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06 Febbraio 2026 - 23:38
Gaia Marcaccioli
Fare la ballerina non è un passatempo. È un lavoro vero, fatto di rinunce, di fatica e di sogni portati avanti con ostinazione. Eppure, quante volte a chi intraprende questa strada vengono rivolte domande pungenti del tipo: “Ma ti pagano? È un lavoro serio? Non era meglio l’università?”.
Abbiamo incontrato Gaia Marcaccioli, 24 anni, chivassese, che ci ha aperto il suo mondo. Non è una ragazza da talent show, non cerca riflettori facili: si è trasferita a Roma, ha scelto la strada più dura, quella che richiede coraggio e cuore. “A 19 anni ho deciso che volevo ballare. Ho lasciato casa, amici e certezze. È stato un salto nel buio, ma lo rifarei mille volte: questa vita, con tutte le difficoltà, mi rende felice” racconta.
Da quando aveva 4 anni il suo corpo parla con la danza. Durante il periodo delle scuole medie è passata alla ginnastica artistica, facendo l’agonista per otto anni. Alla maggiore età il ritorno definitivo alla danza classica, frequentando il BTT di Loredana Furno. Giornate infinite: scuola a Chivasso, allenamenti a Torino, rientri tardi la sera. Era solo l’inizio.

Gaia da piccola
Con il diploma in tasca e un 100 alla maturità, la scelta: la RIDA di Andrea Palombi a Roma. “Era una città che avevo nel cuore fin da bambina. Volevo cambiare aria e Roma offriva più possibilità” spiega. Ha poi frequentato la DAF di Mauro Astolfi. Un totale di tre anni di sudore, sacrifici e anche lavori per mantenersi: insegnante per ripetizioni, baby-sitter, cameriera. Nel frattempo audizioni a raffica, curriculum, show reel spediti in Italia e all’estero.
Gaia ci spiega che il mondo della danza “non è gentile”. “È instabile, incerto, competitivo. Spesso devi ricominciare da zero, ma non ho mai mollato. La cosa più importante è iniziare a lavorare davvero e non smettere mai di studiare, allenarsi e perfezionarsi”.
Si è costruita tutto da sola: i coreografi hanno iniziato a notarla, le chiamate ad arrivare. Ha calcato palchi importanti, ad esempio quello della Turandot al Teatro Petruzzelli di Bari con Daniele Cipriani; ha fatto parte del corpo di ballo dei Coldplay allo Stadio Olimpico, diretta da Mommo Sacchetta; è stata una delle protagoniste di “Tra palco e realtà” con Garrison Rochelle e Klaudia Pepa. E’ stata presa come ballerina nel film “La Resurrezione” di Mel Gipson ed è appena scesa dal palco di San Siro, dove è stata nel corpo di ballo della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Milano - Cortina 2026. Emozioni irripetibili.

Prima di salire sul palco della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi 2026
Oggi, oltre a ballare in prima persona, insegna danza acrobatica e moderna, unendo le sue due anime: quella da ginnasta e quella da ballerina.
Ma non mancano le ombre: “In Italia la danza, purtroppo, non è riconosciuta a tutti gli effetti come lavoro. Ancora mi chiedono se vado all’università o cosa farò da grande. Questo mi rattrista molto perché il mio è un lavoro come gli altri, anzi forse anche più duro, perché non puoi mai fermarti, devi essere sempre operativo e con la valigia in mano pronto a spostarti. Il sacrificio è tanto, lavoriamo se siamo infortunati, se stiamo male, non siamo molto tutelati. Il nostro fisico è il nostro strumento di lavoro e viene portato all’estremo, è sovente a rischio. Per non parlare poi dello stress psicologico, visto che sono molte le pressioni che incontriamo. Tante persone non immaginano neanche cosa c’è dietro un ballerino”.
Eppure, nonostante i momenti di sconforto, Gaia non ha mai smesso di crederci. “Se hai un piano B significa che non credi abbastanza nel piano A. Io il mio l’ho scelto e non lo cambio - afferma decisa -. Sul palco tutto sparisce: restano solo la gioia, la soddisfazione, il calore del pubblico, la consapevolezza che questa è la vita che ho scelto e per cui sono quotidianamente grata. Il mio, per me, è il lavoro più bello del mondo e voglio fare sempre di più, sempre meglio”.
Oggi cammina a testa alta, con la valigia costantemente pronta, inseguendo audizioni, spettacoli e nuovi traguardi. Ringrazia i genitori che l’hanno sostenuta e supportata giorno per giorno nella realizzazione dei suoi sogni, e manda un messaggio ai suoi coetanei: “Non state fermi, non piangetevi addosso. La vita è una e bisogna provarci. Una volta che inizi, è tutto più semplice”.

Con il pass per il palco della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi 2026

Prima di salire sul palco della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi 2026

Con Garrison Rochelle
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Ancora con Garrison

Sul palco dei Coldplay, prima dell'esibizione
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