non è soltanto un evento sportivo: è una lezione concreta di inclusione.
A sfidarsi sono l’Albert di Lanzo, il Dalmasso di Pianezza, il Fermi-Galilei e i padroni di casa del D’Oria, in una mattinata inserita nel programma della Volley Week di Special Olympics, iniziativa che in tutta Italia promuove lo sport come strumento di integrazione e crescita condivisa. In campo scendono squadre “unificate”, composte da studenti con e senza disabilità, chiamati a giocare insieme, a sostenersi, a costruire ogni azione come un piccolo progetto comune.
Fin dai primi scambi si capisce che il punteggio conta, sì, ma non è l’unica cosa che conta. Ogni errore viene accolto con una pacca sulla spalla, ogni punto festeggiato in gruppo. Non c’è spazio per individualismi: si gioca per la squadra, si vince e si perde insieme. È questa la forza della pallavolo unificata, capace di trasformare una partita in un esercizio quotidiano di rispetto e collaborazione.

La finale vede prevalere l’Albert di Lanzo, che supera il D’Oria al termine di un incontro combattuto e corretto, applaudito dal pubblico fino all’ultimo scambio. Nella sfida per il terzo posto il Fermi-Galilei ha la meglio sul Dalmasso di Pianezza, chiudendo il torneo con determinazione. Ma la classifica, alla fine, resta sullo sfondo.
Il momento più significativo arriva con le premiazioni. Le medaglie al collo, le foto di gruppo, i sorrisi che non hanno bisogno di spiegazioni. I ragazzi tornano a casa felici di aver partecipato, orgogliosi di aver fatto parte di qualcosa che va oltre la competizione. È raro assistere a un torneo che si chiude tra complimenti sinceri, strette di mano e arrivederci pieni di entusiasmo, invece che tra rimpianti e polemiche.
La mattinata al D’Oria dimostra che lo sport, quando è vissuto nel modo giusto, riesce a fare ciò che spesso altrove sembra difficile: unire, includere, creare legami. E l’auspicio condiviso è che questo quadrangolare possa diventare un appuntamento stabile, capace di rinnovarsi ogni anno e di continuare a riempire la palestra di energia positiva, rispetto e gioia autentica. Perché, in fondo, la vittoria più grande è vedere tutti uscire dal campo con il sorriso.
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