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Piemonte sotto l’acqua e con la neve a bassa quota, ma il ribaltone è dietro l’angolo

Clou del maltempo nella notte con accumuli fino a 15 cm in montagna; da venerdì foehn e clima più mite

BARDONECCHIA

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Dopo 36 ore di ampie schiarite, sul Piemonte è in arrivo quella che viene definita l’ultima perturbazione di un lungo periodo marcatamente instabile che, dall’inizio del 2026, ha già prodotto un surplus pluviometrico superiore al 70% su scala regionale. A segnalarlo è Andrea Vuolo – Meteo in Piemonte, che annuncia un nuovo peggioramento con piogge diffuse e neve fino a quote collinari sul basso Piemonte.

Il sistema frontale è legato alla discesa di una saccatura dal Nord Atlantico, seguita da aria più fredda di matrice polare-marittima. La dinamica favorirà la formazione di un minimo depressionario secondario sull’alto Tirreno, in rapido movimento verso Est già nel corso di giovedì 19 febbraio. Nelle prossime ore è previsto un rapido aumento delle nubi medio-alte su gran parte della regione, con correnti in quota in temporanea rotazione da Sud-Sudovest entro la notte.

Dopo la mezzanotte sono attesi i primi piovaschi sparsi di origine prefrontale al confine con la Liguria, in successiva risalita verso i settori pedemontani nord-occidentali. Successivamente il fronte più attivo transiterà da Ovest verso Est, con precipitazioni deboli o moderate in rapida estensione e intensificazione su tutto il Piemonte nel corso della notte. Il momento più intenso è previsto tra le 4 e le 8 del mattino, con rovesci localmente forti soprattutto a Est delle colline del Po, in particolare su Monferrato, Alessandrino e Appennino, ma anche nei settori interni vallivi del Torinese e del Cuneese.

L’ingresso di aria fredda in quota, con isoterme di -2/-3°C a circa 1.400 metri, in un contesto di aria secca nei medio-bassi strati atmosferici, favorirà un rapido calo della quota neve su tutta la regione. Al primo mattino i fiocchi potranno scendere fino in prossimità delle basse colline dell’Alessandrino, tra Tortonese, Scrivia, Ovadese, Acquese e Novese, dai 250-300 metri. In genere la quota si attesterà sopra i 400-500 metri su Langhe, Monregalese e Cebano, mentre altrove sarà compresa tra 600 e 900 metri, con possibili sconfinamenti a quote inferiori durante i rovesci più intensi, soprattutto a Sud del Po. In pianura e sulle colline prevarranno piogge deboli o moderate, in rapido esaurimento da Ovest già dalle prime ore del mattino. Dal pomeriggio è previsto un aumento della ventilazione, con raffiche anche forti sui settori alpini.

Sui rilievi montuosi sono attesi apporti di neve fresca compresi tra 5 e 15 centimetri sopra i 1.000-1.500 metri, con accumuli localmente superiori sull’Appennino alessandrino e sui crinali delle Marittime, Liguri e Graie. A quote inferiori sarà possibile un’imbiancata dai 400-500 metri su Langhe, Monregalese e Cebano, con 5-8 centimetri sopra i 700 metri, e dai 300-400 metri su Alessandrino e basso Astigiano. Sulle colline del Po, inclusa la sommità collinare di Torino, è possibile una temporanea spolverata sopra i 600 metri all’alba. Nelle valli alpine interne la quota neve si attesterà in genere tra 600 e 700 metri, talora più in basso su Ossola, Valsesia, Pinerolese e Cuneese.

La svolta è attesa da venerdì: l’alta pressione riporterà condizioni ben soleggiate e via via più miti per tutto il weekend. Le temperature massime in pianura potranno superare i 15°C, con punte fino a 18-19°C nel pomeriggio di venerdì per effetto del foehn. In generale è previsto un rialzo dello zero termico. Resterà però marcato, o localmente forte, il pericolo valanghe sulle alte valli alpine occidentali.

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