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Comitato "No Cava", la linea è tracciata: "il ricorso si discute in tribunale, non in piazza"

Il Comitato del quartiere San Bernardo ringrazia cittadini e Consiglio comunale per il sostegno economico e politico, ribadisce la propria natura apartitica e chiude alle polemiche: niente anticipazioni sul ricorso al TAR, rispetto per i giudici e per i tempi della giustizia

Comitato "No Cava", la linea è tracciata: "il ricorso si discute in tribunale, non in piazza"

Quelli del Comitato

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato, ma con il filtro – inevitabile – di chi fa cronaca dal basso e prova a tradurre il linguaggio dei comunicati in fatti comprensibili ai cittadini.

Il Comitato “No Cava” di San Bernardo rompe il silenzio del dopo-consiglio e lo fa per dire "grazie". Non era scontato!.

Grazie ai cittadini, alle associazioni, alle realtà del territorio che stanno mettendo mano al portafogli per sostenere una battaglia che, piaccia o no, non è né simbolica né folkloristica: il ricorso al TAR contro la cava di località Fornace, con tutto ciò che comporta in termini di costi, tempi e responsabilità. Un ringraziamento che si allarga anche alle Istituzioni, con un riferimento preciso alla mozione votata all’unanimità dal Consiglio comunale di Ivrea, segnale politico raro e tutt’altro che prevedibile in tempi di divisioni "a prescindere".

Ma il cuore del comunicato non è la gratitudine. È la linea. Netta, rivendicata, quasi scolpita nella pietra. Il Comitato ribadisce con forza la propria natura rigorosamente apartitica. Nessuna bandiera, nessun posizionamento da campagna elettorale permanente, nessuna voglia di finire stritolati nei soliti rimpalli tra maggioranza e opposizione, centrodestra e centrosinistra, pd, Lega e Fratelli d'Italia. L’obiettivo dichiarato resta uno solo: "la tutela del quartiere". Tutto il resto – polemiche, attribuzioni di colpe, schermaglie da aula consiliare – viene lasciato fuori dalla porta.

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C’è poi un passaggio che merita attenzione, soprattutto per chi ama trasformare ogni vicenda amministrativa in un processo pubblico celebrato a colpi di post, comunicati e dichiarazioni incrociate. Il Comitato ricorda una cosa semplice ma evidentemente non banale: i processi si fanno nei tribunali. Non sui giornali, non nei consigli comunali, non nelle piazze virtuali. La legittimità di un atto amministrativo la decide un giudice, non il volume del dibattito mediatico che lo circonda. Una presa di posizione che suona quasi controcorrente nell’epoca dei processi paralleli, dove spesso la sentenza arriva prima ancora che il fascicolo venga aperto.

Da qui discende anche la scelta più discussa – e probabilmente più strumentalizzabile – del Comitato: non rendere pubblico il contenuto del ricorso al TAR. Non per opacità, precisano, ma per rispetto. Per i magistrati, per i tempi della giustizia e per evitare che un atto processuale venga trasformato in un’arma di scontro politico o mediatico. Tradotto: niente anticipazioni, niente fughe in avanti, niente “rumore” attorno a un giudizio che deve restare confinato nelle aule competenti.

Una scelta che il Comitato chiede venga compresa da sostenitori, stampa e opinione pubblica. E che, al netto delle simpatie o antipatie personali, pone una questione più ampia: quanto siamo ancora capaci, come comunità, di distinguere tra il tempo della politica, quello dell’informazione e quello – lento, rigoroso, spesso impopolare – della giustizia?

Insomma, mentre la raccolta fondi continua e il ricorso prende la sua strada, il Comitato “No Cava” prova a tenere la barra dritta. Senza slogan, senza padrini politici, senza processi in piazza. Che poi piaccia o meno, sarà il TAR a dire l’ultima parola. 

Tutto chiaro? Sì, salvo che in sottofondo sembra di sentire "Nuntereggae più" di Rino Gaetano. Come faceva il ritornello? Eya alalà (nun te reggae più)... Pci psi (nun te reggae più),  Dc dc (nun te reggae più), Pci psi pli pri, Dc dc dc dc...

IL COMUNICATO

Ivrea, 06 febbraio 2026
Il Comitato "No Cava" desidera esprimere la propria profonda gratitudine a tutti i cittadini, alle associazioni e alle realtà del territorio che stanno contribuendo con generosità alla raccolta di fondi per sostenere le spese legali del ricorso al TAR. A questo si aggiunge un ringraziamento particolare rivolto al Consiglio Comunale di Ivrea per la mozione votata all'unanimità a sostegno della nostra iniziativa.

In questo contesto, riteniamo fondamentale ribadire che il Comitato è una realtà rigorosamente apartitica. Il nostro unico obiettivo è, e rimarrà sempre, la tutela del nostro quartiere. Per questo motivo, intendiamo rimanere estranei a qualsiasi dinamica di scontro politico o ai rimpalli di responsabilità tra maggioranza e opposizione. La nostra causa non appartiene a una parte politica, ma a tutta la comunità; continueremo a portarla avanti con rigore e rispetto verso tutti i soggetti coinvolti.

Proprio in virtù della delicatezza della battaglia legale che stiamo conducendo e per il profondo rispetto che il Comitato nutre verso le Istituzioni e la Magistratura, riteniamo doveroso fare una precisazione a beneficio di tutti i sostenitori, della stampa e dell'opinione pubblica.

La nostra azione si fonda esclusivamente sul diritto e sulla legalità. Per questo motivo, ricordiamo a tutti — a chi è già esperto di diritto come a chi ha meno dimestichezza con le materie giuridiche — che i processi devono essere celebrati nelle aule di tribunale.

Non è nelle pagine dei giornali, né tantomeno all'interno delle aule consiliari, che si decide la legittimità di un atto amministrativo. La dialettica giuridica richiede rigore, compostezza e il rispetto assoluto dei tempi e degli spazi della giustizia.

In coerenza con questo profilo istituzionale, il Comitato ha scelto con fermezza di non divulgare il testo e i contenuti del ricorso al TAR. È fondamentale comprendere che questa decisione non rappresenta una mancanza di trasparenza, ma è dettata da precise ragioni di opportunità legale e, soprattutto, di rispetto per i Giudici. Trasformare un atto processuale in un terreno di scontro politico o mediatico rischia infatti di inquinare il sereno svolgimento del giudizio. Il nostro obiettivo è che i magistrati possano valutare le nostre ragioni basandosi esclusivamente sulle leggi e sui fatti, senza subire il "rumore" di processi paralleli fatti in piazza.

Confidiamo che questa scelta venga compresa da chiunque abbia a cuore l’esito della nostra battaglia.

Comitato "No Cava"
Comitato NO CAVA a San Bernardo

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