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01 Febbraio 2026 - 19:18
FOTO LUISA ROMUSSI
La prima domenica di Carnevale, 1° febbraio, si è chiusa lasciando addosso la sensazione chiara che Ivrea abbia ufficialmente cambiato passo. Non è più attesa, non è più preparazione: il Carnevale è entrato nel vivo, e lo ha fatto seguendo i suoi riti, antichi e puntuali.
La mattina si è aperta in modo raccolto, quasi silenzioso, nello studio della Gran Cancelliera Donatella Farcito. Qui è avvenuta la presa in consegna del Libro dei Verbali, il documento simbolo su cui vengono annotati tutti gli atti ufficiali della Campagna. A garantirne la custodia fino al termine del Carnevale sarà il Sostituto Paolo Diane, che ne ha dato lettura pubblica. È stato un passaggio formale, misurato, che quest’anno ha assunto un significato particolare: per la prima volta ha preso parte a questo momento la decana dei notai eporediesi, Donatella Farcito, figura che con la sua presenza ha rafforzato il legame tra istituzione, storia e tradizione carnevalesca.
Fuori, intanto, il Carnevale prendeva corpo. A Bellavista, in piazza I Maggio, e a San Giovanni, in piazza Boves, i fasoj grass circolavano di mano in mano. Pentoloni fumanti, gente che si fermava, saluti che si incrociavano. L’arrivo del Corteo con Generale, Sostituto, Stato Maggiore, Pifferi e Tamburi trovava piazze già vive, già immerse nello spirito della giornata.
In piazza Ottinetti i profumi del Villaggio Arancio, delle fagiolate e della polenta e merluzzo del Comitato della Croazia riempivano l’aria. Non c’era una scena unica: c’era un via vai costante, fatto di soste brevi, incontri, ritorni. Una piazza che funzionava e che nelle immagini restituiva bene il senso di un Carnevale condiviso.
In piazza di Città si è poi consumato uno dei passaggi più riconoscibili della giornata, la Prise du Drapeau. Il Generale ha insignito la Bandiera con la medaglia celebrativa della Campagna 2026, poi ha passato in rassegna lo Stato Maggiore. È stato un momento che non ha cercato effetti, ma attenzione, e l’ha ottenuta: la piazza si è fermata, ha osservato, ha ascoltato.
Il pomeriggio è stato quello delle Alzate, con i balconi che sono diventati punti di riferimento e la città che ha guardato verso l’alto. Sono stati presentati alla comunità Celeste Bortolot per San Grato, Francesco Brucchietti per San Maurizio, Diletta Irma Pistoia per Sant’Ulderico, Nicolò Clemente per San Lorenzo e Matilda Caglioti per San Salvatore, accompagnati dalla sfilata del Corteo Storico. Emozione composta, applausi, sguardi che hanno raccontato più delle parole.
La giornata si è chiusa in piazza di Città con la Generala. Non è stato un finale, ma una conferma: il Carnevale eporediese ha ripreso il suo ritmo. Le foto lo hanno raccontato senza bisogno di spiegazioni, restituendo volti, gesti e atmosfere di una domenica che ha segnato l’ingresso ufficiale nel tempo del Carnevale.
LE FOTO DI LUISA ROMUSSI









































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