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Carnevale di Ivrea 2026. Riecco La Diana

In uscita il 1° febbraio 2026, la Diana 34 racconta il Carnevale 2025 con un reportage fotografico, interviste al generale Mario Livio Gusta e al vescovo Daniele Salera, la prima gran cancelliera donna Donatella Farcito, studi sull'immaginario medievale, dossier sui finanziamenti del Ministero e sull'assenza di un museo, passaporto delle fagiolate e omaggio a Cesare Verlucca.

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Francesco Gioana e La Diana

Uscirà domenica 1° febbraio 2026, in coincidenza con la prima domenica degli Abbà, il numero 34 de La Diana, storica rivista dedicata allo Storico Carnevale di Ivrea e all’etnografia canavesana. Un appuntamento che, anno dopo anno, accompagna l’avvicinarsi del Carnevale non solo come pubblicazione periodica, ma come strumento di memoria, analisi e racconto di una delle manifestazioni più identitarie del territorio eporediese.

Come da tradizione, La Diana 34 raccoglie e restituisce le immagini più significative del Carnevale 2025, fotografie che non hanno una funzione meramente celebrativa ma documentaria: istanti, volti, dettagli e rituali che permettono di ricostruire il senso complessivo della manifestazione e il ruolo dei suoi protagonisti. Un archivio visivo che, numero dopo numero, si è trasformato in un vero e proprio patrimonio collettivo, molto apprezzato anche dai collezionisti.

Sul piano dei contenuti editoriali, il direttore responsabile Mauro Saroglia firma l’intervista al Generale Mario Livio Gusta, chiamato a guidare la campagna del Carnevale 2026, offrendo ai lettori uno sguardo diretto sulla figura che incarnerà il ruolo centrale della prossima edizione. Accanto a questa, trova spazio anche l’intervista al vescovo di Ivrea Daniele Salera, insediatosi proprio nei giorni del Carnevale dello scorso anno: un dialogo che intreccia tradizione carnascialesca e dimensione istituzionale, restituendo il punto di vista di una figura arrivata in diocesi in un momento simbolicamente molto significativo per la città.

Il nuovo numero segna anche una novità storica per lo Storico Carnevale di Ivrea: per la prima volta viene nominata Gran Cancelliera una donna. Si tratta di Donatella Farcito, decana dei notai eporediesi, affiancata dal nuovo Sostituto Gran Cancelliere Paolo Diane, alla sua prima esperienza in questo ruolo. Un passaggio che rappresenta un cambiamento rilevante all’interno di una struttura tradizionalmente maschile, inserendosi nel solco di un’evoluzione lenta ma concreta delle istituzioni carnascialesche.

la diana

Rimane centrale, come sempre, l’impegno culturale de La Diana, orientato alla ricerca, alla valorizzazione e alla divulgazione storica. In questa edizione il lavoro di approfondimento, sostenuto anche dal contributo del dottor Franco Quaccia, si concentra sull’immaginario del mondo alla rovescia nel basso Medioevo, tema profondamente legato alle radici del Carnevale. Il percorso si sviluppa attraverso l’analisi degli affreschi duecenteschi della cripta della Cattedrale di Ivrea, che diventano chiave di lettura per comprendere la funzione simbolica e sociale del ribaltamento dell’ordine costituito, elemento fondante della tradizione carnascialesca europea.

Non manca l’attenzione agli aspetti più attuali e critici. Francesco Gioana affronta il tema della cosiddetta “storia” del Carnevale, riscoperta anche in funzione dell’accesso ai contributi del Ministero della Cultura. Un percorso che quest’anno si scontra con il cambiamento dei criteri di valutazione adottati dal MIC per l’erogazione delle sovvenzioni: una modifica che apre interrogativi sull’efficacia e sull’equità del nuovo sistema, e che viene analizzata senza semplificazioni.

Tra una riflessione e l’altra, trovano spazio anche le considerazioni di Ciro Lubrano su una questione che da tempo accompagna il dibattito cittadino: l’assenza, a Ivrea, di un Museo del Carnevale. Un tema affrontato non solo come mancanza strutturale, ma come occasione mancata di valorizzazione permanente di una tradizione che, per importanza e complessità, meriterebbe uno spazio dedicato. Sul fronte più strettamente carnascialesco, Maurizio Leggero torna invece ad analizzare il tema delle divise dello Stato Maggiore e dei personaggi del Carnevale, approfondendo aspetti spesso dati per scontati ma ricchi di significato simbolico.

Ampio spazio è dedicato, come di consueto, agli anniversari delle squadre degli aranceri e delle fagiolate, che quest’anno vedono anche l’introduzione del nuovo “Passaporto delle Fagiolate”, pensato come strumento di valorizzazione e promozione di una delle tradizioni gastronomiche più radicate del Carnevale. Non mancano i riferimenti ai berretti frigi rossi dei DOC del Carnevale 2025, così come alle immancabili polemiche che accompagnano ogni edizione, parte integrante – nel bene e nel male – del rito collettivo.

Prosegue inoltre la rubrica di Massimo Sardo, I Signori dei Cavalli, che in questo numero è dedicata alla famiglia Marocco, da anni impegnata con passione e continuità nel portare avanti una tradizione fondamentale per il corretto svolgimento della manifestazione, spesso lontana dai riflettori ma essenziale nella sua organizzazione.

Il numero si chiude con un ricordo affettuoso di Cesare Verlucca, raccontato attraverso le testimonianze di molte persone del mondo carnascialesco che gli hanno voluto bene. Un omaggio che si inserisce nel tono complessivo della rivista, capace di alternare analisi storica, attualità e memoria personale senza forzature.

La Diana 34, edita da Hever Edizioni e diretta da Mauro Saroglia con la direzione artistica di Francesco Gioana, sarà disponibile al prezzo di 12 euro a partire dal 1° febbraio 2026. Un numero che si inserisce con coerenza nel percorso della rivista, confermandone il ruolo di punto di riferimento culturale per chi vuole comprendere, oltre la superficie della festa, il significato profondo dello Storico Carnevale di Ivrea.

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