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Borghetto chiuso sei giorni senza ordinanza. A Ivrea arriva il Carnevale e van tutti fuori di testa

Strada blindata per le reti anti arance, ma senza atti e senza avvisi. Sindaco e uffici tecnici cadono dal pero, cittadini e commercianti chiusi come in un ghetto. Code fino a Montalto e ospedale a due passi

Borghetto chiuso sei giorni senza ordinanza. A Ivrea arriva il Carnevale e van tutti fuori di testa

Montaggio reti in corso

Arriva il Carnevale e a Ivrea, in municipio non capiscono più una mazza. Il risultato? Il Borghetto chiuso per sei lunghissimi giorni. Sei. Non sei ore. Sei giorni interi, senza spiegazioni, senza preavvisi e soprattutto senza neanche l’ombra di un’ordinanza.

Una chiusura totale, blindata come un bunker, motivata dal montaggio delle reti “anti arance”, come se la Battaglia fosse piombata sulla città all’improvviso, tipo calamità naturale, e non un evento che si ripete ogni santo anno con lo stesso calendario, le stesse strade e – evidentemente – gli stessi problemi di sempre.

Il dettaglio grottesco, degno di una commedia dell’assurdo? Pare che non ne sapesse nulla nemmeno il sindaco, caduto dal pero, ironizzano in molti, giocando con la frutta. E pare – il condizionale ormai è una necessità – che non ne sapessero nulla nemmeno all’ufficio tecnico. Un capolavoro di coordinamento istituzionale: tutti allineati come le tre scimmiette. Non vedo, non sento, non parlo. Intanto però la strada chiude e un intero pezzo di città si arrangia.

chiusura

Insomma, da lunedì, cittadini e commercianti sono chiusi come in un ghetto, senza uno straccio di informazione, senza cartelli chiari, senza comunicazioni preventive. Le proteste arrivano a raffica. Dal Garden Center all’Angolo con sfuso, fino alla tabaccheria di Gabriele Garino, ex consigliere comunale e oggi commerciante che vive sulla propria pelle – e su quella dei clienti – l’effetto domino di una decisione presa da non si sa chi e comunicata a nessuno.

La strada è stata chiusa senza avviso, senza atti, senza ordinanze.

Il paradosso eporediese si completa così: domani il Borghetto sarà di nuovo chiuso, ma almeno ci sarà un’ordinanza. Traduzione: per sei giorni si è fatto tutto senza alcun atto formale, poi improvvisamente qualcuno si è ricordato che, anche durante il Carnevale, in uno Stato di diritto le strade non si chiudono per istinto.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti – e nelle fotografie che raccontano più di mille comunicati: disagi pesanti, viabilità nel caos, code chilometriche arrivate fino a Montalto. Un imbuto clamoroso in una zona già delicata, con l’ospedale a due passi. Un dettaglio secondario, evidentemente, per chi ha deciso – o forse no – questa chiusura.

«Con l’ospedale così vicino non è una gran bella cosa», commenta Gabriele Garino, senza usare giri di parole. «È assurdo». Ed è difficile trovare un aggettivo migliore. Perché qui non si parla di un imprevisto o di un errore tecnico, ma di una totale assenza di testa, coordinamento e rispetto per cittadini e attività commerciali.

Insomma: il Carnevale arriva, le arance voleranno, le reti si montano. Ma a Ivrea, almeno in Comune, la confusione carnascialesca ha già preso il sopravvento...  E c’è poco da ridere...

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